Il Milan spreca il primo "match ball"
Davide Bin
Sognavamo una serata di tutt'altro tipo, ma alla fine non dobbiamo rammaricarci per aver sprecato la possibilità di qualificarci agli ottavi di finale con un turno di anticipo ma, piuttosto, essere contenti del fatto che il destino dei rossoneri dipende ancora e solo da loro stessi, perchè il pareggio consente di avere a disposizione un secondo match ball da giocarsi a Zurigo contro la già eliminata squadra svizzera, mentre la sconfitta, che poteva anche materializzarsi nel finale, avrebbe complicato maledettamente i piani qualificazione, rendendo l'impresa disperata e non più dipendente solo dal risultato dai rossoneri a Zurigo. Questo è il verdetto di una partita sofferta, in cui i rossoneri hanno sbloccato subito il risultato, come domenica scorsa contro il Cagliari, ma proprio come contro i sardi si sono fatti riacciuffare subito, anche se poi la sequenza delle reti si è interrotta lì, mentre quella delle emozioni è proseguita fino alla fine e nel finale la speranza di vincere si è alternata con l'angoscia di perdere e rovinare tutto. Il pareggio è tutto sommato giusto, perchè il Marsiglia ha giocato bene e ha avuto nel finale due occasioni colossali centrando due pali, ma anche il Milan ha sprecato banalmente un paio di ghiotte occasioni, quindi entrambe le squadre avrebbero pouto vincere ma anche perdere e in questi casi il pareggio va considerato equo. Anche questa sera abbiamo avuto la conferma che questa squadra non è perfetta (come qualcuno ha tentato di dimostrare in questi giorni dopo la serie di risultati positivi), ha ancora qualche difetto e lo schieramento iper-offensivo lascia troppo spesso la difesa e il centrocampo sguarniti e in balia degli avversari, soprattutto quando la squadra si spezza in due e gli attaccanti faticano a rientrare e a dare una mano. La prestazione dei rossoneri non è stata quella che ci aspettavamo, ma bisogna considerare l'ottima partita del Marsiglia e il fatto che i francesi erano più freschi e riposati, avendo giocato venerdì sera in campionato, mentre il Milan ha avuto due giorni in meno di riposo, cosa che a questi livelli può fare la differenza e l'ha fatta, visto che il Marsiglia ha sovrastato i rossoneri sul piano fisico più che su quello del gioco, correndo di più, pressando maggiormente e chiudendo tutti gli spazi ai fantasisti rossoneri.
Leonardo conferma la formazione che ha vinto con il Cagliari, con l'unico ovvio cambio in difesa, dove rientra Nesta (squalificato domenica scorsa) al posto dell'inguardabile Kaladze; Borriello, in dubbio fino all'ultimo, ha recuperato e l'allenatore lo preferisce ad Inzaghi, perchè Marco non è solo un forte attaccante ma dà una mano alla squadra anche in fase di copertura e solo lui è in grado di garantire quel tipo di gioco che serve enormemente. Il popolo rossonero riempie lo stadio, anche se non c'è certo il tutto esaurito, perchè questa è un'occasione importante per centrare subito l'obiettivo qualificazione agli ottavi e bisogna sostenere la squadra in una partita tutt'altro che facile, perchè il Marsiglia è una buona squadra e in più è una sorta di "bestia nera" dei rossoneri, un autentico tabu da sfatare, anche se la vittoria al Velodrome nella partita di andata, la prima del girone, ha già interrotto la serie negativa. La Curva Sud ha organizzato una mini-coreografia che occupa solo la parte centrale della curva, perchè forse c'era il timore che la Sud non fosse gremita e la coreografia potesse venire male se realizzata nell'intero settore: con le plastiche colorate viene realizzata la scritta NOI e in transenna viene srotolato lo striscione VOGLIAMO QUESTA VITTORIA; in pratica viene messo per iscritto un coro tante volte cantato in curva per far capire alla squadra quanto sia importante vincere questa sera per non complicarsi la vita e andare a Zurigo solo a fare una gita. Anche il settore ospiti è gremito e i tifosi del Marsiglia si fanno sentire, già molto tempo prima della partita, sfidando a suon di cori cantati a gran voce la curva rossonera, che risponde cercando di sostenere la squadra e di coprire il tifo avversario.
Il Milan parte forte, crea subito un'occasione pericolosa e al secondo tentativo va in vantaggio, grazie all'iniziativ di Borriello che entra in area, supera di slancio Heinze e beffa Mandanda facendogli passare il pallone fra le gambe. Il boato di San Siro saluta un gol importante, per il destino della partita e dell'intero girone ma l'illusione che la sfida sia tutta in discesa è effimera e dura poco: dopo sei minuti arriva il pareggio del Marsiglia, grazie a Niang che va via in velocità a Oddo e dalla linea di fondo mette al centro un pallone insidioso che Dida smanaccia come può mettendolo proprio sui piedi di Lucho Gonzalez che segna a porta vuota. Tutto da rifare, ma il gol toglie sicurezza agli uomini di Leonardo e galvanizza il Marsiglia, che per una ventina di minuti gioca meglio dei rossoneri e crea qualche occasione da gol, facendo correre brividi lungo la schiena dei tifosi rossoneri, perchè partita e qualificazione corrono sul sottile filo dell'equilibrio e ogni episodio può essere decisivo in positivo o in negativo. Piano piano il Milan si risveglia e torna a spingere in avanti ma non riesce a concretizzare le occasioni che crea, per bravura degli avversari, per un pizzico di sfortuna, ma anche per imprecisione, come in pieno recupero quando Thiago Silva si trova sui piedi un pallone buono in piena area, ma invece di tentare di servire un compagno meglio piazzato davanti alla porta, prova un tiro impossibile da posizione defilata e spreca una favorevole occasione, che avrebbe consentito di andare al riposo in vantaggio, cosa importantissima.
Nella ripresa ci si attende la definitiva reazione dei rossoneri, per scrollarsi di dosso timori e paure, ma è il Marsiglia a prendere il comando del gioco e a rendersi più pericoloso, inaridendo le fonti di gioco rossonere e proponendosi in avanti in velocità, percuotendo sia sulle fasce che centralmente. I rossoneri non creano gioco nè, di conseguenza, pericoli per la porta avversaria e il potenziale offensivo dei quattro giocatori avanzati rimane inespresso; in particolare Pato sembra in serata di scarsa vena, pasticcia molto e non riesce mai a saltare l'uomo e a fare la differenza; Seedorf rallenta troppo la manovra e perde palloni banali facendo borbottare i tifosi, Ronaldinho va ad intermittenza, alternando giocate geniali (come un assist di tacco che manda in delirio San Siro) e fiammate a lunghe pause in cui sembra scomparire dal campo; così il più positivo è sempre Borriello, che si sfianca in un lavoro massacrante e, forse, proprio per questo è poco lucido in zona gol e non riesce a sfruttare, prima l'assist di tacco di Dinho, tirando troppo debolmente a lato da posizione favorevole, poi un delizioso cross dello stesso Ronaldinho, con un colpo di testa sbilenco solo davanti al portiere. Il rimpianto per le occasioni sprecate diventa gigantesco sospiro di sollievo quando il solito Niang fa ammattire anche Abate (subentrato nel primo tempo all'infortunato Oddo) e mette sui piedi di Brandao un pallone che chiede solo di essere spinto in rete, ma clamorosamente il giocatore del Marsiglia sbaglia tutto scheggiando la traversa e mandando alto. Abate si fa poi perdonare l'errore con una fantastica diagonale difensiva a chiudere su un avversario lanciato a rete e ormai a pochi passi da Dida e si merita l'ovazione del pubblico per un recupero "alla Baresi". La squadra di Deschamps tiene meglio il campo, ma Leonardo non modifica l'assetto del Milan, forse perchè non ha alternative valide in panchina, visto che ci sono due punte centrali, un centrocampista reduce da un infortunio, un difensore centrale e un terzino, mentre forse a Leo servirebbe un attaccante esterno o giocatori di fantasia per dare il cambio agli ormai "cotti" Pirlo e Seedorf che rischiano di perdere molti palloni e rallentano le ripartenze. Il finale è scoppiettante e da seguire con il cuore in gola, perchè il Marsiglia tenta l'assalto e il Milan prova a ripartire in contropiede, quindi ad ogni affondo dei francesi si soffrono le pene dell'inferno, mentre ad ogni ripartenza rossonera si può sperare nel gol qualificazione che, però, non arriva e, anzi, bisogna ringraziare il palo che respinge il colpo di testa di Diawara e tiene in corsa i rossoneri per la qualificazione. Al triplice fischio dell'arbitro Webb la delusione si mescola con la sensazione di scampato pericolo ed è difficile stabilire quale sentimento abbia prevalenza; sicuramente c'è la consapevolezza di aver sprecato una buona occasione ma anche di averne un'altra a disposizione fra quindici giorni, quindi questo pareggio non è il risultato sperato ma non è nemmeno da buttare via.
Il Milan ha mostrato ancora una volta pregi e difetti di un modulo che può essere spettacolare ma anche rischioso se manca l'intensità giusta e non si riesce a dare continuità alla manovra offensiva; se i rossoneri vengono attaccati come ha fatto il Marsiglia, soffrono tremendamente e forse a volte bisognerebbe avere qualche alternativa allo schema base, essere un po' più umili e prudenti e adattarsi all'avversario e al tipo di partita, senza intestardirsi ad andare avanti con la stessa formazione. La squadra è sembrata meno brillante sul piano fisico e più stanca del Marsiglia, certamente perchè i francesi hanno avuto due giorni in più di riposo e per preparare questa sfida, ma anche perchè Leonardo ormai fa giocare sempre gli stessi giocatori e forse questo immobilismo è eccessivo, visto che si gioca ogni tre giorni e un po' di turn-over non farebbe male. Comunque il pareggio può anche stare bene, soprattutto se si considerano i meriti del Marsiglia e si valuta che nel finale il Milan avrebbe potuto perdere e compromettere la qualificazione. Il Milan resta arbitro del proprio destino e non deve dipendere da nessun altro; basta vincere a Zurigo per volare agli ottavi di finale e in fondo una squadra capace di perdere due volte contro la modesta squadra svizzera non meriterebbe certo di proseguire l'avventura europea. Sognavamo una serata diversa, ma abbiamo finito con il tirare un sospiro di sollievo dopo tanti rischi e sapere di avere un altro match-ball a disposizione mitiga la delusione per aver sprecato il primo.


