Lampi di Klaas e il Milan è secondo
Davide Bin
Il calcio sa essere strano, folle e imprevedibile e Catania-Milan ne è la dimostrazione: una partita brutta e noiosa sembrava destinata a concludersi con un nulla di fatto, tutto sommato onesto e giusto, visto il poco che le due squadre avevano combinato in novanta minuti, ma in pieno recupero uno dei giocatori più criticati della squadra di Leonardo ha estratto dal cilindro due magie, due colpi di classe, anzi...di Klaas, sbloccandosi dopo mesi difficili e consegnando su un vassoio d'argento alla sua squadra tre punti importantissimi e un secondo posto in classifica ormai insperato. Il Milan, infatti, aveva la ghiotta occasione di sorpassare in classifica la Juventus, battuta nel pomeriggio a Cagliari, ma sembrava averla sprecata con l'ennesimo scialbo pareggio sul campo di una pericolante, dopo quelli di Livorno e Bergamo, invece negli ultimi secondi tutto è cambiato e questa è un'ulteriore iniezione di fiducia ed entusiasmo per tutto l'ambiente e, soprattutto, per un giocatore che fino ad oggi sembrava un corpo estraneo alla squadra e, invece, ora potrebbe essere un prezioso ed utilissimo rinforzo per il reparto avanzato, per fare rifiatare un po' Borriello. Leonardo ha azzeccato le sostituzioni ed il suo coraggio è stato premiato: alzi la mano chi non ha brontolato vedendo entrare il povero Klaas al posto di Flamini, pensando che quello era il cambio che metteva la pietra tombale sulle speranze di vittoria del Milan; invece ora dobbiamo ringraziare proprio l'olandese triste e sventurato se abbiamo guadagnato un'altra posizione in classifica e ci proponiamo come la squadra anti-Inter, anche se la distanza è ancora notevole, ovvero di sette punti. Le due magie di Huntelaar sono le uniche note positive di una partita per il resto da dimenticare, in cui il Milan ha costruito poco gioco e rare occasioni da gol e che il Catania aveva controllato tutto sommato agevolmente, sognando il prezioso e prestigioso risultato positivo contro una grande. I rossoneri hanno risentito dell'assenza di Pirlo, che a volte viene criticato per i troppi palloni persi, perchè sembra correre poco e con troppa lentezza e perchè non incanta più come in passato o come avviene in Nazionale (queste sono le critiche che gli vengono rivolte spesso dai tifosi) ma, come accade sempre ai giocatori fondamentali, il suo lavoro oscuro e prezioso si apprezza proprio quando non è in campo, ovvero quando alla squadra mancano le sue geometrie, la sua organizzazione del gioco, le sue verticalizzazioni, la sua fantasia, il suo ritmo da autentico metronomo e, di conseguenza, tutto riesce più difficile e non sei capace di imporre il tuo gioco anche se schieri tre punte e un fantasista alle loro spalle.
Leonardo prosegue sulla via della continuità e si limita a sostituire infotunati e squalificati: il Milan di Catania è il solito delle ultime settimane, quello che è in serie positiva da otto giornate e ha conquistato sedici punti nelle ultime sei partite, con Flamini al posto dello squalificato Pirlo e Abate al posto dell'infortunato Oddo; per il giovane laterale rossonero inizia un periodo importante, perchè Oddo resterà fuori almeno per due mesi e la fascia destra potrebbe diventare sua in questo periodo, se non addirittura per sempre, a patto di farsi trovare pronto e garantire un buon rendimento, il che vuol dire difendere con attenzione ma anche proporsi con continuità in avanti quando la squadra attacca. La partita con il Catania, già di per sè importante e da non fallire, è diventata ancor più fondamentale dopo le partite del pomeriggio: c'è la possibilità di superare la Juve e c'è l'esigenza di non farsi staccare ulteriormente dall'Inter, quindi bisogna vincere a tutti i costi, magari sospinti anche dai tanti tifosi rossoneri che affollano il settore ospiti; molti sono giunti da Milano, ma altrettanti sono quelli che vivono sull'isola e che magari solo in queste occasioni hanno la possibilità di seguire dal vivo la loro squadra del cuore.
Purtroppo il Milan non sembra avere la feroce determinazione di chi deve assolutamente conquistare i tre punti: i rossoneri pungono sulle fasce ma giocano a ritmi bassi e senza impensierire il portiere avversario, mentre il Catania è aggressivo ma un po' svagato nella prima parte del tempo, in cui il Milan si limita a provarci con un paio di tiri fuori bersaglio di Seedorf. Nella seconda metà del primo tempo il Catania rinuncia quasi completamente a fare gioco e intasa tutti gli spazi ai rossoneri che vanno in difficoltà, nonostante Ronaldinho provi a fare magie, anche se un po' fini a se stesse e così l'unico spunto degno di nota è un tiro debole di Borriello, che è anche l'unica conclusione nello specchio della porta che il Milan effettua in tutto il primo tempo.
La ripresa inizia con gli stessi ventidue in campo; evidentemente Atzori è contento del rendimento dei suoi, che stanno bloccando il Milan senza soffrire troppo, mentre Leonardo si affida ancora alla formazione che gli dà più garanzie, anche se non sta certo brillando. I rossoneri non riescono a pungere in attacco e il Catania non soffre più nemmeno sulle fasce e la partita diventa, se possibile, ancor più brutta e noiosa. Ronaldinho si conquista un calcio di punizione dal limite e lo batte, ma la sua conclusione finisce alta; Pato è in serata di scarsa vena, come mercoledì scorso nella partita contro il Marsiglia e si fa notare solo con un tiro deviato da un difensore che sfiora il palo della porta di Andujar, portiere quasi mai impegnato e ciò la dice lunga sul rendimento tutt'altro che trascendentale dei rossoneri. Leonardo capisce che è arrivato il momento di cambiare qualcosa: inserisce Antonini al posto di Zambrotta sulla fascia sinistra, ma il Catania è ordinato e un po' più coraggioso rispetto alla fase centrale della partita e il Milan non riesce più a creare gioco; allora Leo cambia anche il terminale d'attacco, togliendo lo stanco Borriello (che non la prende molto bene) e inserendo lo scalpitante Inzaghi, al quale chiede di dare profondità alla manovra. SuperPippo ubbidisce e lo accontenta subito, rendendosi immediatamente pericoloso in area, poi Seedorf tenta il terzo tiro della serata ma anche questo finisce alto e fuori dallo specchio della porta. L'emozione più forte la crea Ronaldinho, con una traiettoria magica e incredibile che manda il pallone a colpire l'incrocio dei pali direttamente su calcio d'angolo; sembra l'ennesima serata stregata, ma a sei minuti dalla fine Leonardo si gioca la carta della disperazione: dentro Huntelaar al posto di Flamini e 4-2-4 iperoffensivo al grido di "o la va o la spacca", perchè un pareggio serve a poco, quindi meglio rischiare di perdere per provare a vincere a tutti i costi. Il coraggio viene premiato e la mossa, combinata con quella precedente dell'ingresso di Inzaghi si rivela vincente, perchè i due attaccanti costruiscono le azioni decisive in pieno recupero. Prima Inzaghi ha una buona occasione ma tira alto, poi si trasforma in preziosa sponda per il compagno di reparto; minuto 93: lancio di Seedorf, Huntelaar controlla e serve Inzaghi che gli restituisce il pallone e l'olandese scaglia un potente rasoterra che Andujar non trattiene. Gioia incontenibile per Huntelaar, che può finalmente lasciarsi alle spalle mesi di critiche, ma non è ancora finita, perchè pochi secondi dopo l'olandese duetta ancora con Inzaghi e dal limite dell'area inventa un pallonetto che non lascia scampo al portiere avversario; un vero gioiello, un gol di classe, una prodezza alla Marco Van Basten che dà finalmente ragione a chi aveva accostato Klaas all'indimenticabile cigno di Utrecht.
E così un pareggio scialbo e deludente si trasforma in una vittoria esaltante, per come si è materializzata, non certo per il gioco costruito durante l'incontro; soprattutto, però, finalmente Huntelaar ha potuto vivere una serata da protagonista dopo un periodo difficile e tribolato e il brutto anatroccolo ha dimostrato di poter diventare cigno e di possedere numeri e colpi per poter, non certo eguagliare, ma almeno assomigliare al mitico connazionale che nessun tifoso del Milan ha mai dimenticato. Leonardo ha avuto un'altra intuizione felice e, dopo Ronaldinho e Dida, ha resuscitato anche Huntelaar, anche se, ovviamente, servono conferme in futuro per poter davvero dire che l'olandese è tornato il cannoniere implacabile che ha dimostrato di essere nel campionato del suo paese. Intanto il Milan si gode, non solo i gol di Huntelaar, ma anche il secondo posto solitario in classifica e prosegue la striscia di risultati positivi, nonostante una prestazione da dimenticare. Il destino ha restituito in pieno recupero ai rossoneri i due punti che gli aveva sottratto a Napoli, sempre in pieno recupero e ora il Milan può guardare con ancor più fiducia al futuro, perchè quando vinci in questo modo una partita che non avresti meritato di vincere per il gioco espresso in campo, vuol dire che il periodo è davvero magico e anche fortunato e si sa che abilità e buona sorte devono sempre coesistere se si vogliono ottenere grandi risultati. Il Milan non ha certo incantato a Catania, ma quando hai classe, scusate...Klaas, tutto è possibile!


