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Milan implacabile, Juve affondata

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 11 gennaio 2010, 00:50Vista dalla Curva
autore Davide Bin
11.01.2010 00:50Vista dalla Curva
I rossoneri espugnano l'Olimpico di Torino segnando tre gol e controllando la partita da grande squadra, pur senza incantare dal punto di vista del gioco e consolidano il secondo posto in classifica.
Filippo Gabutti
Filippo Gabutti

Il MIlan chiude in modo trionfale il girone di andata: vincere 3-0 sul campo della Juventus è sempre un'impresa memorabile, anche se la partita ha avuto un andamento particolare e i rossoneri sono stati bravissimi a sfruttare tutte gli errori in difesa degli avversari per trafiggerli in modo cinico e spietato ma senza disputare una partita stupefacente o dare particolare spettacolo; si sono visti pochissimi tiri in porta da entrambe le parti, il gioco non è stato un granchè, ma il Milan ha mostrato la personalità della grande squadra che sa quello che vuole e il modo con cui raggiungerlo: ha gestito in modo perfetto la partita, ha controllato con attenzione e tranquillità l'aggressività della Juventus, rendendola inoffensiva per poi colpirla alla prima occasione, affondarla alla seconda e umiliarla nel finale quando i bianconeri frustrati e delusi sono completamante usciti dal match. Il gol di Nesta e la doppietta di Ronaldinho sono giunti tutti da calcio d'angolo, quasi un evento per una squadra che in passato ha sfruttato molto poco quest'arma e dimostrano che la formazione di Leonardo sta crescendo sotto ogni punto di vista e sa vincere in tutti i modi, dando spettacolo come contro il Genoa, ma anche sapendo gestire una partita teoricamente ostica e difficile con la calma e la serenità di chi ormai è consapevole dei propri mezzi e della propria forza e vuole continuare a stupire. Con la netta vittoria dell'Olimpico il Milan elimina di fatto la Juve dalla lotta scudetto e si propone come unica rivale dell'Inter, consolidando il secondo posto e lanciando un segnale ai cugini, che rimangono lontani e per il momento superiori, ma che ora sanno di non poter fare passi falsi, perchè sono braccati da un gruppo capace di ottenere nove vittorie nelle ultime undici partite e di scalare la classifica in modo imperioso dopo un avvio difficile. Il fatto di aver incontrato una Juve dimessa, timorosa e in grave difficoltà tecnica e psicologica non deve sminuire il valore di quest'impresa, anche se bisogna ammettere che il risultato è un po' bugiardo, perchè i bianconeri hanno fatto poco o nulla in fase offensiva, ma anche i rossoneri non hanno certo dominato e costruito palle gol in serie, ma quando si vince così nettamente sul campo di una rivale storica la soddisfazione è tale che ogni altro discorso lascia il tempo che trova, quindi godiamoci questo momento e questa vittoria importante ed esaltante.

Leonardo conferma la formazione che ha demolito il Genoa dando spettacolo e le assenze di Seedorf e Pato non preoccupano anche perchè paradossalmente senza di loro il Milan sembra essere più equilibrato e compatto, con un doppio incontrista davanti alla difesa (Ambrosini e Gattuso), Pirlo leggermente avanzato al posto dell'olandese e Beckham a fare l'attaccante esterno di destra, con caratteristiche ovviamente molto diverse da quelle del Papero, ma anche con maggiore predisposizione a coprire in fase di non possesso palla, dando una mano ad Abate che deve ancora entrare pienamente nel ruolo di terzino destro, anche se lo interpreta già egregiamente. Di fronte a sè il Milan trova una Juve in difficoltà ma che ha grande voglia di riscatto e che proprio su questo campo è stata capace di battere l'Inter poco più di un mese fa; all'Olimpico c'è l'atmosfera della grandi sfide, anche se lo stadio torinese è troppo piccolo per appuntamenti del genere. Nel settore occupato dai tifosi rossoneri c'è grande entusiasmo, perchè la squadra ha iniziato in modo egregio il 2010 e vuole continuare la serie positiva che, partita contro il Palermo a parte, dura da molto tempo e ha consentito di risalire la classifica. Questo Juve-Milan è un autentico spareggio per il secondo posto e per il ruolo di anti-Inter e non si può sbagliare.



In verità le due squadre in avvio non danno certo l'impressione di giocare con la rabbia e la determinazione di chi deve vincere a tutti i costi: la Juve è aggressiva ma inconcludente, il Milan è sornione e rallenta il ritmo, forse consapevole di poter far male quando e come vuole ad un avversario in difficoltà. L'unico brivido in mezz'ora di gioco è uno spunto di Diego con tiro a girare sul secondo palo che finisce fuori di poco, mentre il Milan costruisce poco o nulla ma poi sblocca improvvisamente il risultato sul primo errore difensivo dei bianconeri: Felipe Melo non intercetta un calcio d'angolo nemmeno troppo pericoloso, il pallone attraversa tutta l'area piccola a giunge sui piedi di Nesta che appoggia in rete per il più facile dei gol. Delirio nello spicchio di stadio occupato dai tifosi rossoneri e grande esultanza anche in campo per un gol importante, che si rivelerà un'autentica mazzata per la Juve, incapace di reagire in modo efficace. Dida rimane sostanzialmente inoperoso, a parte quando deve bloccare in due tempi una deviazione ravvicinata di Chiellini su un pallone vagante in area e il Milan controlla senza troppi problemi la partita, anzi nel finale di tempo Thiago Silva costringe Manninger alla deviazione in angolo con un bel tiro dalla distanza e sul calcio d'angolo successivo solo un rimpallo fortuito impedisce a Ronaldinho di segnare di testa. I rossoneri vanno al riposo in vantaggio di un gol e con la netta sensazione di poter gestire la partita senza troppi problemi.

In avvio di ripresa la Juve tenta il tutto per tutto e si spinge in avanti con più continuità, ma fa solo il solletico ad un Milan attento e compatto: l'attaccante più pericoloso dei bianconeri è sempre Chiellini, a dimostrazione che i veri attaccanti latitano e sono schiacciati nella morsa costituita da Nesta e Thiago Silva, in serata di grande spolvero. I rossoneri non costruiscono azioni pericolose ma controllano la situazione in modo impeccabile e non vanno mai in affanno; nemmeno l'ingresso di Del Piero sposta gli equilibri di una partita che sembra già decisa: il Milan capisce che può e deve chiudere il discorso per evitare beffe nel finale e lo fa ancora con un calcio d'angolo e una spizzata di testa di Ronaldinho che una deviazione di De Ceglie rende imprendibile per Manninger. Grande gioia di Ronaldinho, grande gioia dei tifosi rossoneri sugli spalti e non è finita, perchè una Juve allo sbando e contestata dal suo pubblico subisce anche il terzo gol, quasi invisibile per colpa dei fumogeni e dei seggiolini bruciati ma ugualmente esaltante; ancora calcio d'angolo, ancora difesa juventina immobile e Ronaldinho può stoppare e depositare in rete praticamente indisturbato, dando i contorni del trionfo al successo rossonero.

A leggere il punteggio si potrebbe pensare che il Milan abbia dominato in lungo e in largo, invece i rossoneri hanno fatto il minimo indispenasbile per vincere e hanno sfruttato al meglio le indecisioni degli avversari, soprattutto sui calci piazzati. Primo tempo molto tattico e bloccato fino al gol, poi reazione juventina, prima flebile poi più veemente nella ripresa, ma senza troppi problemi per un Milan abile a chiudersi e a bloccare sul nascere qualunque tentativo dei bianconeri. La concretezza dei rossoneri in questa partita è dimostrata dal fatto che Borriello è stato molto utile e importante anche senza mai tirare in porta, grazie al suo gioco di sponda, alla sua capacità di proteggere il pallone e far salire la squadra e alla sua voglia di lottare in una partita certamente non bella ma combattuta. Sugli scudi ancora una volta il solito immenso Ambrosini, che si esalta in partite di questo tipo e la coppia centrale Nesta-Thiago Silva, perfetta in fase difensiva e abile anche in fase offensiva: Nesta ha segnato e sbloccato il risultato, Thiago Silva ha sfiorato il raddoppio. Per quanto riguarda Ronaldinho, ha segnato la sua doppietta più bella da quando è in Italia in una serata in cui non stava brillando particolarmente e lo dimostra il fatto che il primo gol è arrivato proprio dopo aver ricevuto qualche rimprovero da Leo per aver perso troppi palloni. Tutta la squadra ha giocato con attenzione, concentrazione, determinazione e grande voglia di vincere; si sapeva che la Juve era in un momento delicato e poteva crollare alle prime difficoltà e bisognava sfruttare l'occasione, cosa che è puntualmente avvenuta, dimostrando che questo Milan è cresciuto molto non solo sul piano del gioco ma anche in personalità e mentalità, perchè ora la squadra sa vincere in molti modi e si sa adattare a qualunque occasione: quando si può divertire e dare spettacolo lo fa, quando c'è da lottare con il coltello fra i denti con cinismo e grinta non si tira indietro e la vittoria arriva comunque; un Milan sontuoso e implacabile che esce da trionfatore dall'Olimpico e l'immagine più bella è quell'abbraccio collettivo a fine partita e quell'entusiasmo genuino di un gruppo che sta vivendo un'avventura esaltante dopo le difficoltà iniziali. Il Milan non espugnava la Torino bianconera dal 2004, anno dell'ultimo scudetto, quindi questo netto successo che chiude il girone di andata ha anche un'importanza rilevante dal punto di vista scaramantico per chi ci crede, ma ciò che più conta è che questa squadra ora sembra la più in forma del campionato, gioca bene, segna a raffica e vince in scioltezza; il Milan vira alla boa di metà campionato con il vento in poppa e al termine di una serata così bella ed esaltante sognare non è più proibito!

per Milannews.it

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