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Sconfitta senza attenuanti

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 25 gennaio 2010, 00:52Vista dalla Curva
autore Davide Bin
25.01.2010 00:52Vista dalla Curva
Il Milan perde nettamente il derby nonostante l'Inter abbia giocato in dieci per più di un'ora; la stracittadina che doveva riaprire il campionato l'ha forse chiuso definitivamente, perchè i rossoneri sono sembrati molto inferiori ai nerazzurri.
Filippo Gabutti
Filippo Gabutti

La delusione è evidente, è inutile nasconderla dietro giri di parole ed è meglio sottolinearla subito: non tanto e non solo per il risultato, non tanto e non solo per le speranze di scudetto ormai quasi azzerate, non tanto e non solo per il gioco che non si è visto e per le poche occasioni create, ma perchè ogni rossonero presente in Curva Sud sognava e credeva di vedere una squadra gagliarda, convinta, motivata, grintosa e la classica prestazione da "undici leoni", visto che si poteva riaprire clamorosamente il campionato. CREDIAMOCI, c'era scritto nella coreografia della Sud ad inizio partita e, invece, gli unici a crederci veramente erano solo i tifosi, visto che nei primi dieci minuti di partita l'Inter aveva già colpito un palo, messo Sneijder solo davanti a Dida (costretto al miracolo di gamba) e segnato un gol, mentre il Milan aveva prodotto solo un tiro alto di Borriello. Insomma la partita che doveva fare il Milan la stava giocando l'Inter e i rossoneri sembravano sorpresi, storditi e intimiditi. Se poi ci aggiungiamo che nemmeno in superiorità numerica il Milan è riuscito, non dico a ribaltare il risultato, ma almeno a riequilibrarlo, anzi ha addirittura subito il secondo gol, quello del K.O. è evidente la differenza di valori che ancora una volta un derby ha evidenziato impietosamente. All'andata il Milan in inferiorità numerica era crollato ed era stato "asfaltato" dall'Inter; ora a parti invertite il Milan è riuscito a perdere comunque e non è bastato un sussulto d'orgoglio in avvio di ripresa per salvare una partita iniziata male e finita peggio. La differenza di grinta e "cattiveria agonistica" è stata evidente ed è questo che brucia di più analizzando la sfida a mente fredda; per tutta la settimana avevamo sognato la vittoria del potenziale e virtuale aggancio in vetta, tanto che il primo striscione che ha aperto la coreografia della Sud recitava che "i sogni son desideri..." e, invece, siamo stati bruscamente svegliati da due sberloni di Milito e Pandev che fanno male e riportano il Milan alla sua naturale dimensione di squadra che può giocarsela con altre diciotto rivali in campionato ma non con la diciannovesima che, purtroppo, è la rivale storica e non sembra alla portata degli uomini di Leonardo.

Freddo pungente per la notte del derby, ma all'interno dello stadio la temperatura sale progressivamente man mano che gli spalti si riempiono: ovviamente i tifosi nerazzurri sono in stragrande maggioranza e quelli rossoneri sono orgogliosamente arroccati in curva Sud, pronti a dar battaglia a suon di cori e sfottò e con l'immancabile coreografia, perchè prima del derby giocato in campo c'è da vincere il cosiddetto derby del tifo. La squadra viene accolta con entusiasmo al momento del riscaldamento, anche se farsi sentire con la musica alta degli altoparlanti non è facile; purtroppo fra gli undici rossoneri che si stanno preparando alla sfida non c'è Nesta è questa è un'assenza grave, visto che il difensore è uno dei pilastri del Milan di questa stagione; per il resto la formazione è quella annunciata, che ha iniziato il 2010 a spron battuto e vuole regalarsi un sogno in questo derby importantissimo e decisivo per le sorti del campionato. Al momento dell'entrata in campo della squadre per l'inizio della partita, l'atmosfera è quella tipica di ogni derby, coinvolgente, appassionante e con lo spettacolo della curve e delle loro coreografie; la Nord la butta sul cinematografico, esponendo delle "miniature" di coreografie del passato, considerate "da Oscar"; la Sud rimane concentrata sul presente e invita tutto l'ambiente rossonero a credere in un'ipotesi che solo qualche mese fa sembrava pura utopia.

Come già detto l'inizio di partita è sconcertante, perchè l'Inter manovra a velocità frenetica a trova facilmente la via della porta avversaria, mentre il Milan è più lento e compassato e fatica ad avvicinarsi pericolosamente all'area dei nerazzurri. Palo di Sneijder, miracolo di Dida su incursione dello stesso olandese, gol di Milito che sfrutta un'ingenuità in chiusura di Abate; dieci minuti da incubo, altro che sogno scudetto! E i nerazzurri continuano ad imperversare anche dopo il vantaggio, con un'altra incursione di Milito che costringe Dida alla difficile parata. Il derby è caratterizzato da ritmi alti e molti falli e l'arbitro perde subito il controllo della situazione sbagliando alcune valutazioni, compresa quella di un fallo di mano in area di Maicon, forse non visto perchè Rocchi aveva già girato (chissà perchè) lo sguardo verso la metà campo mentre ancora il pallone era in area. La svolta potrebbe arrivare poco prima della mezz'ora, quando l'arbitro espelle Sneijder per un lungo, ironico ed irriverente applauso dopo l'ammonizione per simulazione di Lucio; Milan in superiorità numerica ma nessuno se ne accorge: la partita rimane intensa e combattuta, ma i rossoneri faticano a rendersi pericoloso; lo dimostra il fatto che i brividi più forti Julio Cesar li prova per una punizione di Pirlo deviata dalla barriera e non certo per nitide occasioni da gol create dall'orchestra di Leonardo, che dopo tante esibizioni da applausi sta "steccando" proprio nell'occasione più importante.



Nella ripresa Leo inserisce Seedorf al posto di Gattuso per sfruttare la superiorità numerica e la mossa sembra funzionare: proprio un colpo di testa di Clarence da distanza ravvicinata costringe Julio Cesar alla parata d'istinto, poi un tiro di Ronaldinho dopo un ponte di testa di Borriello sfiora il palo. In seguito è il centravanti rossonero a provarci con un paio di colpi di testa, ma il primo è troppo debole e centrale e il secondo finisce alto da buona posizione. Un contropiede di Milito mette i brividi, poi il Milan, sbilanciato alla ricerca del pareggio, lascia ampi spazi alle ripartenze della punte nerazzurre e Pandev colpisce il palo con un pallonetto. Sembra un segno del destino per la rimonta rossonera e, invece, il raddoppio nerazzurro arriva comunque con una punizione a foglia morta dello stesso macedone sulla quale Dida rimane immobile. Il Milan ormai è colpito nel morale e non reagisce più, attaccando senza convinzione; entrano Jankulovski al posto dell'infortunato Antonini e poi Huntelaar al posto di Ambrosini, nell'estremo tentativo di dare l'assalto al fortino nerazzurro che resiste egregiamente. L'attaccante olandese ci prova con una girata al volo sotto misura ma Julio Cesar è attento e reattivo, poi si procura un rigore con un tiro deviato con il braccio da Lucio (espulso per doppia ammonizione); ma quando non è serata tutto va storto e così Ronaldinho perde il duello dal dischetto con Julio Cesar che avrebbe potuto dare al Milan qualche secondo di speranza (si era già in pieno recupero) con i rivali addirittura in nove. Invece il triplice fischio di Rocchi sancisce il trionfo nerazzurro, tutto sommato meritato perchè l'Inter ci ha messo più grinta e convinzione e in parità numerica ha giocato decisamente meglio del Milan.

La delusione è evidente sul volto dei tifosi rossoneri che lasciano San Siro derisi dai cugini, al settimo cielo per una vittoria forse decisiva; la squadra non ha fornito la prestazione che ci attendevamo proprio nell'occasione più importante e resta da stabilire se ciò è accaduto per colpe proprie o per manifesta inferiorità nei confronti dell'avversario. Inutile nascondersi dietro un dito: l'Inter ha una rosa più numerosa, completa e competitiva di quella del Milan ed evidentemente non sono bastati i miracoli tattici di Leonardo a colmare il divario; l'assenza di Nesta è un'attenuante ma non per chi avrebbe dovuto consegnare all'allenatore una rosa con più alternative in ogni ruolo, senza costringerlo a schierare sempre gli stessi per molte partite consecutive. Quando i giocatori vengono impiegati costantemente, aumenta il rischio di infortuni, con l'aggravante che questi possono avvenire nei momenti meno opportuni, come è successo con Nesta; ad essere sinceri, forse il Milan visto questa sera avrebbe perso anche con Nesta in campo, quindi lasciamo perdere le scuse e ammettiamo di essere stati ancora una volta inferiori proprio quando sognavamo che il divario impietosamente mostrato dal derby di andata fosse stato colmato ed è proprio quest'amara considerazione che fa più male in una serata che sognavamo trionfale e, invece, si è trasformata in una colossale delusione, perchè una sconfitta senza attenuanti contro un avversario in inferiorità numerica brucia tanto e il fatto che questo avversario sia l'Inter rende tutto ancor più insopportabile.

 

per Milannews.it

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