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ESCLUSIVA MN - Crudeli a 360°: "Limiti nel gioco e mercato non all'altezza"

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
giovedì 28 gennaio 2010, 12:30Le Esclusive
autore Antonio Vitiello
28.01.2010 12:30Le Esclusive
Giacomo Morini
Giacomo Morini

Settimana difficile per il Milan, che ha perso il derby con l’Inter ed è uscito dalla Coppa Italia. In esclusiva per MilanNews.it il noto cantore delle gesta rossonere Tiziano Crudeli ha fatto il punto sulla situazione attuale della squadra.

Iniziamo proprio dall’eliminazione in Coppa Italia con l’Udinese, perché il Milan continua a sottovalutare la competizione tricolore?
“Non penso l’abbia sottovalutata, credo invece che ci siano dei limiti congeniti in questa squadra. Faccio un esempio, la lentezza della manovra c’è stata con l’Inter e si è ripetuta con l’Udinese. La buona volontà e l’impegno ci sono stati, ma il Milan ha dei limiti nel costruire il gioco. Il Milan ha delle grosse lacune sotto il profilo dell’intensità e ritmo del gioco, e rendono la squadra prevedibile sia che giochi con l’Udinese sia che giochi con l’Inter”.

Il ko nel derby ha riportato tutti con i piedi a terra, quanto po’ influire psicologicamente per il proseguo del campionato la sconfitta con l’Inter?
“Questa è una bella domanda. Bisognerà vedere con il Livorno. E’ una gara importante proprio sotto il profilo psicologico, perché chiaramente il Milan è più forte del Livorno. Ribadisco, se una squadra chiude gli spazi come ha fatto l’Udinese ieri, il Milan va in grossa difficoltà perché poi non riesce a proporre un gioco. Nel derby ad esempio molti chiedevano l’ingresso di Inzaghi. Il problema non è una o due punte, ma bisogna invece sviluppare una manovra che possa supportare le azioni offensive della squadra. Altro esempio, i centrocampisti del Milan non si inseriscono mai in zona gol. Contro l’Inter i rossoneri hanno fatto tanti cross, ma lasciando solo in area Borriello. Invece bisognava supportarlo non solo con una punta ma anche con centrocampisti che in fase offensiva sappiano attaccare”.

Il campionato è davvero chiuso?
“Alla luce di quello che si è visto nel derby l’Inter è di un altro livello. L’Inter può perdere lo scudetto soltanto se inciampa, ha delle caratteristiche che le altre squadre non hanno. Gli altri club non hanno continuità di rendimento. Magari così come il Milan infilano quattro o cinque vittorie consecutive poi al momento opportuno finiscono per cadere, mentre l’Inter va come un rullo compressore anche se non gioca sempre bene”.



Sembra che uno dei problemi attuali del Milan sia quello di non poter fare affidamento sulle seconde linee, è d’accordo nel dire che la rosa del Milan è troppo corta per affrontare tre competizioni?
“A ben guardare ieri con l’Udinese il Milan ha schierato giocatori reduci da infortuni, alti che non giocano con continuità, però prendendoli uno per uno sono tutti giocatori esperti, addirittura molti sono titolari nelle loro rispettive nazionali. Di conseguenza i giocatori ci sono, è chiaro che ci vorrebbe qualcosina in più sugli esterni, però abbiamo puntato sui giovani come Abate e Antonini, che però il primo ha sbagliato nel derby servendo la palla a Milito, mentre ieri Antonini si è fatto soffiare la palla da Sanchez che poi ha servito Inler ed ha segnato. Quindi il Milan ha dei giovani bravi ad attaccare, ma non ha degli esterni che sappiano difendere, questa è una lacuna. Non ha un centrocampista che sappia inserirsi e proporsi. C’è Sneijder che già ha segnato quattro gol. L’Inter ha portato al gol dodici giocatori, noi solo gli attaccanti. Questo può essere un limite.

Si aspettava qualcosa in più dal mercato di gennaio?
“Mi aspettavo qualcosa in più dal mercato, non tanto quello di gennaio. A gennaio è difficile, anche se a volte il Milan è riuscito a risolvere i suoi problemi nella sessione invernale. Purtroppo bisogna fare di necessità virtù, nel senso che la disponibilità economica è quella che è, quindi ci si era illusi di aver trovato una soluzione dopo la cessione di Kakà, ma è chiaro che quest’organico deve essere potenziato. Vendendo l’Inter che vince, convince e si rafforza”.

Tra Dida e Abbiati chi sceglie?
“Sono amico di Abbiati quindi posso essere condizionato. Direi che Dida da quando è tornato in prima squadra ha fatto abbastanza bene, tranne che per qualche incidente di percorso che però capita a tutti i portieri. Abbiati ha forse più continuità di rendimento, di avvertire meno dal punto di vista psicologico gli errori che un portiere può commettere. Lui si riprende dopo una papera o un errore, Dida invece mi ha sempre dato la sensazione che gli errori sulle sue spalle pesano. Sul mancato rendimento di questi ultimi anni secondo me è una logica conseguenza di una scurezza che è scemata dopo una serie di prestazioni non convincenti”.

Inzaghi escluso anche nel derby, Leo deve continuare su questa linea?
“Ritorniamo al discorso precedente, Inzaghi con l’Udinese c’era, ma se non è servito a dovere e se non si sfruttano le sue caratteristiche neppure Inzaghi può fare dei miracoli. Anche il povero Huntelaar, bisogna giocare in funzione delle caratteristiche dell’attaccante e costruire un gioco sfruttando le loro capacità. Questo il Milan non è riuscito a farlo”.

per Milannews.it

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