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ESCLUSIVA MN - Ganz jr si racconta: ''Dolcetti è un allenatore moderno. Niang, una forza della natura. El Shaa-Balo, devastanti''

autore
Riccardo Casali
per Milannews.it
venerdì 8 febbraio 2013, 10:00Esclusive MN
autore Riccardo Casali
08.02.2013 10:00Esclusive MN
Pietro Mazzara/TuttoMercatoWeb.com
Pietro Mazzara/TuttoMercatoWeb.com

Buon sangue non mente: il padre Maurizio veniva soprannominato ''el segna semper lu'', il figlio è attualmente sulla buona strada per percorrere le orme paterne. Ovviamente stiamo parlando della famiglia Ganz. Simone Andrea, figlio 19enne di Maurizio, è l’attaccante cardine della Primavera rossonera allenata da Aldo Dolcetti. Simone, come preferisce farsi chiamare, ha già un curriculum invidiabile: può vantarsi di aver esordito prima in Champions League (9’contro il Bate Borisov nella scorsa stagione) piuttosto che in campionato (vanta al momento una panchina nella massima serie, nella gara casalinga contro il Cesena dell’anno scorso). Il piccolo Ganz ha concluso la scorsa annata con una media gol invidiabile: 27 presenze e 17 gol. Quest’anno Ganz jr, se vogliamo, si sta rendendo protagonista di un’annata ancora migliore: l’attaccante di Dolcetti ha infatti segnato 11 gol in 12 presenze. Questa media gol, quasi un gol segnato a partita, lo colloca al primo posto della classifica cannonieri per gol fatti in relazione ai minuti giocati. A noi di MilanNews.it Simone Andrea Ganz racconta le proprie emozioni, spaziando a 360° tra vari argomenti.

Simone partiamo dal presente: come giudichi la stagione della Primavera e qual è l’obiettivo finale?

''Non abbiamo iniziato molto bene poi ci siamo ripresi benissimo fino a spingerci su al quarto posto. Abbiamo vinto il recupero e quindi siamo ad un solo punto dall’Inter. Per le Final Eight  si qualificano direttamente le prime due, il nostro obiettivo è continuare su questa strada e centrare la qualificazione diretta con il secondo posto.''

Molti giovani della Primavera rossonera si stanno mettendo in mostra. Che tipo di gruppo è quello allenato da Mister Dolcetti?

''Il nostro è un gruppo speciale: nessuno rema contro, siamo un gruppo unito, abbiamo tutti un progetto comune: fare bene. All’interno della squadra c’è un confronto continuo: ci confrontiamo tutte le settimane per analizzare quello che va e quello che non va in modo da poterci continuamente migliorare. I meriti di Dolcetti? Assolutamente tanti. E’ un allenatore preparato, è il secondo anno che mi allena, vuole giocare molto la palla. Insomma si tratta di un allenatore moderno che predilige il gioco palla a terra. Vorrebbe sempre giocare la sfera senza mai essere costretto ad usare i lanci lunghi. Questo modo di giocare ti consente di migliorare tatticamente e tecnicamente, e ciò è fondamentale per arrivare nel calcio dei grandi. Perché la tattica è importante ma altrettanto lo è la tecnica, e il merito di Dolcetti è proprio quello di voler sempre tenere la palla".

Domanda scontata ma che va fatta ad un giovane promettente. Qual è il tuo sogno?

''Il sogno come quello di tutti i miei compagni è arrivare a far parte della prima squadra il prossimo anno. Non mi sono mai posto un obiettivo, ogni giorno lavoro per migliorare. A fine stagione si tireranno le somme e vedremo dove sarò arrivato".

In due stagioni, per ora, hai realizzato 28 gol. Da bambino c’era un giocatore in particolare a cui ti ispiravi e cercavi di rubare i segreti del mestiere?

''A parte mio papà, è banale dirlo, ma lui mi dà tanti consigli e mi ha permesso di migliorare molto. Oltre a lui non mi sono ispirato ad un giocatore in particolare: ho cercato di carpire i segreti dai più grandi calciatori perché è meglio avere più punti di riferimento, e più calciatori a cui ispirarsi, piuttosto che fissarsi su uno soltanto. A me piacciono i più bravi, come è logico che sia, quindi Messi, Ibrahimovic, Ronaldo: tutti ti posso insegnare qualcosa. Mio padre? Lui allena, tante volte non può venire a vedermi giocare ma quando può è il primo che viene. Mi fornisce tanti consigli in quanto possiede una grande esperienza a grandi livelli, quando sbaglio mi corregge e così mi permette di migliorare.".

A proposito di giovani, il Milan ha dettato una linea ben precisa: si vince con i ragazzi. E’ la strada giusta?

''Io penso di si, è sicuramente la strada giusta. I giovani che stanno emergendo a grandi livelli si vedono che sono ragazzi bravi. In serie A e nella serie cadetta se ne vedono molti, il calcio italiano sta dimostrando di crederci davvero nei ragazzi e questo fa onore al nostro movimento. Oltre a Balotelli ed El Shaarawy se vogliamo già giocatori pienamente affermati, mi ha sorpreso Niang: non è usuale che un ragazzo del ’94 riesca rapidamente ad imporsi in prima squadra e ritagliarsi spazi importanti. Mbaye ha uno strapotere fisico devastante: impressiona perché è magro e veloce, bravo tecnicamente. Insomma è un potenziale fenomeno. In A e B se ne vedono molti, anche il calcio italiano sta dimostrando di puntarci forte".

Ultima domanda: a te che hai la fortuna di vederli da vicino ti chiediamo un commento sulla nuova coppia gol rossonera, El Shaarawy-Balotelli

''Io li ho visti insieme in amichevole e sono devastanti. Si trovano a occhi chiusi, possono fare quello che vogliono. Sono due giocatori di categoria superiore, davvero strabilianti. Possono rappresentare tranquillamente il presente e il futuro del Milan e della Nazionale, sono due giocatori fantastici".

per Milannews.it

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