Concentrarsi sul terzo posto e poi festeggiare con un centrocampista. Allegri e il rinnovo, ma Prandelli...
Carlo Pellegatti
Tutto fermo, meno i punti! Il pareggio contro un colloso Napoli muove la classifica che, nel duello contro la Fiorentina, l’unica rivale sopravissuta alla devastante rimonta rossonera, vede il Milan perdere due punti, ma averne uno in più, se partiamo da lontano 24 febbraio, quando il pareggio nel derby porta comunque i Ragazzi di Allegri a più 3 sui viola. Certo qualcuno aveva la bocca già dolce al pensiero del secondo posto, ma ora è fondamentale concentrarsi sulla terza posizione, traguardo formidabile per una squadra partita da lontano, da molto lontano. Ha ragione Allegri, quando invita tutti ad applaudire il cammino dei suoi giocatori. Per adesso però solo applausi, perché, per la standing ovation, attendiamo la qualificazione aritmetica ai preliminari di agosto. Preliminari, che portano fortuna, ricordiamo che il Milan li ha giocati nel 2002 e nel 2006, non solo in Europa, ma anche in Italia, visto che arrivare già tonici e rodati all’inizio del campionato, ha permesso ai Ragazzi di vincere le prime tre partite di campionato, proprio nel 2002 e nel 2006, evitando così partenze rallentate, troppe volte un pesante fardello per i rossoneri. Chi, però, siederà sulla panchina nella fortunata e meritata eventualità di giocare la qualificazione europea? Tutto fermo, dicevo, perché ogni decisione verrà presa a fine campionato, quando Allegri incontrerà il Presidente Berlusconi e Adriano Galliani per il colloquio della verità. Difficile prevedere l’esito del colloquio. La volontà dell’Amministratore Delegato milanista è quella di confermare fino a fine contratto il tecnico livornese, anche perché non è facile trovare, a maggio, una alternativa valida ed affidabile, un tecnico che possa dare le giuste garanzie per le eventuali due partite più importanti, a livello economico e sportivo, della stagione. Allegri conosce bene il suo gruppo, ha ormai il giusto carisma, le conoscenze e la freddezza per affrontare un impegno così delicato.
L’allenatore toscano, però, non credo voglia affrontare una stagione con un contratto in scadenza. E’ questo il nodo di Gordio da sciogliere, che, come Alessandro Magno, Silvio Berlusconi potrebbe rompere, non con la spada, ma con una semplice firma su un contratto fino al 2015. Allegri vuole rimanere, ma con qualche sicurezza in più, perché, nel suo intimo, è convinto di avere la possibilità di vincere lo Scudetto numero 19, con una creatura plasmata dalla Società, ma sulla quale ha lavorato con passione e successo. Poi, nel giugno 2014, tutto potrebbe cambiare. ”Il Milan ai milanisti“ è uno slogan affascinante, ma forse l’obiettivo più intrigante e spettacolare potrebbe essere un altro. E’ Cesare Prandelli, alla fine della sua avventura azzurra. Preparato, esperto, signorile, Prandelli è già un allenatore….milanista, visto che nelle file della sua Italia giocano Abate, Balotelli, De Sciglio, El Shaarawy, Montolivo, magari, in futuro, anche Pazzini e Nocerino,insomma…un piccolo grande Milan, che potrebbe avere un giocatore in più, in Nazionale, se poi Silvio Berlusconi ci regalasse un altro grande Campione. Sarebbe il più bel regalo per festeggiare una nuova avventura in Champions League, perché lui è il più forte di tutti, perché lui è un mio sogno da sempre, perché lui potrebbe rappresentare quello che è stato Carlo Ancelotti 26 anni fa, perché lui è Daniele De Rossi!


