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Errori ed immaturità: il Milan mostra tutti i limiti

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
lunedì 22 aprile 2013, 08:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
22.04.2013 08:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

La sconfitta allo Juventus Stadium chiude il trittico verità, pregno di delusioni per il popolo del diavolo. Due punti contro Fiorentina, Napoli e Juventus, bottino dimezzato rispetto al girone d’andata, nonostante tre prestazioni anche più convincenti sotto molti punti di vista.

Sì, perché se all’andata con i viola fu un disastro totale e con il Napoli il primo tempo fu da dimenticare, nelle ultime tre gare il Milan ha giocato meglio delle avversarie nel complesso, trovando il doppio vantaggio e dominando per 60 minuti a Firenze, passando contro i partenopei e giocando un calcio piacevole per tutto il primo tempo, facendo la partita allo Stadium.
Ciò che resta, però, sono i risultati, fortemente viziati dagli errori individuali, un po’ il leit motiv di questa stagione rossonera. La squadra di Allegri è cresciuta sensibilmente in questi mesi, lo dimostrano le tante vittorie e la prima sconfitta del 2013 arrivata solo sul finire di aprile e contro la squadra più forte di tutte. Allo stesso tempo, però, è rimasto il peccato originale di una squadra ancora immatura, troppo spesso vittima di individualità ancora non all’altezza del blasone della maglia rossonera.
Le disattenzioni a Firenze hanno permesso ad una viola già al tappeto, in 10 e sotto di due reti, di rialzarsi e rientrare in partita, sfruttando gli svarioni difensivi di un diavolo rilassato e distratto che pensava di aver già messo in ghiaccio il terzo posto. La rete di Pandev una settimana fa è arrivata grazie ad una serie di errori consecutivi che hanno coinvolto in fila Flamini, Zapata e Mexes, con un Napoli che non ha avuto neanche il tempo di sentire il colpo della rete di Flamini ed ha portato in fondo un pari che ha chiuso la corsa rossonera al secondo posto. L’incomprensione fra Abate ed Amelia ieri ha regalato alla Juve un rigore pesante come un macigno nella corsa europea di un Milan che adesso sente il fiato dei viola sul collo.
Resta la grande rimonta di un diavolo capace di inanellare una serie impressionante di risultati utili, sconfitta con la Roma a parte, infatti, il Milan non ha perso per un intero girone. La sensazione, però, è che questa squadra non sia in grado di garantire affidabilità contro le grandi, quando l’attenzione e la precisione negli interventi fa la differenza, quando non ci si può permettere alcuna sbavatura, quando dall’altra parte ci sono giocatori capaci di punirti al primo errore.

La vittoria bianconera è la sintesi di quello che deve fare una grande squadra. Buffon e compagni hanno concesso poco o nulla ad un avversario apparso anche più in forma per tutti i 90 minuti, hanno lasciato fare la partita ai ragazzi di Allegri, attendendo il momento giusto per fare male. Dall’altro lato il Milan ha attaccato, ha gestito la sfera, ha giocato meglio dell’avversario per lunghi tratti della gara, ma si è concesso quell’unica fatale disattenzione che è costata l’intera posta in gioco.
Un diavolo immaturo esce con le ossa rotte dal trittico terribile, abbassa la testa, si dimentica di un secondo posto lontano ormai 7 punti, e si guarda alle spalle con l’ansia di vederci una Fiorentina in forma e galvanizzata, un predatore che sente l’odore del sangue ed inizia a mettere paura.

per Milannews.it

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