Quant'è mancato SuperMario
Emiliano Cuppone
Il Milan, uscito con le ossa rotte dalla doppia sfida a Napoli e Juventus, rimpiange l’assenza di Mario Balotelli. Qualcuno ha già parlato di Balodipendenza, ripercorrendo le critiche mosse al Milan di Ibrahimovic, fortemente caratterizzato dalla presenza in avanti dello svedesone, magari esagerando, ma la mancanza del 45 si è fatta sentire e come.
Il ragazzone di Brescia è elemento unico nella rosa del diavolo, ha avuto un impatto devastante in campionato con le sue 7 reti in 8 apparizioni, ha modificato in maniera determinante la fisionomia dell’attacco rossonero e non solo. La maniera di giocare di SuperMario non ha sostituti fra gli uomini a disposizione di Allegri, con i vari Pazzini, Bojan, Boateng e Niang che hanno caratteristiche profondamente diverse.
Lì davanti nelle ultime due gare è mancato il peso di Balotelli, non a livello strettamente fisico, visto che Pazzini sotto quel profilo non è da meno, ma a livello psicologico. Quando Adriano Galliani ripete che Balo ha “presenza scenica” non sbaglia, intendendo dire che il ragazzo mette in ansia le difese avversarie, forte di un fisico dirompente abbinato ad una tecnica impressionante. Mario mette pressione sui difensori, costretti a riservargli un trattamento particolare, a stargli attaccati senza lasciargli la possibilità di girarsi, bravo com’è a trovare la giocata anche ricevendo la sfera con le spalle rivolte alla porta. Discorso diverso per il Pazzo, buono a far salire la squadra mettendoci il corpo, ma decisamente meno abile a puntare la porta e trovare l’imbucata per i compagni quand’è costretto a venire incontro a raccogliere il pallone.
Mario Balotelli è calamita per la sfera e gli avversari, capace di rimediare una serie pressoché infinita di falli a favore (le gambe puntualmente tumefatte a fine gara lo testimoniano), magari con qualche cartellino disseminato fra gli avversari che ne limita l’azione per lunghi tratti delle partite. Il bresciano crea quindi diverse situazioni da fermo che il diavolo può sfruttare, il tutto trovando proprio in Balotelli un tiratore di tutto rispetto anche da posizioni piuttosto lontane dalla porta.
SuperMario è giocatore completo, più dei suoi sostituti, bravo a venire a prendere il pallone fra le linee, a duettare con i compagni giocando la palla di prima o comunque con finezza, alleggerendo la mediana dai compiti d'impostazione, divendendo quasi playmaker, comunque aprendo spazi importanti alle sue spalle per gli inserimenti degli esterni e dei centrocampisti.
Massimiliano Allegri rimpiange quel giallo evitabile a Firenze e, soprattutto, quella frase fastidiosa rivolta a fine partita all’assistente di porta, si lecca le ferite per due gare che hanno portato solo un punto in classifica e garantito alla viola la possibilità di riportarsi a ridosso del terzo posto. Allo stesso tempo il livornese si gode il ritorno di Balotelli per la complicata sfida al Catania di Maran, avversario ostico, contro il quale a SuperMario si chiederà di farsi perdonare sin da subito. Cinque gare per mantenere il terzo posto, cinque occasioni per afferrare l’Europa che conta dalla porta di servizio, cinque battaglie in cui Mario Balotelli dovrà tornare condottiero fiero di un Milan che ne ha sentito fortemente la mancanza.


