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La panchina che scotta fa il gioco della Fiorentina, ma Allegri supera il primo ostacolo

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
lunedì 29 aprile 2013, 14:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
29.04.2013 14:00Primo Piano
Giuseppe Celeste/Image Sport
Giuseppe Celeste/Image Sport

Mettere a soqquadro la panchina di Allegri sembra diventato sport nazionale, nonostante le presenti partite siano influenti per qualsiasi futuro si andrà ad imboccare. In questa sorta di harakiri bello e buono, dove le critiche vanno a pieno beneficio dell'armata fiorentina, il tecnico livornese si è rialzato come una fenice insieme al suo Milan. L'inneggio della Curva ha giocato un ruolo importante e d'assoluto tempismo, quasi come l'1-1 realizzato al 44' da Flamini. Si può discutere sui singoli errori di Allegri (quali allenatori non sbagliano mai?), ma l'appunto a priori diventa controproducente. Non è dato sapere se l'ex Cagliari e Sassuolo resterà su quella panchina tanto calda e soleggiata, ma l'oggi è molto più pressante del domani: il terzo posto, dicasi ultimo slot utile per la qualificazione Champions, è uno strumento essenziale per poter dare seguito (concreto) a qualsiasi meditato progetto.

E se si confermasse Allegri, invece che inseguire idee un po' troppo "esotiche", probabilmente l'ambiente stesso ne trarrebbe immediato giovamento. Massima stima per il campione Clarence Seedorf, che potrà diventare un grande, grandissimo allenatore, ma con l'esperienza giusta. Partire da zero, in un top team, è sempre complicatissimo, a prescindere dal proprio bagaglio tecnico, umano e culturale. Pensieri ed opere che dovranno essere affrontati dal 19 maggio, quando i giochi di campionato saranno definitivamente conclusi. Quella terza casella è troppo importante per gettarla al vento con semplici spifferi.

per Milannews.it

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