Valorizzazione dei terzini: i meriti di Allegri
Riccardo Casali
Uno dei meriti maggiori di Max Allegri, in queste ore in cui il suo futuro è sempre più chiacchierato, è senza dubbio quello di avere valorizzato i giovani e aver rilanciato, anche in ruoli diversi, giocatori giunti al Milan in punta dei piedi e successivamente affermatisi come vere e proprie rivelazioni stagionali. Alzi la mano chi riteneva al 31 agosto che gli esterni difensivi rossoneri fossero inadeguati per affrontare una stagione su tre fronti? Molti, senza dubbio. Anche gli addetti ai lavori ritenevano le corsie esterne del Milan come uno dei punti deboli della formazione rossonera. Ad inizio stagione il Conte Max poteva contare nel ruolo di esterni difensivi per le due corsie su Luca Antonini, Ignazio Abate, Mattia De Sciglio, Didac Vilà e per necessità Daniele Bonera. E qui ecco che entrano prepotentemente i meriti del tecnico toscano, bravo a riadattare Kevin Constant da terzino sinistro. L’acquisto dell’ex giocatore di Chievo e Genoa a dir la verità aveva lasciato perplessi in molti: il guineano era giunto al Milan per essere impiegato da mezzala a centrocampo. Grazie ad un intuizione tattica di Allegri, invece, Constant ha portato indietro di un paio di metri il suo raggio d’azione e ha iniziato a macinare gioco, chilometri e diagonali difensive sulla fascia sinistra, tanto da essere considerato una vera e propria rivelazione della squadra rossonera ed un punto fermo nelle partite più delicate della stagione rossonera.
I meriti di Allegri per quanto riguarda i terzini difensivi non si fermano certamente all’ottimo risultato raggiunto con Constant: Mattia De Sciglio e Ignazio Abate sono due esterni difensivi cresciuti in maniera esponenziale in questa stagione (più il primo del secondo). L' esplosione del ragazzo di Pontesesto è sotto agli occhi di tutti: lanciato dall’allenatore rossonero sul finire della scorsa stagione, quest’anno ha impressionato tutti, tanto da spingere persino i dirigenti rossoneri a paragoni importanti con un mammasantissima del passato rossonero come Paolo Maldini. Il ventenne sta disputando una stagione che è al di sopra delle più rosee aspettative: è diventato titolare della squadra per cui ha sempre fatto il tifo, ha esordito in Nazionale, quasi sicuramente giocherà titolare nella Confederations Cup, antipasto del Mondiale dell’anno prossimo che salvo cataclismi lo vedrà sicuro protagonista. In aggiunta alle evidenti qualità tecniche, fisiche evidenziate, Mattia è un ragazzo d’oro, con i piedi ben ancorati a terra. Il profilo giusto, insomma, per un ragazzo destinato a far parlare di sé per il prossimo decennio. Ignazio Abate, invece, è maturato ulteriormente durante questa stagione. Macina chilometri su e giù per la fascia, con El Shaarawy ha spesso formato un binario pericoloso per gli avversari lungo l'out di destra, è titolare della Nazionale di Prandelli. Unici difetti ancora da limare sono la precisione nei cross, in questo De Sciglio è più accorto, e i lapsus in difesa (si riveda i gol presi contro la Juve e il secondo di ieri contro il Catania). Nonostante questo, il lavoro svolto da Massimiliano Allegri è sotto gli occhi di tutti, anche del presidente innamorato degli ex campioni rossoneri: in una stagione complicata, iniziata in maniera disastrosa, al momento la squadra è qualificata ai preliminari di Champions. Tuttavia c’è un risultato, forse più importante, già raggiunto dal tecnico livornese: la valorizzazione dei giovani e delle risorse umane a disposizione, vero patrimonio presente e futuro messo nelle mani della società rossonera.


