Dieci giorni di fuoco per scoprire il futuro di Allegri e del Milan
Enrico Ferrazzi
La notizia più importante che è uscita dalla conferenza stampa di Allegri alla vigilia di Pescara-Milan è che tra dieci giorni si saprà il futuro del tecnico rossonero. L’ex allenatore del Cagliari non ha voluto rispondere alle domande sulla prossima stagione, lasciando quindi a tutti molti dubbi: per il momento, tutto l’ambiente rossonero è concentrato solo sul terzo posto, ma è inutile negare che c’è grande incertezza sul fatto che Allegri sarà ancora o meno sulla panchina del Milan il prossimo anno. Nelle ultime settimane, si è parlato prima di esonero per dissidi con il presidente Berlusconi, poi che sarà Allegri a lasciare il club di via Turati per accasarsi alla Roma. Per ora né il diretto interessato né Adriano Galliani vogliono parlare di questo argomento per evitare che si possa creare un tormentone che potrebbe distrarre i giocatori rossoneri dall’obiettivo terzo posto.
Se nei prossimi giorni si saprà qualcosa di più della posizione di Allegri, lo stesso discorso si può fare per quel che riguarda il futuro del Milan: la squadra milanista deve infatti qualificarsi alla prossima Champions League a tutti i costi perché restare fuori dall’Europa che conta sarebbe troppo grave per una società come quella rossonera. Sul campo del Pescara già retrocesso, il Milan ha la possibilità di chiudere quasi definitivamente la corsa verso il terzo posto, mantenendo almeno quattro punti di vantaggio sulla Fiorentina (impegnata alle 20.45 contro un Siena bisognoso di punti per non andare in Serie B) quando mancherebbero poi solo due giornate. I prossimi dieci giorni saranno quindi determinanti per il futuro di Allegri e del Milan: alla fine del campionato, infatti, l’allenatore livornese incontrerà la società per capire se ci sarà la possibilità di continuare insieme anche il prossimo anno. Ma per il momento nessuno vuole parlarne perché tutti per ora pensano solo a concludere al meglio la stagione in corso e a raggiungere l’obiettivo Champions, senza il quale il destino di Allegri sarebbe probabilmente già scritto.


