Ottovolante panchina: Allegri non si sbilancia, ma mancano le alternative
Matteo Calcagni
Allegri resta o Allegri se ne va? Lo stesso allenatore lo ha definito "tormentone", non esponendosi a quello che è diventato una sorta di ottovolante. Dopo le fortissime sirene di addio del weekend, la vittoria contro il Torino e le smentite di Seedorf hanno rafforzato la posizione del tecnico livornese, il quale però non si è voluto assolutamente sbilanciare. "Sono sereno, non parlo più del mio futuro. - ha dichiarato Allegri in conferenza stampa - Diventerebbe un tormentone, non ha senso. Siamo concentrati sul terzo posto. Verrebbero coinvolte altre società e allenatori, ne parleremo a fine stagione. Prima con società, poi con voi. Prima si parlava di esonero, poi che decidessi di andare via.
Non voglio parlare del mio futuro. Vi chiedo di aspettare 10 giorni. Saprete se andrò via o se rimarrò". Parole che lasciano aperti numerosi scenari e non ne escludono nessuno, tenendo viva ogni possibile ipotesi sul futuro dell'allenatore toscano. La priorità è il raggiungimento del terzo posto, poi ci si concentrerà sul futuro della panchina, che al momento appare quantomeno nebuloso: difficile stilare percentuali diverse dal 50 e 50, in una fase ovviamente priva di certezze e conferme assodate. Una certezza tuttavia c'è, legata alle presunte alternative di Allegri che...non ci sono. A parte Donadoni, unico candidato con un'esperienza tale per continuare un progetto incentrato sui giovani, gli altri nomi effettuati non sembrano in grado di offrire sicurezze ad un gruppo consolidato. La spinta per la conferma potrebbe quindi arrivare proprio dallo stesso Milan, che probabilmente si sta rendendo conto giornata dopo giornata che la permanenza di Allegri sia la soluzione migliore.


