Una panchina e troppi saliscendi: nell'ultima giornata l'ennesimo esempio
Matteo Calcagni
Quotazioni in rialzo o in ribasso? Permanenza o non permanenza? La panchina di Allegri si muove sulle montagne russe, tra brusche accelerazioni e capovolgimenti improvvisi. La giornata di ieri ne è stato un chiaro esempio: Muntari elogia il tecnico toscano e confida nella sua conferma, Galliani lancia l'indizio "una telefonata allunga la vita", ma Squinzi (numero uno del Sassuolo) rivela parole non proprio al miele di Berlusconi. Il patron rossonero non avrebbe gradito la/le panchina/e di Stephan El Shaarawy, "sfogandosi" con il presidente di Confindustria. Un giovedì che è stato una sorta di "microcosmo" dell'ultimo periodo: elogi di giocatori, sensazioni positive della dirigenza e insoddisfazioni (seppur riferite) di Berlusconi.
Proprio su questa presunta "disparità" si giocherà l'eventuale prosieguo dell'avventura milanista di Massimiliano Allegri, al momento concentrato esclusivamente sulla conquista del terzo posto. La sensazione è che la decisione non sia stata ancora presa, mentre ci si avvicina alla data di scadenza indicata dall'allenatore livornese: quei 10 giorni che ora sono 9, ma che potrebbero anche diventare 2, se il Milan riuscirà a battere la Roma in quel di San Siro. Un'attesa che lascia tutti col fiato sospeso, in quanto influirà in un modo o nell'altro sulla prossima stagione rossonera. A giudicare dalle alternative apparse sui giornali, è difficile scovare un candidato che possa non far rimpiangere Allegri, ma sappiamo bene che nel calcio non sempre ci si muove con una logica precisa.


