SuperMario: l'uomo in più
Emiliano Cuppone
La passeggiata del diavolo a Pescara ci regala tre punti fondamentali, quasi decisivi, per il terzo posto che vale la Champions, una prestazione finalmente convincente con novanta minuti privi di ansie, ci conferma che questo Milan ha trovato un condottiero dallo spessore unico.
Mario Balotelli continua a stupire, media gol perfetta con una rete ogni volta che il 45 mette piede in campo, record personale di segnature nel campionato italiano ampiamente battuto, nonostante con la maglia rossonera abbia giocato meno di metà stagione (vero anche che nell’Inter del triplete il ragazzo non era titolare inamovibile) ed un impatto sulla squadra che appare sempre più decisivo.
SuperMario segna, trascina, si diverte e fa divertire. Vero e proprio uomo ovunque, capita sempre più spesso di vederlo ripiegare in fase difensiva sino alla propria trequarti per mettere pressione all’avversario, recuperare il pallone e rilanciare l’azione. Balotelli è una prima punta che a tratti gioca da esterno, che si viene a prendere il pallone divenendo regista (illuminante il pallone per Pazzini che si è fatto ipnotizzare da Perin nel secondo tempo di ieri), ma che è sempre prontissimo a farsi trovare in area per chiudere l’azione come in occasione del quarto ed ultimo gol rossonero a Pescara.
In molti sottolineano che è vero che i gol di Balotelli sono abbondanti, ma che di questi diversi sono arrivati da calcio di rigore. Ecco, il tiro dagli 11 metri, vera e propria arma in più di Supermario, non ne ha mai sbagliato uno in carriera, per qualcuno non un dato indicativo, se non fosse che il ragazzo è unico anche in quello. Il suo modo di calciare è la sintesi di ciò che deve fare un rigorista, una maniera di calciarli tecnicamente perfetta, un passo, la finta, il portiere che si butta da un lato e lui che la mette dall’altro, una scena vista e rivista, uno la fotocopia dell’altro. Il fatto è semplice, il portiere deve scegliere un angolo e provare ad anticipare il movimento, lui lo guarda e lo spiazza, se l’estremo difensore invece decidesse di rimanere in piedi sino all’ultimo, comunque sarebbe impossibile arrivare su un pallone angolato senza partire in anticipo.
Mario Balotelli è leader di questo Milan ogni partita di più, lo guardiamo giocare e segnare, lo vediamo trascinare la squadra e ripensiamo alle parole di Adriano Galliani, quando sosteneva che il ragazzo avesse la stessa “presenza scenica” di Zlatan Ibrahimovic. Effettivamente questo SuperMario ricorda sempre di più lo svedese, capace di essere uomo reparto, trascinatore e fulcro del gioco, calamita per i palloni e per le attenzioni degli avversari, finalizzatore ed assistman. Il diavolo sembra aver trovato il suo condottiero lì davanti, l’elemento cui affidarsi nei momenti di difficoltà delle partite, il giocatore cui attaccarsi nei passi meno brillanti delle stagioni, l’uomo in più di una squadra sempre più vicina al ritorno al vertice.


