Scambio Pazzini-Cassano: quando è lo stesso Antonio a dare ragione al Milan...
Riccardo Casali
Pazzini-Cassano: vi ricordate lo scambio che ad agosto ha generato discussioni, critiche ingenerose e commenti sarcastici all’operato della dirigenza rossonera? Riepiloghiamo brevemente I fatti: i due ex compagni alla Sampdoria nelle squadre in cui militavano erano scontenti. Pazzini all’Inter era considerato un rincalzo e il suo minutaggio ne risentiva. Cassano al Milan invece si era messo in testa di non voler rimanere senza i suoi compagni di squadra appena ceduti al Psg (Ibrahimovic e Thiago). E così in un pomeriggio caldo di agosto ecco che le due società meneghine imbastiscono lo scambio: il Pazzo sbarca a Milanello, mentre FantAntonio più una contropartita economica di circa 7 milioni passano in nerazzurro. Proprio quei 7 milioni lì rappresentano per molto tempo un motivo di critica all’operato del Milan: in uno scambio tra due campioni, seppur con caratteristiche diverse, molti ritengono fuori luogo il pagamento di un surplus economico dettato unicamente dalla diversa età (Cassano 30, Pazzini 28). Senza entrare troppo nei particolari, il vantaggio tratto dal Milan con il Pazzo è evidente: 36 presenze, 16 gol e 2130’ minuti giocati. Per l’attaccante di Pescia quest’anno si tratta della migliore stagione disputata in carriera dal punto di vista della media-gol. Ma soprattutto Gianpaolo è un ragazzo serio, di quei ragazzi che non creano mai problemi per un' esclusione o una panchina di troppo. Per cavarcela con una battuta: ve lo immaginate un Cassano che accoglie senza dire una parola fuori luogo l’arrivo di una punta destinata a giocare al posto suo, così come Pazzini ha fatto con l’acquisto di Balotelli? E’ proprio nel carattere il grave problema del giocatore di Bari Vecchia: il dio pallone gli ha donato delle doti da fuoriclasse indiscutibili ma in tutte le squadre in cui ha militato si è fatto notare anche, se non soprattutto, per le sue intemperanze dentro e fuori dal campo.
Dopo aver passato una carriera a dare le colpe agli altri (Garrone, Galliani, Rosetti e via via tutti gli altri) ci fa piacere sottolineare il mea culpa di Antonio Cassano. Il giocatore, adesso si spera diventato maturo con la paternità, intervistato da un giornalista d’eccezione, Marco Tardelli (suo ex Ct dell’Under 21) per la trasmissione Confessione Reporter, si è lasciato andare ad un vero e proprio viaggio introspettivo alla ricerca delle proprie colpe. Ecco la confessione-sfogo del 30enne nerazzurro: ''E’ stata colpa mia se non ho avuto una carriera migliore. Pensavo che con la sola qualità si andasse avanti. Ho giocato in grandi squadre, ma ho sempre fatto poco''. Il giocatore, proseguendo nell’intervista, continua nel suo mea culpa: ''Ho fatto più casini della grandine. Il 99% delle volte ho sbagliato io''. E ancora: ''Ho fatto il 50% di quello che potevo, ho sempre avuto un modo di allenarmi non professionale''. Noi di MilanNews, come peraltro tanti altri tifosi rossoneri, l’abbiamo sottolineato in tempi non sospetti, tempi in cui i risultati non arrivavano: ringraziamo lo scambio che ci ha portato in dote le qualità, l’educazione e la professionalità di Gianpaolo Pazzini.


