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Da Liedholm ad Allegri: tutto sugli esoneri sotto la proprietà Berlusconi

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 13 gennaio 2014, 18:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
13.01.2014 18:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

E alla fine arrivò l’esonero. Massimiliano Allegri, dalle 11.24 del 13 gennaio 2014, non è più l’allenatore del Milan. L’annuncio, che era nell’aria dal post partita di Sassuolo-Milan a seguito delle dichiarazioni nette di Barbara Berlusconi, è arrivato attraverso un comunicato ufficiale apparso sul sito rossonero in tarda mattinata dove il club ha comunicato anche il sollevamento dai rispettivi incarichi dello staff facente capo proprio all’allenatore toscano. Salutano, quindi, anche Simone Folletti, responsabile dei preparatori atletici, e Marco Landucci, responsabile dei preparatori dei portieri e storico braccio destro di Allegri. La decisione di cambiare rotta è stata presa dalla proprietà e, questa volta, Adriano Galliani non ha potuto fare nulla per salvare nuovamente il posto di lavoro di Allegri come avvenuto già nel novembre 2012, dopo la sconfitta per 3-1 a San Siro contro la Fiorentina, il 2 giugno scorso nel summit di Arcore e il 25 novembre appena passato dopo l’ennesima sconfitta casalinga contro i Viola.

Gli esoneri in casa rossonera sono una rarità, soprattutto dal 1986 ad oggi ovvero da quando al vertice del club milanista vi è Silvio Berlusconi. Il primo ad esser stato vittima delle scelte presidenziali è stato, nel 1987, il Barone Nils Liedholm il cui posto venne preso da un giovane Fabio Capello che guidò il Milan alla vittoria dello spareggio UEFA contro la Sampdoria sul neutro di Torino. Da li in avanti, tra Sacchi e l’investitura ufficiale di Capello come allenatore in prima, mai un esonero ma solo un avvicendamento tra i due sopracitati al termine del contratto del mago di Fusignano che andò ad allenare la Nazionale lasciando così il posto a quello che poi sarebbe diventato Don Fabio. Proprio il successore di Capello al Milan, Oscar Washington Tabarez, fu la seconda vittima dell’esonero da parte di Berlusconi. Stagione 1996-97, il Milan perde malamente per 3-2 al Garilli di Piacenza sprofondando in classifica. Il clima era teso e Berlusconi prese la decisione di mandare via l’attuale CT dell’Uruguay per far tornare Sacchi in panchina. Il Milan chiuse all’undicesimo posto quella stagione.

L’esonero più clamoroso, per come avvenne, è sicuramente quello di Alberto Zaccheroni. L’allenatore dello scudetto dei miracoli del 1998-99, mai entrato nelle simpatie del presidente anche per alcune vicende extra calcistiche, si giocò la panchina all’ultima giornata del secondo girone di Champions League contro il Deportivo La Coruna. Il Milan, per accedere ai quarti di finale, avrebbe dovuto battere gli spagnoli ma il pareggio per 1-1, con i rigori di Djalminha e Shevchenko, estromisero i rossoneri dalla coppa. Berlusconi, nel post partita, si presentò in conferenza stampa ed annunciò in diretta la partenza di Zac che venne rimpiazzato dal duo Cesare Maldini-Mauro Tassotti che ebbe il merito di vincere un derby con il punteggio di 6-0.

Il loro successore, Fatih Terim, ebbe poca vita. Partito alla grande, con vittorie belle e convicenti sia nel risultato sia nel gioco, il calcio del tecnico turco ebbe un crollo verticale fino alla partita di Torino contro i granata. In quel match, vinto dal Toro per 1-0, Terim vide concludersi la sua esperienza al Milan proprio a causa di quella sconfitta, arrivata anche grazie a un rigore fallito da Pippo Inzaghi. Al suo posto arrivò Ancelotti e sappiamo tutti poi che cos’ha fatto e vinto l’attuale allenatore del Real Madrid in rossonero.

Infine Massimiliano Allegri. Tra i due, a parte qualche battuta pubblica, non è mai scattato l’amore anche perché le idee di calcio dell’allenatore livornese non hanno quasi mai coinciso con il concetto di bel calcio tanto caro a Berlusconi. Memorabile la sfuriata del patron rossonero durante la gara dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona a San Siro dove i rossoneri fecero una grossa partita a livello difensivo ma, allo stesso tempo, rinunciando ad attaccare per quasi tutto il match. Una cosa inconcepibile per Berlusconi che lo fece notare a Galliani. Silvio avrebbe voluto esonerare Allegri già la scorsa stagione e non avrebbe voluto continuare con lui quella attuale. Adesso le strade si dividono, Allegri diventa il quinto allenatore ad essere stato esonerato sotto la proprietà Berlusconi.

per Milannews.it

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