L'annuncio di Seedorf, tra convinzioni e desideri: l'obiettivo è tornare a sognare
Matteo Calcagni
Lasciare il calcio giocato ed annunciare il nuovo ruolo di allenatore rossonero, tutto in pochi istanti. Una sorta di record di tempistiche per un uomo mai banale, Clarence Seedorf. L'ormai ex giocatore del Botafogo, ed imminente nuovo tecnico del Milan, ha parlato presso la sala conferenze dello stadio Olímpico João Havelange, sede delle gare casalinghe della formazione carioca. L'olandese ha sottolineato l'importanza dell'esperienza nel club dell'Estrela Solitária, ringraziando a fondo compagni, staff, dirigenti e tifosi per quanto trasmessogli nell'ultimo anno e mezzo. Una storia d'amora che si chiude, una che si riapre: quella col Milan.
Seedorf ha sottolineato come sia stato difficile decidere di appendere le scarpette al chiodo, evidenziando però un incredibile desiderio di guidare il Milan: una squadra in grande difficoltà che, evidentemente, l'olandese crede di poter trasformare in Fenice. Un contratto di due anni e mezzo, un cammino innovativo da percorrere, vecchi e nuovi compagni da allenare: l'orange è conscio di poter portare linfa e modernità, grazie alla sua intelligenza e al suo innato carisma, cercando di riuscire a riportare il club rossonero nella propria dimensione. Una sfida certamente complicata, viste le difficoltà evidenti della rosa, ma che non spaventa in alcun modo Clarence, convinto come sempre nei propri mezzi. Nessun limite, neanche nel sognare: "Milan-Botafogo al prossimo Mondiale per Club? Mi piacerebbe, bisogna sognare. Speriamo che il Milan possa tornare a disputare questa competizione". Sognare è il termine giusto, la chiave: i tifosi rossoneri si augurano di tornare a farlo, dopo mesi difficili e tanti bocconi amari.


