Essien e Parolo per Seedorf, ma a Saponara va data fiducia
Gaia Brunelli
È tornato Seedorf. Perché alla fine è vero "certi amori non finiscono...", anche se in realtà poi la sua permanenza al Milan è stata tutto un susseguirsi di amore e odio. Ma alla fine Clarence ha sempre trionfato, perché lui è ed è sempre stato un vincente. È anche vero che di esperienza ne ha poca, ma non si poteva più fare finta di niente. Lady B ha avuto ragione nel dire che la situazione era diventata insostenibile per qualunque tifoso rossonero, a qualunque livello. Sopra di due gol, rimontati e superati alla fine del primo tempo contro il Sassuolo, chiunque si sarebbe aspettato che nella ripresa entrassero in campo almeno due giocatori dalla panchina. Che so tipo Poli e Pazzini, al posto di Nocerino e Cristante, giusto per cercare subito quantomeno il pareggio. Invece Allegri ha nuovamente aspettato, mandando in campo gli stessi che avevano appena subito tre gol e si erano già dimenticati di averne fatti due. In ogni caso era tempo di cambiare, anche se trovo che non sia mai bello farlo in corsa. Soprattutto per chi arriva e deve subito trovare risultati. Contro il Verona non sarà facile, ma la fortuna di Seedorf è quella di trovarsi nella finestra di mercato. E siccome al Milan lo ha voluto fortemente Berlusconi, si può ipotizzare che lo accontenterà anche in chiave acquisti. Perché alla fine è sempre così.
Benitez si lamentò dello scarso impegno sul mercato nerazzurro, mentre con Mazzarri qualcuno è arrivato. Si va sempre a simpatie. Lo ha fatto Moratti, lo farà Berlusocni. Con la speranza, naturalmente, che a qualcosa serva. Essien sarebbe un grande colpo. Ha 31 anni è vero, ma ha l'esperienza giusta per essere determinante in Europa e in campionato. Parolo è un ottimo prospetto, ma prenderlo dando l'altra metà di Saponara al Parma non sembra la giusta strategia. L'ex Empoli ha dimostrato di saperci fare eccome (nel derby è stato il migliore), bisogna avere pazienza perché ancora fisicamente non sta bene, ma non lo boccerei subito. Anzi. Chissà che con Seedorf non possa capire esattamente quale possa essere il suo ruolo in campo, alla fine come predisposizione di gioco sono molto più simili di quanto si possa pensare. In ogni caso ora il Milan riparte. Riparte da quel numero 10 che forse è stato l'ultimo degno di indossarlo. Buon lavoro!


