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Lo stop di Pazzini fa rimpiangere Matri? Seedorf alla prima in panchina, con le idee molto chiare

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
sabato 18 gennaio 2014, 00:23Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
18.01.2014 00:23Milanello in rosa

ll Milan targato Seedorf deve fare i conti con la sorte: nefasta. Pazzini si ferma ancora una volta a causa di una lesione all’adduttore, le cui conseguenze verranno rese note solo tra una decina di giorni, quando gli esami strumentali potranno diagnosticare la reale entità del danno subito nella partita di Tim Cup contro lo Spezia. Uno stop che lascia un po’ di amaro in bocca, soprattutto all’indomani della cessione di Matri. L’attaccante, ceduto in prestito alla Fiorentina, in questo momento avrebbe fatto comodo al Milan che ritrova, come unica alternativa a Balotelli, il giovane Petagna. Nello scorso campionato Primavera, Petagna aveva largamente impressionato Galliani, tanto da aggregarlo alla rosa di Allegri durante le prime battute della preparazione estiva. Poi la decisione di mandarlo alla Sampdoria, per fargli acquisire sicurezza e minuti nelle gambe in attesa di vederlo fiorire completamente. Il Milan allora si è buttato su Matri, complice lo stop di Pazzini, perché non si poteva pensare di contare sul solo Balotelli con tre competizioni da affrontare nell’arco della stagione. L’arrivo di Matri, si sa, non è coinciso né con l’entusiasmo dei tifosi né poi con prestazioni di rilievo. Così nel mercato di riparazione Alessandro viene ceduto e il buon Petagna è rientrato alla base. L’errore di valutazione sta nel fatto che si dava per assolutamente certa la presenza continua di Pazzini che però, come narrano i recenti episodi, si è dovuto fermare nuovamente. Questo, è il caso di rimarcarlo, è uno di quegli episodi che fanno ripensare al detto: la fretta è cattiva consigliera. Poi magari assisteremo all’esplosione del giovanissimo attaccante di casa Milan, ma è normale pensare che, forse, un po’ più di oculatezza nelle scelte avrebbe fatto propendere per altre decisioni.

Non si può tornare indietro, il Milan quindi guarda al futuro e lo fa con l’entusiasmo dovuto al ritorno a Milanello di Clarence Seedorf. Entusiasmo giustificato se si considera il carisma, l’appeal, la qualità dell’uomo Seedorf che, invece, dal punto di vista tecnico, deve ancora dimostrare ogni cosa. Il mio pensiero a riguardo non lascia adito a dubbio alcuno: sono convinta che anche dalla panchina Seedorf saprà essere un vincente, così come ci aveva abituati in campo. Il suo bagaglio tecnico è indiscutibile, così come la sua intelligenza tattica. Non credo di essere l’unica ad aver raccontato il modo con cui Clarence ha sempre guidato anche i suoi compagni dal campo.  I dubbi verranno dissipati a breve: la prima di Seedorf è ormai alle porte, il posticipo contro il Verona è un’occasione importante per vederlo all’opera. La squadra di Mandorlini vive uno stato di forma importante,  è una formazione tatticamente ben organizzata e la classifica le regala il titolo di “sorpresa” del campionato. Il lavoro di Sean Sogliano è sotto gli occhi di tutti: prima la cavalcata verso la promozione in serie A e ora un girone di andata da assoluta protagonista che virtualmente trascina il Verona davanti alle porte dell’Europa. Il Milan ha l’occasione giusta per svoltare, per lasciarsi alle spalle i risultati deludenti ottenuti finora, per riprovare ad alzare la testa e concludere dignitosamente la stagione. Seedorf ha la possibilità di lavorare con tranquillità, pur facendo le debite richieste alla società rossonera per ottenere qualche rinforzo imminente. Svanita la pista che portava a Jorginho, archiviata la questione Nainggolan e anche il nome di D’Ambrosio, il Milan è interessato ad Essien, giocatore non più giovanissimo ma di sicura esperienza. Clarence ha già virato tatticamente, propendendo per una formazione a trazione anteriore che possa mettere in risalto le qualità di Balotelli e, contemporaneamente, far convivere Kakà e Honda in posizione più arretrata rispetto all’unica punta.  In questa dinamica c’è il pericolo che Saponara possa trovare poco spazio, c’è il rischio che i soli Montolivo e De Jong non possano reggere il reparto e c’è sempre l’incognita relativa al rendimento della difesa. Ramì si sta ambientando, De Sciglio è un punto fisso, ma rimangono molti dubbi sui giocatori con i quali completare il modulo difensivo, vero cruccio di questa prima parte di stagione. La partita contro il Verona servirà a dissipare molti dubbi, ma soprattutto sarà indicativa per le prossime mosse rossonere nelle ultime settimane di mercato. Perché Seedorf ha le idee chiare, è tornato a Milano per riportare il Milan ai livelli di un tempo, ma, ahimè, non ha il dono di fare miracoli.

per Milannews.it

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