Clarence, esordio ok ma c'è molto da lavorare. Ecco i principi fondamentali che ha introdotto a Milanello. Crespo arriva a luglio e Balo, in Seedorf, rivede un suo grande ex allenatore...
Pietro Mazzara
Buona la prima, anche se non in maniera piena e convincente. Clarence Seedorf riesce a brindare all’esordio da allenatore con una vittoria molto importante per la classifica rossonera, arrivata grazie al ritorno al gol di Mario Balotelli che torna anche ad essere cecchino dagli undici metri dopo due errori consecutivi. Il Milan parte alla grande, mette subito il Verona nella sua metà campo e per 15 minuti si installa in zona offensiva costruendo in maniera abbastanza nitida almeno tre palle gol. Un bel Milan, senza dubbio, quello di quel frangente di gioco. Dopo tanto tempo si è vista una squadra che ha preso in mano le redini del gioco, che ha fatto paura all’avversario e che lo ha messo in difficoltà. Insomma, si sono visti cenni di vero Milan. Poi però, nella ripresa, il ritmo del pressing – infernale finché de Jong e Montolivo hanno avuto sette polmoni – è calato e il Verona ha preso campo ma quello che stupito è stata una compattezza di squadra ritrovata e una mente più fresca in fase di ripartenza. Seedorf dovrà lavorare molto sull’intensità, lo sa bene anche lui, ma già si è visto qualcosa di buono. Per essere la prima, in mezzo a mille difficoltà, va bene così.
Le novità che ha portato Clarence Seedorf con il suo sbarco da allenatore all’interno del mondo Milan sono chiare e già evidenti, sia dal punto di vista degli allenamenti sia sotto quello ambientale. Il richiamo ai valori, alle regole, allo spirito milanista sono i punti cardine della nuova avventura dell’olandese. Valori che sembravano essere andati perduti nella seconda parte della gestione Allegri, una cosa quasi naturale se si pensa alla partenza in massa dei senatori che hanno lasciato sostanzialmente vuoto lo spogliatoio e in mano a giocatori che, salvo qualche eccezione, non aveva avuto il tempo giusto e il dovuto apprendistato per fare propri certi punti cardine che hanno caratterizzato la storia vincente del club. Anche dal punto di vista tecnico le cose sembrano essere cambiate dalla notte al giorno nell’arco di poche ore. La parola predominante è “qualità” e “filosofia vincente”. Credo fortemente che Seedorf possa far sviluppare, a questa squadra, un gioco qualitativamente migliore rispetto a quello di Allegri. Il concetto che va più agli antipodi tra i due allenatori sta proprio nell’idea di gioco che hanno. Un’idea che passa dal modulo che va adattato ai giocatori che si hanno in rosa e non viceversa. Seedorf, nel suo primo discorso alla squadra, ha voluto dare una scossa mentale a tutti facendo capire che sono gli avversari che devono avere paura del Milan e non viceversa. La differenza sta proprio li, nello scendere dal pullman con gli occhi della tigre e non avere paura di nessuno. “Dovremo giocare sempre per attaccare, vincere e far divertire la gente” ha ripetuto nel primo faccia a faccia con la squadra. Uno slogan che ricalca molto la personalità forte e vincente di Clarence che, nel suo staff, vuole e vorrà altri vincenti come lui.
Hernan Crespo è uno dei nomi che si sono fatti maggiormente per la composizione dello staff tecnico di Seedorf e per il Valdanito le porte di Milanello si riapriranno molto presto. Con ogni probabilità a partire da luglio visto che potrebbe liberarsi con più facilità dal contratto che lo lega a Fox Sports, dove è uno dei commentatori più apprezzati. Ma la sua voglia di tornare in campo è tanta come ha confermato lui stesso. Farlo al Milan, dove tutti hanno un ottimo ricordo di lui, potrebbe essere il primo passo. Si occuperà degli attaccanti e, ci scommetto su una cena, chiunque passerà dai suoi insegnamenti non potrà che migliorare. La materia prima che ha il maggior potenziale è quella relativa a Mario Balotelli, che ben conosce Crespo avendolo avuto come compagno di squadra all’Inter. Ve lo immaginate Mario che esegue quei movimenti tipici che faceva Crespo e che facevano impazzire i difensori? Uno spettacolo nello spettacolo. Vedremo, intanto in casa Milan si proverà a convincere Mauro Tassotti a rimanere perché viene considerato da tutti come quel totem che può dare quel qualcosa in più, unito a Seedorf, Crespo e Stam, allo spogliatoio. Ah, quasi dimenticavo: Balotelli è rimasto quasi stregato dal carisma e dalla mentalità di Seedorf. Ad amici ha confidato di aver rivisto negli occhi dell’olandese la stessa carica che trasmetteva Mourinho. Mica poco…


