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Il 4-2-3-1 e i suoi interrogativi. Pazzini e l'albero di Natale come naturale approdo...

autore
Riccardo Casali
per Milannews.it
martedì 21 gennaio 2014, 19:30Primo Piano
autore Riccardo Casali
21.01.2014 19:30Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

4-2-3-1 – Il modulo con cui Clarence Seedorf è ritornato al Milan nella sua nuova veste di allenatore. Si tratta di una scelta offensiva e coraggiosa attuata per dare una sterzata all’ambiente e un cambio di mentalità alla squadra, impantanata nel difensivismo e nell’atteggiamento rinunciatario della gestione di Allegri. Il modulo scelto dall’olandese è un sistema di gioco molto impegnativo: il 4-2-3-1 richiede una costante applicazione tattica, un enorme lavoro di sacrificio di tutti e soprattutto dei due centrocampisti davanti alla difesa, un continuo movimento e un incessante lavoro di taglia e cuci dei tre trequartisti. E infine, particolare non secondario, richiede la presenza di un centravanti fulcro e finalizzatore della mole di gioco prodotta.

Balotelli – E qui arriviamo al punto. Mario Balotelli ha dimostrato nel corso della sua giovane carriera di trovarsi meglio accanto ad un altro attaccante, libero di andare a prendere i palloni fuori dall’area e di non dare punti di riferimento. SuperMario si trova più a suo agio quando può svariare su tutto il fronte di attacco e non quando deve rimanere fisso in area come il modulo con un’unica punta richiederebbe. Il dubbio e l’interrogativo sorge spontaneo: una volta superata l’enfasi collettiva del cambio di allenatore e di mentalità, la rosa rossonera, che quasi sicuramente non riceverà ritocchi, è in grado di supportare a lungo questo modulo? Montolivo e De Jong impegnati nel lavoro usurante davanti alla difesa e i tre trequartisti dietro l’unica punta saranno in grado di reggere senza usurarsi questo sistema di gioco per i prossimi cinque mesi? Non si rischia un’analogia con il percorso filosofico portato da Leonardo, il 4-2- fantasia, che partendo tra mille gioie e sorrisi si è afflosciato su se stesso?

Pazzini -  La soluzione a questi interrogativi al momento non ce l’ha nessuno: solo il tempo e il lavoro costante di mister Clarence Seedorf, che gode dell’affetto incondizionato e del feeling con il patron Silvio Berlusconi e che quindi potrà lavorare senza intromissioni, daranno la risposta a queste e altre domande. Una cosa è certa: Willy Wonka ha uno spessore intellettuale elevatissimo, ha il curriculum giusto per farsi seguire dai suoi calciatori, con alcuni ha già instaurato un feeling di primo acchito e quindi naturale e spontaneo. E per ultimo, ma non per ordine di importanza, Seedorf è arguto ed eclettico quanto basta per non fossilizzarsi su un unico modulo se dovesse constatare l'esistenza di alternative più funzionali. Quali? Quando Gianpaolo Pazzini tornerà in forma e pienamente ristabilito, in casa Milan potrebbe tornare in auge il 4-3-1-2, modulo tanto caro a Carlo Ancelotti e del quale Clarence era un sublime interprete in campo. Kakà o Honda dietro Pazzini e un Balotelli con un ruolo da seconda punta e quindi libero di spaziare su tutto il fronte offensivo. Rivoluzione olandese parte due, work in progress.

per Milannews.it

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