Clarence-Mario: un forte sodalizio per costruire il nuovo Milan
Matteo Calcagni
Un cenno in simbiosi, quasi cinematografico, certamente d'impatto. Mario Balotelli realizza il rigore (l'ultimo in campionato era datato 14 settembre) e cerca il suo allenatore, Seedorf ricambia con lo stesso cenno: due indici che si trovano, camere e telecamere seguono, immortalando il nuovo sodalizio. Dal gesto ai microfoni, SuperMario ribadisce la dedica: parole che rafforzano la tesi sul feeling bresciano-orange. Eppure, nelle lunghe settimane che hanno preceduto l'avvento di Clarence, se ne erano sentite tante sulle eventuali incompatibilità caratteriali tra i due sopracitati. Considerazioni che stonavano con il carattere di Seedorf, da sempre spinto verso una filosofia basata sul dialogo: mai l'olandese avrebbe bocciato Mario senza conoscerlo a fondo. L'ex Manchester City ha avvertito subito il "potere" del nativo di Paramaribo, allenatore esordiente ma uomo di carisma innato.
Entrambi sono consapevoli di aver bisogno l'uno dell'altro per crescere e raggiungere gli obiettivi comuni: uno il condottiero sul quale costruire il nuovo corso, l'altro indispensabile paladino per le imprese più difficili. "Cercherò di aiutare Mario, credo che molte cose siano esagerate e non vere. Ho grande voglia di aiutarlo a crescere perchè ha un potenziale incredibile" ha ribadito Seedorf in conferenza stampa, lasciando intendere ancora una volta la sua piena fiducia nel 45. Da campione sul campo a fine psicologo, Clarence, oltre alla prima vittoria, ha posto il primo mattone della sua gestione. Nessuno può prevedere come proseguirà questo rapporto ma, citando lo stesso Balotelli, "chi ben comincia è a metà dell'opera".


