Una nuova filosofia anche sul mercato: capire le reali esigenze e acquistare titolari
Matteo Calcagni
L'era Clarence Seedorf è già iniziata, sul campo e non solo: strategie, filosofie, tattiche e idee future. Il sistema di gioco è stato deciso immediatamente, a differenza di quanto accaduto in passato: la precedente altalena ha creato problemi in campo e sul mercato, con acquisti effettuati per moduli specifici e poi costretti ad adattarsi in posizioni poco consone. Il 4-2-3-1 ribadito con forza, dovrà essere la base su cui costruire il presente e il futuro, plasmando di conseguenza la squadra. Inutile ingaggiare tanto per, andando a rinfoltire la rosa di effettivi ed aumentando a dismisura il monte ingaggi: meglio ponderare le esigenze, programmare le cessioni ed intervenire con discrezione su investimenti mirati. Questo sistema di gioco si fonda sugli esterni offensivi: ad oggi, tolto El Shaarawy attualmente infortunato, il Milan è quasi totalmente privo di laterali puri.
Una delle necessità, quindi, sarà quella di acquistare un'ala d'attacco: un'operazione che probabilmente sarà rimandata in estate, ma dalla quale non ci si potrà esimere. Stesso discorso per le altre vere esigenze del gruppo rossonero: un portiere, un centrale difensivo (qualora Rami non fosse riscattato) e un centrocampista centrale. Questi tre/quattro nomi dovranno essere scelti con sapienza ed attenzione, investendo quello che bisognerà investire, facendo sì che il margine di rischio sia il minore possibile. Se in precedenza il Milan si dedicava più alla quantità, andando a colmare ogni falla con innesti a volte affrettati, ora cercherà di puntare alla qualità. Pochi nomi, idee chiare: i nuovi dovranno essere potenzialmente titolari, andando mano a mano a costruire un sistema collaudato.


