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Pareggio prezioso per un solido Milan

autore
Davide Bin
per Milannews.it
mercoledì 4 novembre 2009, 01:10Vista dalla Curva
autore Davide Bin
04.11.2009 01:10Vista dalla Curva
Nella serata del ritorno di Kakà a San Siro da avversario, Milan e Real si dividono la posta e proseguono a braccetto il cammino in vetta al girone di Champions League.
Filippo Gabutti
Filippo Gabutti

Serata di grandi emozioni a San Siro: il ritorno di Kakà da avversario, la sfida contro una grande d'Europa, stadio finalmente strapieno, striscioni e cori per il "vecchio amico", le coreografie in curva sud e (new entry) anche in curva nord e poi la partita, spettacolare e combattuta ma senza vincitori nè vinti. Il Milan non ha replicato la vittoria del Bernabeu (bicchiere mezzo vuoto) ma ha tenuto a bada la voglia di rivincita del Real (bicchiere mezzo pieno) e avrebbe anche potuto vincere se un gol di Pato non fosse stato misteriosamente annullato dall'arbitro tedesco Brych. Il pareggio è sostanzialmente giusto, può andare bene ad entrambe le squadre, visto che permette di mantenere dietro di un punto il Marsiglia, ma la qualificazione è ancora tutta da guadagnare. Le due squadre si sono sfidate a viso aperto, hanno lottato con classe ma anche non disdegnando la grinta e le maniere forti e lo spettacolo è stato gradevole ed emozionante, perchè le occasioni non sono mancate soprattutto nel primo tempo. Certo tutti speravamo in un'altra vittoria contro un grande rivale in questa sorta di derby fra le squadre che hanno vinto più Champions (o Coppe dei Campioni), ma in questa sfida equilibrata poteva anche starci la sconfitta e per tutto l'incontro abbiamo vissuto un'altalena di emozioni e sensazioni opposte e discordanti, perchè ogni volta che il Milan attaccava si sognava la vittoria, ma ogni affondo del Real metteva i brividi e alla fine l'applauso scrosciante per i ragazzi di Leonardo dimostra che il popolo rossonero ha gradito l'impegno e ha capito che la squadra ha dato tutto quello che poteva, ci ha provato, ha lottato, ha commesso anche qualche errore ma si è dimostrata tosta e piena di qualità.

La notte di Milan-Real comincia con grande anticipo: è annunciato il tutto esaurito, i cancelli aprono alle 18 ed è meglio raggiungere lo stadio il prima possibile per vivere tutte le emozioni di questa grande serata; le istruzioni e le plastiche su ogni seggiolino della curva preannunciano la coreografia, ma la sorpresa è che anche dall'altra parte, in curva nord, dove da questa stagione si è trasferito il gruppo "Alternativa rossonera" ci sarà un'altra coreografia. Ma la curiosità questa sera è tutta per l'accoglienza a Kakà, che torna per la prima volta a San Siro da avversario dopo il traumatico divorzio dal Milan di giugno: tanti striscioni qua e là dimostrano che il campione non è stato dimenticato e c'è ancora grande affetto nei suoi confronti, l'applauso scrosciante al suo ingresso in campo per il riscaldamento toglie ogni residuo dubbio sul tipo di accoglienza (molto affettuosa) riservatagli e dalla curva si inneggia al suo nome, anche se, per ovvi motivi, non si può più cantare che SIAM VENUTI FIN QUA PER VEDERE SEGNARE KAKA', perchè va bene salutare un vecchio amico, ma sperare di subire un gol da lui è masochistico e farebbe troppo male, come sottolinea la Sud con lo striscione di saluto a Ricky (GRAZIE KAKA': 6 ANNI DI EMOZIONI NON SI POSSONO DIMENTICARE MA STASERA SENTIRAI CANTARE SIAM VENUTI FIN QUA SIAM VENUTI FIN QUA PER VEDERE SEGNARE IL MILAN!!!). Sugli spalti c'è l'entusiasmo delle grandi occasioni per trascinare la squadra in questa serata importante e prestigiosa e i giocatori vengono incitati fin dal riscaldamento per far capire loro che non lotteranno da soli ma avranno accanto a loro il classico "dodicesimo uomo in campo"; il popolo rossonero vuole un Milan da battaglia e la coroegrafia della curva interpreta alla perfezione il pensiero dei tifosi: plastiche bianche formano la scritta bianca TONIGHT (stasera) su sfondo rossonero e in transenna viene srotolato lo striscione WE WANT THE DEVIL READY TO FIGHT (vogliamo il diavolo pronto a combattere) e anche il primo anello partecipa alla coreografia, mentre in curva nord compare la scritta bianca VINCERE su sfondo rossonero e il lungo striscione FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Leonardo conferma lo schema tattico che sembra cominciare a funzionare, ovvero quello con Seedorf in posizione centrale alle spalle del trio Ronaldinho-Pato-Borriello e con due soli centrocampisti (Pirlo e Ambrosini); in difesa viene confermato Oddo a destra con Zambrotta a sinistra e rientra Nesta al fianco di Thiago Silva; i grandi esclusi della serata sono sicuramente Gattuso e Inzaghi, perchè in serate così tutti vorrebbero scendere in campo, figurarsi due campioni di razza come loro, ma anche nel Real c'è un "panchinaro eccellente" (Raul). Il Milan si schiera con una formazione offensiva al cospetto dei Galacticos: l’ha fatto a casa loro, lo fa anche questa volta, perché chi indossa la maglia rossonera non può e non deve avere timore reverenziale nei confronti di nessuno e questa sera anche il Real deve capire cosa voglia dire entrare nella “casa del diavolo”. Quando le squadre entrano in campo l’atmosfera è bellissima, da brividi e l’inno della Champions fa venire la pelle d’oca; ne abbiamo vissute tantissime di notti così noi tifosi rossoneri e per questo dobbiamo ritenerci fortunati, ma ogni volta l’emozione è fortissima ed è bello esserci e sentirsi protagonisti, alzando una plastica colorata per formare la coreografia o cantando a più non posso per la propria squadra.



Nelle fasi iniziali il Milan sembra un po’ bloccato e intimidito, il Real bussa spesso alla porta di Dida con conclusioni insidiose che si perdono sul fondo di un niente sfiorando i pali. Il ritrovato portiere rossonero viene chiamato in causa un paio di volte e risponde presente, il Milan replica con un’incursione di Pato in area che sembra propizia, ma Casillas esce sui piedi del Papero e gli chiude lo specchio della porta costringendolo all’errore. La partita è anche dura: Kakà viene affrontato in modo rude dai suoi vecchi compagni, in particolar modo Ambrosini, mentre dall’altra parte Pato viene maltrattato spesso dai difensori spagnoli, a volte prima ancora di ricevere il pallone, perché i suoi tentativi di scatto vengono bloccati in partenza. L’arbitro fischia pochissimo e sorvola molto sui falli e a volte il pubblico si spazientisce, pretendendo più severità e attenzione. A furia di bussare, al Real viene aperta la porta e chi se non il portiere potrebbe farlo? Dida respinge corto un tiro di Kakà e sul pallone si avventa Benzema che insacca. Come a Madrid il gol subito è un salutare schiaffo che sblocca il Milan: i rossoneri reagiscono, si procurano il rigore, grazie ad un’incursione di Zambrotta sulla quale Pepe devia di mano e Ronaldinho tira una sassata all’angolino dal dischetto facendoci tremare, perché il tiro sembra indirizzato alle stelle, ma finalmente si può scatenare il boato liberatorio di San Siro. Pochi minuti dopo si completa la rimonta con il secondo gol, realizzato da Pato che sfrutta al meglio il lancio di Pirlo, ma mentre tutto lo stadio impazzisce di gioia, si capisce che il gol è stato annullato per motivi misteriosi e la rabbia si sostituisce alla felicità.

Nella ripresa i ritmi sono più bassi, le due squadre capiscono di camminare sul sottile filo del rasoio e che provare a vincere potrebbe voler dire rischiare di perdere se ci si sbilancia troppo. Il Milan spinge sulle fasce, aggredisce e tutti si sacrificano in fase difensiva, compresi i vari Ronaldinho, Seedorf, Pato e Borriello, dimostrando che c’è grande spirito di sacrificio e voglia di aiutarsi reciprocamente, in poche parole di essere squadra unita e compatta. Le squadre corrono un po’ meno rispetto al primo tempo, sono più allungate e ci sono meno occasioni da rete, ma la partita rimane combattuta ed emozionante, perché un episodio potrebbe risolverla da un momento all’altro. Pellegrini e Leonardo mandano in campo a distanza di pochi minuti i due attaccanti esclusi dalle formazioni di partenza, i duellanti per il trono di Gerd Muller, ovvero Raul e Inzaghi e SuperPippo potrebbe subito mettere la sua firma prestigiosa nel tabellino dei marcatori, ma sbaglia incredibilmente un gol abbastanza facile per uno come lui, non sfruttando un assist di Pato; ci riprova poi un minuto dopo ma è defilato e non trova lo specchio della porta, però il suo ingresso è servito almeno a rivitalizzare il Milan. Il rammarico per le occasioni sprecate diventa presto sollievo per i gol sventati da Dida, prima su tiro di Marcelo e poi su conclusione di Raul ed è per questo che al triplice fischio dell’arbitro è difficile capire se prevalga la soddisfazione o il rimorso. La serata si chiude con un altro scrosciante applauso per Kakà, che ricambia il saluto e scompare negli spogliatoi, lasciando il palcoscenico ai suoi ex compagni, anche loro omaggiati dall’applauso del pubblico che, evidentemente, ha gradito lo spettacolo e il risultato.

Se in agosto, al momento del sorteggio, ci avessero detto che avremmo strappato quattro punti su sei al Real Madrid, non ci avremmo creduto e, invece, ora siamo qui quasi a rammaricarci per non aver fatto bottino pieno. Ciò dimostra che questa squadra è cresciuta e che, contemporaneamente, questo Real per il momento non è lo spauracchio che sembrava ad inizio stagione. Leonardo è stato bravo a dare un’anima e un gioco alla sua “creatura”, impresa che solo qualche settimana fa sembrava impossibile; ora il Milan se la può giocare alla pari con tutti, può vincere, perdere o pareggiare ma ha una sua fisionomia e affronta le partite con personalità e carattere. Abbiamo vissuto un’altra grande serata, anche se la vittoria non è arrivata, ma ora sappiamo definitivamente di poter contare su questi ragazzi che non mollano mai e se la giocano contro chiunque. Purtroppo bisogna ancora sudarsi la qualificazione per colpa della clamorosa sconfitta contro lo Zurigo e in tal senso sarà decisiva la prossima sfida contro il Marsiglia, ma per il momento possiamo ritenerci soddisfatti per il comportamento della squadra nella doppia sfida contro il Real Madrid e guardare al futuro con fiducia, perché questo Milan europeo è solido e tosto e non teme nessuno.
 

per Milannews.it

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