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Il BrasilMilan sa usare la testa

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 9 novembre 2009, 01:03Vista dalla Curva
autore Davide Bin
09.11.2009 01:03Vista dalla Curva
Con due colpi di testa di Thiago Silva e Pato il Milan mette sotto la Lazio nel primo tempo, poi gestisce con esperienza e intelligenza il momento difficile dopo l'autorete di Thiago Silva e conquista una vittoria che vuol dire terzo posto
Giacomo Morini
Giacomo Morini

Ci sono giornate in cui una squadra non riesce a giocare come vorrebbe, è lenta, bloccata, sotto ritmo e fa fatica a scrollarsi di dosso un avversario in difficoltà ma voglioso di riscatto e fastidioso; è in quel momento che si vede la grande squadra, capace di vincere anche senza brillare e di essere cinica, sfruttando al massimo le poche occasioni create, per poi proteggere la vittoria nonostante il ritorno degli avversari, favorito da un proprio "regalo". Il Milan di Roma ha avuto testa, nel senso di grande abilità a vincere con intelligenza una partita in cui non ha fatto meraviglie, ma è stato bravo ad usare la testa non solo nel senso di cervello, ma anche di parte anatomica, visto che le due reti vincenti sono due inzuccate di Thiago Silva e Pato a sfruttare due deliziosi assist di Pirlo e Ronaldinho. L'ottimo Thiago Silva è stato molto sfortunato nell'ocasione del gol della Lazio, ma questa volta i fantasmi di Napoli non si sono materializzati, il Milan ha difeso la vittoria fino alla fine, grazie anche alle parate di Dida e ora si gode la sosta da un rassicurante terzo posto, che nessuno avrebbe ipotizzato alla fine della scorsa sosta di ottobre, quando la squadra stentava contro chiunque e raccoglieva risultati modesti. Questo di Roma è più che mai un Milan dall'anima brasiliana, visti i goleador e l'autore di uno degli assist; l'altro cross è arrivato da Pirlo che brasiliano non è ma con quei piedi potrebbe tranquillamente esserlo e poi non dimentichiamoci la grande prestazione di Thiago Silva in difesa, le parate di Dida e, soprattutto, il grande lavoro di Leonardo, che sta cercando di plasmare una squadra molto offensiva che, però, abbia anche equilibrio e tenuta difensiva, come ha dimostrato anche all'Olimpico.

Il tecnico conferma la formazione che ha sfidato il Real Madrid, senza alcun cambiamento anche minimo; è la prima volta nella stagione e ciò è la dimostrazione più lampante che, dopo tanti esperimenti, il Milan ha trovato la sua identità e, da questo momento in poi, i cambi saranno più limitati e solo in caso di necessità; ovviamente spiace per gli esclusi di turno (tipo Inzaghi), ma squadra che funziona non si tocca, anche se contro il Real non ha vinto, anche perchè Borriello in questo momento è molto più funzionale al progetto di gioco che Leonardo ha in mente e non importa se è alla terza partita consecutiva da titolare in pochi giorni dopo una lunga assenza, tanto poi c'è la sosta e, di conseguenza, la possibilità di rifiatare.



Nel primo tempo il Milan lascia sfogare la Lazio senza soffrire più di tanto, poi la colpisce alla prima occasione buona e poi subito alla seconda mettendola al tappeto senza nemmeno accorgersene. I due cross di Pirlo e Ronaldinho sono due cioccolatini che Thiago Silva e Pato si gustano trasformandoli in altrettanti gol e da quel momento in poi la partita sembra già chiusa e la forte pioggia e la grandine sono sicuramente più fastidiose di una Lazio colpita nel morale e incapace di reagire. Lo spicchio rossonero di stadio canta soddisfatto e rilassato e pochi temono una beffa stile Napoli, perchè la Lazio è inoffensiva e il Milan controlla bene la situazione, abbassando il ritmo e mantenendo un tranquillo possesso palla. L'unico che mette un po' in difficoltà i rossoneri è Zarate, che corre molto e ci prova da tutte le posizioni, ma un po' per il suo proverbiale egoismo, un po' perchè non viene assecondato dai compagni, nemmeno lui riesce a concludere molto e così il primo tempo si chiude con un tranquillo 2-0 per i rossoneri e la sfida sembra già archiviata.

Non cambia molto il copione all'inizio della ripresa, nonostante l'ingresso della "bestia nera" del Milan, cioè Cruz, che tante volte ha castigato i rossoneri nei derby. La partita è lenta e sonnacchiosa, ma il calcio è strano proprio perchè un episodio improvviso può cambiare scenari e prospettive e, allora, ecco che un tiro non molto pericoloso di Zarate, sbatte sul piede di Thiago Silva e si trasforma nel più involontario e beffardo degli autogol, che macchia solo un po' un'altra prestazione sontuosa del centrale brasiliano. Da quel momento in poi inizia un'altra partita, con la Lazio improvvisamente rivitalizzata dal gol ormai insperato e il Milan un po' intimorito e anche in calo atletico, cosa un po' strana visto che i rossoneri hanno giocato mercoledì sera a Milano, mentre i biancazzurri hanno giocato la sera dopo in Spagna e doverbbero essere più stanchi e affaticati. Sta di fatto che improvvisamente aleggiano gli spettri di Napoli e per Dida arriva qualche occasione per mettersi in mostra e il ritrovato portiere brasiliano non se la lascia scappare. Leonardo intuisce la sofferenza dei suoi e immette forze fresche: Inzaghi al posto dello stanco Borriello (meno positivo del solito) e Flamini al posto di Seedorf, passando ad un più prudente 4-4-3 classico e coprendosi maggiormente. Il Milan potrebbe chiudere la partita con una splendida conclusione dalla distanza di Flamini e, poco dopo, con Pato, ma Muslera è strepitoso e tiene in partita i suoi fino alla fine. Leonardo spezza il ritmo inserendo anche Abate al posto di Ronaldinho e la sofferenza termina ufficialmente solo al triplice fischio di Damato, ma soffrire è bello quando tutto finisce bene.

E così il Milan va alla sosta terzo in classifica, dopo aver superato anche la Sampdoria, è a due punti dalla Juventus e, per i più ottimisti che sognano traguardi per il momento impossibili, recupera due punti all'Inter. In ottobre avevamo detto che tra le due soste i rossoneri erano attesi da un ciclo terribile di sette incontri tutti insidiosi e difficili; il bilancio è di cinque vittorie e due pareggi e, forse, senza il "suicidio" collettivo di Napoli e se l'arbitro avesse convalidato (come era giusto) il gol di Pato mercoledì scorso contro il Real, magari ora staremmo parlando di un esaltante settebello che poteva rendere davvero splendido questo periodo. Siccome, però, con i se e con i ma non si va da nessuna parte, accontentiamoci di questo bilancio comunque molto lusinghiero di quattro vittorie in cinque partite di campionato e di quattro punti su sei strappati nientemeno che al Real Madrid, che in agosto, al momento del sorteggio, sembrava irraggiungibile e inarrivabile. Soprattutto, però, diamo i giusti meriti a questa squadra che sa ottenere i risultati in tutti i modi: con la grinta e la determinazione, con il bel gioco, con rimonte furiose o partenze fulminanti e, perchè, no anche usando la testa per gestire i momenti poco brillanti, come successo a Roma. In altri tempi forse il Milan non avrebbe strappato i tre punti con una simile prestazione e ciò dimostra che la squadra è cresciuta e maturata e ora è anche consapevole della sua forza e delle sue doti. Un mese fa eravamo sull'orlo del precipizio, ora siamo tornati a rivedere la vetta e ad ambire di raggiungerla, anche se sarà molto molto difficile, ma sognare non costa niente e con questo BrasilMilan che sa usare la testa è anche più facile!

per Milannews.it

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