Giusti, ag. Hottor: "Ha la testa giusta. Adiyiah? E' giovane, ma fortissimo"
Francesco Somma
Il calcio africano è in crescita costante, come dimostra la vittoria ai Mondiali Under 20 del Ghana. Abbiamo chiesto a Leonardo Giusti, esperto di calcio africano e procuratore, tra gli altri, di Mudingay, Barusso e Hottor, di raccontare, in esclusiva per ilsussidiario.net, il gioiello della Triestina in orbita Milan e i progressi di un continente che fornisce sempre più giocatori ai campionati maggiori.
La vittoria del Ghana nei Mondiali Under 20 ha suscitato particolare interesse soprattutto nei grandi club europei, alla ricerca dei nuovi talenti africani...
Dal punto di vista strutturale, quali sono le carenze evidenti del calcio africano?
Ci sono i club importanti, come Feyenoord, Bayern Monaco, Red Bull Salisburgo, che giù hanno le loro succursali, con degli istruttori, che insegnano calcio dalla a alla z calcio. In altre parti d'Europa sono molto all'avanguardia rispetto a noi.
Come mai le grandi squadre italiane si accorgono di questi talenti africani solo dopo che sono passati per altre società minori?
Oggi l'africano non ha un bella reputazione in Italia, vedi il caso Martins, o l'etichetta che hanno attaccato a Balotelli. Invece penso che Mario sia un ragazzo buono, docile, solo che è nero e ha addosso l'invidia di tutti perchè a 18 anni è uno dei giocatori più importanti d'Italia. Invece in altre parti del mondo li collolano, li preservano... Dobbiamo avere un'altra mentalità.
Il Milan ha acquistato Adiyiah, attaccante ghanese, Pallone d'Oro negli ultimi Mondiali Under 20. Si dice un gran bene di lui...
Adiyiah in campo ha dimostrato di essere un giocatore importantissimo, fortissimo. Io spero lui possa diventare uno dei più forti al mondo, vorrebbe dire che il Milan ha fatto un grande investimento, ma bisogna vedere che impatto avrà con l'Italia, perchè arriva dall'Africa, da una situazione di povertà e viene qui da noi a firmare un contratto importante. E' un ragazzino di 18 anni e non si sa dove la testa lo possa portare. Io vado giù due volte al mese, e mi accorgo che il gap è importante, qualche ragazzo percepisce subito la cultura italiana, altri no.
Ci racconti di Hottor...
E' arrivato in Italia dopo aver visto il sacrificio e toccato la povertà con mano, perché ha una famiglia composta da 3 fratelli oltre a lui. Sua mamma da sola, senza un marito che è morto, con uno stipendio da impiegata comunale, ha mantenuto quattro figli, una persona splendida, un esempio per tutti. Hottor, quando è venuto in Italia, si è presentato e si è messo subito a disposizione è un ragazzo molto serio ed educato, molto pulito, e nel giro di tre mesi sapeva scrivere i messaggi in italiano con il telefonino. Basta sentire i suoi compagni a Trieste, vi possono dire solo cose positive sul ragazzo, va a scuola, ha i migliori voti. Lui è arrivato con la testa giusta.
Non è un caso che su Hottor ci sono grandi squadre come il Milan, Barcellona, Inter e tanti altri club europei...
Certo, ma c'è anche il Napoli che ha rilanciato, anche perché al momento non abbiamo un accordo con il Milan. La società rossonera ha trovato un accordo con la Triestina e noi siamo ben fieri e contenti di questo, ma dovranno parlare anche con me che rappresento il ragazzo e prenderemo in considerazione l'offerta. Noi saremmo felici di approdare a Milano.
Qualcuno ha definito Hottor come un nuovo Ambrosini per le caratteristiche tecniche-tattiche.
Io mi auguro che faccia anche solo il 50% della carriera di Ambrosini perché è una grandissimo giocatore. I giudizi tecnici li lascio fare ad altri.
Ci sono altri talenti africani oltre a quelli già visti nei Mondiali Under 20?
Ci sono due giovani molto interessanti nella Primavera del Genoa, sono due ghanesi, il primo è il centrocampista Cofie Isaac, classe 91', e l'altro è l'attaccante Boakye Yiadom Richmond, che è addirittura un classe 93', da febbraio a giugno dello scorso anno ha segnato 8 gol con la Primavera. Hanno e vinto la finale di Coppa Italia Genoa-Roma, due a zero al ritorno, ed hanno segnato entrambi. Hanno giocato la Supercoppa contro il Palermo, con l'attaccante che si è procurato il rigore, con la partita finita uno ad uno e vinta ai rigori dal Genoa. Entrambi sono giocatori importanti e miei assistiti.


