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Per l'impresa di Madrid servono i leader

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Emiliano Cuppone
per Milannews.it
lunedì 10 marzo 2014, 20:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
10.03.2014 20:00Primo Piano
Insidefoto/Image Sport
Insidefoto/Image Sport

Il Milan torna a respirare l’aria d’Europa, quella che da sempre gli è più congeniale. Il diavolo arriva in Spagna per cercare l’impresa. Con il sorprendente Atletico Madrid di Simeone non sarà una gara semplice, i colchoneros hanno già dimostrato di essere armata pressoché inarrestabile fra le mura amiche, per questo ci vorrà il miglior Milan per provare a ribaltare il risultato dell’andata (quando il miglior diavolo della stagione uscì con una sconfitta).
Sarà una notte in cui a farla da padrone sarà il carattere, in cui per provare a sovvertire i pronostici ci vorrà una prova sugli scudi dei giocatori di Seedorf, in cui serviranno leader veri, capaci di trascinare la squadra rossonera verso il trionfo.

Quando si parla di leader viene subito in mente l’immagine di Ricardo Kakà, l’ultimo capace di trascinare quasi da solo il diavolo alla vittoria della Champions nel lontano 2007. Il 22 sarà chiamato a fare gli straordinari e riscattare qualche prestazione opaca, connotata da un’inusuale imprecisione, figlia della stanchezza presumibilmente, con la speranza che il riposo di Udine possa giovargli.
Gli occhi della critica e dei tifosi, come sempre, si poseranno su Mario Balotelli. SuperMario ancora una volta sarà messo sotto la lente d’ingrandimento e da lui ci si attende che sappia fare la differenza in una sfida dal peso specifico unico. Il bad boy rossonero proverà ancora una volta a zittire il pubblico avversario e chi non gli perdona nulla, dovrà dimostrare finalmente di essere trascinatore vero, mettendo la sua immensa classe al servizio della squadra.
Adel Taarabt è l’ultimo arrivato, nessuno l’ha investito di chissà quale responsabilità, ma il franco-marocchino si è preso la scena a suon di prestazioni impressionanti, segnalandosi come il più in forma fra i suoi. Al Vicente Calderon potremmo scoprire se l’ex Fulham ha le stigmate del campione, se ha le qualità innate del leader, confermando tutta la personalità mostrata sin qui in rossonero.

Occhi puntati anche sul centrocampo e sulla possibile coppia De Jong-Essien, duo di esperienza e carisma. L’olandese trascina la mediana del Milan da inizio stagione, lavorando sporco fra le linee, recuperando vagonate di palloni, senza tirare mai indietro la gamba. Il ghanese ha giocato alla grandissima nella gara d’andata, la forma migliore è ancora lontana, ma i progressi sono evidenti, per di più è uno che questa competizione l’ha vinta e conosce bene il peso delle gare da dentro o fuori. Una coppia navigata e dalla personalità innegabile, grinta e blasone agli ordini di mister Seedorf.
Ecco per l’appunto, quando si parla di leader la mente vola subito al nome di mister 4 Champions League con 3 maglie diverse, del signor 8 titoli internazionali, dell’uomo dai gol pesanti che ha sempre saputo accendersi ed illuminare la scena  nelle sfide dal peso specifico elevato: Clarence Seedorf. In una gara come questa, quando servono condottieri fieri e capaci di cambiare le sorti di una gara, al di là degli uomini in campo, la presenza di uno sportivo di questo spessore fa ben sperare.

per Milannews.it

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