La predica di Raiola, il pronostico di Berti e la politica dei piccoli passi
Fabrizio Tomasello
Tutto in 8 giorni. L’arco temporale che normalmente caratterizza il preavviso in caso di dimissioni o licenziamento, per il Milan di Montella rappresenta il bivio stagionale. Dopo aver conquistato 5 punti in sei partite, i prossimi 8 giorni potrebbero rivelarsi decisivi nella corsa per l’Europa: oggi la Sampdoria a San Siro, mercoledì il recupero a Bologna e lunedì sera la trasferta all’Olimpico contro la Lazio. Un ribaltamento netto del deprimente trend delle ultime giornate (servirebbero almeno due vittorie e un pareggio) garantirebbe un’impennata rossonera nel borsino del campionato. In caso contrario rischia di materializzarsi all’orizzonte una seconda parte di stagione in netto ribasso rispetto ad un inizio pirotecnico e probabilmente illusorio.
A questo proposito, giusto per scuotere l’ambiente, provo a riesumare una nefasta previsione di Nicolino Berti, in data 27 novembre 2016. Quel giorno il Milan veleggiava al secondo posto in classifica con 29 punti, ad appena 4 punti dalla Juventus capoclassifica e con 11 punti di vantaggio sulla malmessa Inter di quel periodo. Il pronostico di Berti fu tanto azzardato quanto improbabile: «Pioli svolterà e ad aprile saremo terzi davanti al Milan». Comprensibile la reazione dal fronte rossonero, stupore all’inizio, poi risate beffarde, dall’alto di quei punti di vantaggio che sembravano un patrimonio inattaccabile. Ai nerazzurri, purtroppo, è bastato molto meno per sopravanzare il Milan, anche senza aver raggiunto il terzo posto. Adesso però il Milan, seppur con 5 punti da recuperare, ha la possibilità di rimettere il muso avanti, approfittando del doppio turno contro Sampdoria e Bologna e della trasferta tutt’altro che agevole dell’Inter a Torino contro la Juventus. Potrebbe sembrare provinciale fare la corsa sui dirimpettai di Navigli, ma mai come quest’anno la sfida tra Inter e Milan deciderà il futuro europeo dei due club.
Superfluo sottolineare il momento tutt’altro che positivo dei rossoneri. La batosta multipla di Udine - tre punti persi, oltre ai gravi infortuni di Bonaventura e De Sciglio - ha lasciato in dote un comprensibile scoramento su cui mister Montella ha lavorato in settimana, con i risultati che vedremo già alle 12.30 contro la Sampdoria.
Per concludere un po’ di considerazioni sparse sugli eventi della settimana.
Preoccupa la situazione di Carlos Bacca. Dopo la sconfitta contro l'Udinese, hanno fatto rumore le parole di mister Montella sul colombiano, ancora una volta ben al di sotto delle sue potenzialità contro i friulani: «Noi giochiamo in un modo, lui in un altro, dobbiamo fare tutti qualcosa di più per aumentare il feeling, altrimenti è un problema». Una certificazione di quello che era sotto gli occhi di tutti, ma ascoltarlo direttamente dall’allenatore del Milan ha riportato a galla le discutibili scelte estive di mercato, quando si sarebbe dovuto fare il possibile per cedere l’attaccante e soddisfare le richieste di Montella. Ora Bacca sarà chiamato a smentire tutti, compreso il suo allenatore, con una bella tripletta alla Sampdoria.
Il percorso di crescita di un calciatore è spesso lungo, complicato e tortuoso. È un assunto basilare nella storia del calcio, eppure al Milan negli ultimi mesi qualcuno sta provando a mettere in discussione questa teoria: parliamo dei due enfant prodige del football rossonero, Donnarumma e Locatelli, arrivati a stupire il mondo grazie a sicurezza, tranquillità e talento, tutto esagerato rispetto alla loro giovanissima età. Tanto che sono bastati un paio di errori sul campo dei due ragazzi - considerati evidentemente infallibili - per destabilizzare opinione pubblica e i tifosi. In quello che sembra essere diventato il tema del giorno, “Il Milan dei giovani: istruzioni per l’uso”, mi piace sottolineare una frase del grande ex Giovanni Galli: «Ragazzi così giovani non solo hanno il diritto di sbagliare, hanno il dovere di farlo, perchè solo così il loro percorso di crescita sarà corretto».
Dulcis in fundo Mino Raiola. Dopo tutte le recenti polemiche sul caso Donnarumma (rinnovo in bilico, avances di Juve e Real, richieste multimilionarie etc. etc.), ancora una volta il procuratore italo-olandese ha trovato il modo di guadagnare il titolone: «Lasciate in pace Donnarumma, il ragazzo deve crescere e fare ancora tanta strada». Da quale pulpito viene la predica. Chi è che non perde occasione per gettare benzina sul fuoco con i continui - e inopportuni - riferimenti a Modigliani e al valore di mercato di Gigio? Se davvero l’obiettivo è far crescere il fenomenale portiere rossonero al riparo da polemiche, congetture, illazioni, sarebbe il caso che a dare il buon esempio fosse proprio colui che dovrebbe curarne gli interessi.


