La crisi mette in dubbio un obiettivo che non è mai stato scontato: per l'Europa bisognerà lottare fino alla fine
Matteo Calcagni
Alla vigilia di Milan-Sampdoria, sfida preceduta da due sconfitte consecutive in campionato, Vincenzo Montella ha predicato calma e fiducia, appellandosi alle certezze accumulate dalla sua squadra. Infortuni accantonati in favore di un'iniezione di ottimismo, in vista di una gara importante per risollevare un periodo buio. E in effetti l'Aeroplanino aveva ragione, perché con i blucerchiati, seppur senza illuminare, i rossoneri non hanno affatto demeritato. Un po' sciuponi, senza dubbio, ma la sconfitta è stata una punizione eccessiva, figlia di un momento no che sembra circondare il Diavolo a 360°.
VIETATO DEPRIMERSI - Il tecnico campano ha ribadito gli stessi concetti anche dopo lo scivolone contro i blucerchiati, rimarcando gli aspetti positivi della prova rossonera, senza lasciarsi andare a pessimismi in ottica europea. Mancano ancora tantissime partite e i rossoneri sono in piena corsa, sebbene il ritmo delle ultime settimane stia provocando più di una preoccupazione ad ambiente e tifosi. C'è spazio e tempo per rialzare la testa, ma non per deprimersi, altrimenti il cammino milanista potrebbe davvero ricalcare quelli già vissuti in epoca recente. Per centrare l'Europa League bisognerà lottare fino alla fine.
RISCHIO SEMPRE VIVO - Dopo aver toccato l'Olimpo a Doha, vincendo un trofeo contro la Juventus, il traguardo dell'Europa League appariva quasi scontato, visto quanto dimostrato anche sul piano del gioco. Questo errore di valutazione sta probabilmente influendo con il disagio attuale, dove tre sconfitte di fila appaiono come macigni insormontabili. L'undici di Montella deve tornare presto a volare, ma per farlo servirà consapevolezza e cattiveria, senza timori. Mercoledì, a Bologna, il Milan ha la chance per tornare alla vittoria e riprendere il cammino, quietando almeno parzialmente gli allarmismi. Il rischio di mancare il traguardo c'è, ma è un rischio che c'è sempre stato, anche quando le cose andavano per il verso giusto, senza questa crisi di risultati. Nulla è dovuto, anche il quinto/sesto posto in classifica. Un insegnamento che dovrebbe essere noto a tutti, visto quando accaduto nelle ultime tre stagioni.


