“Forza, Lotta, Vincerai, non ti lasceremo mai!” Montella però ha bisogno della lanterna di Diogene e di un centravanti che faccia gol
Carlo Pellegatti
Ragazzi infiniti! In sei giorni ho vissuto 180 minuti splendidi quanto a pathos, a emozioni, a brividi e a gioie finali. Ho paragonato lo spirito del Milan Montelliano a quello della squadra che lottava, soffriva, vinceva in quei primi anni ottanta, regalando partite indimenticabili sempre accompagnate dall’affetto dei tifosi, affetto riservato a un gruppo che giocava con un totale e meraviglioso attaccamento alla maglia. Non posso sapere, non sono né la Pizia né Tiresia e nemmeno un aruspice, quale sarà il piazzamento finale di un Milan che comunque ha già alzato una Coppa , dopo qualche anno. Un secondo …trofeo però Vincenzo Montella lo ha già vinto. Forse il più difficile, lo deve sapere l’allenatore rossonero, quello di aver riconquistato l’amore dei tifosi, orgogliosi e fieri di vedere giocatori che in campo non si risparmiano, sudano, lottano, giocano sempre al limite delle loro possibilità, mai domi, mai vinti.
Questa è la base sulla quale costruire una squadra più forte e competitiva ,che sarà guidata ancora da Vincenzo Montella, che merita di continuare il suo lavoro tecnico, tattico e psicologico, sempre accompagnato da equilibrio e moderazione. Intanto può contare, oltre che sugli sfortunati Montolivo, Bonaventura e De Sciglio, su due Campioni che diventeranno fuoriclasse. Uno è il formidabile Donnarumma, ormai fra i dieci portieri più forti al mondo, certamente fra i primi tre del Continente. Le più forti squadre spagnole e francesi non schierano infatti un numero uno di questo livello, paragonabile ormai solo a Neuer e Buffon.
L’altro è Suso, che ha realizzato a Roma una rete che ha suscitato certamente l’invidia di Messi e Ronaldo . “Il Cardellino “ sta crescendo in qualità, è delizioso nei suoi gorgheggi, senza dimenticare mai però lo spirito di sacrificio necessario per entrare ,dalla porta principale, nell’Olimpo degli Dei. A Montella ,sabato , prima della conferenza stampa, regalerò una lampada ,quella di Diogene di Sinope, detto il Cinico. Il filosofo vagava per Atene, con una lanterna, alla ricerca dell’uomo. 2300 anni dopo, forse Montella userà il mio dono per cercare, a Milanello, il …centravanti.
E’ ormai chiaro e assodato che il Milan non riesca a ritornare protagonista perché fatica a segnare con le punte, il naturale sbocco offensivo di una squadra spesso devastante nel possesso palla. Serve quest’ultimo capolavoro all’allenatore rossonero, l’ultimo colpo di pennello perché questa stagione regali l’Europa al Milan, magari l’Europa meno nobile , che diventa però regale e affascinante quando arriva la primavera, grazie ai grandi scontri a eliminazione diretta. Non lasciamo la Magna Grecia, e diciamo forte: ”Vincenzo ,trova presto la leva… numero nove, per imitare Archimede! Magari non solleverai il Mondo, ma certo l’Europa”.


