Il conclamato fallimento della difesa a tre ed il ritorno al passato: Gattuso non può fare altrimenti
Matteo Calcagni
Era il 10 settembre quando, dopo il rovinoso 4-1 subito all'Olimpico, Montella decise di passare frettolosamente alla difesa a tre, forse spinto anche dall'opinione pubblica che tanto inneggiava a questa soluzione. A distanza di qualche mese, ed un esonero, il 3-5-2 ed innumerevoli varianti sembra prossimo a finire in soffita. E aggiungiamo che non potrebbe essere altrimenti. Da allora il Milan è riuscito a vincere soltanto quattro volte in campionato, contro SPAL, Udinese, Chievo e Sassuolo, pareggiando in due occasioni e perdendo le restanti cinque. Un bilancio che mal si sposa con un club che aveva ben altre ambizioni ad inizio stagione.
IL FALLIMENTO DI UN MODULO - Dopo il 2-0 subito a Fiume contro il Rijeka, Gattuso è stato chiarissimo: "Abbiamo visto che con la difesa a tre si fa una fatica pazzesca, meglio a quattro. Serve lavorare su questi concetti". I rossoneri non hanno creato quasi nulla in Croazia, riuscendo a fare qualcosa di più solo nel finale, quando l'ex centrocampista rossonero ha disposto i suoi con una retroguardia a quattro. Inevitabile ritornare al passato, nonostante questo significhi buttare al vento mesi di lavoro. Perché il 3-5-2 non ha funzionato? Prima di tutto perché è stato costretto a trasformarsi in 3-4-2-1 per le esigenze di Suso, andando di conseguenza a limare la pericolosità offensiva. Un altro a pagare le conseguenze di questo modulo è stato Kessie, non più libero di agire e di inserirsi come prima. E l'anemia di risultati non ha fatto altro che alimentare la sfiducia, i problemi e le difficoltà di una squadra che sembra ormai smarrita.
SI TORNA AL PASSATO - Il vero problema non nasce a settembre ma in estate, quando dopo l'acquisto di Bonucci il Milan si è convinto di dover reimpostare la rosa per giocare il 3-5-2, senza tenere conto del ruolo di Suso e del numero piuttosto esiguo di laterali puri di centrocampo: perché un conto è schierare Conti, un altro utilizzare dei terzini come esterni. Il 4-3-3 risolverà tutti i guai? Difficile, soprattutto perché lo schieramento resta stiracchiato. Il centrocampo a tre è una coperta cortissima, con Jack e Borini costretti agli straordinari sulla sinistra, mentre in difesa utilizzare due centrali porterebbe Gattuso a lasciarne un gran numero in panchina. Se contro il Bologna giocassero Musacchio e Bonucci, resterebbero fuori contemporaneamente Romagnoli, Zapata, Paletta e Gomez. Eppure in un momento del genere bisogna schierare una squadra che possa far male all'avversario e il 4-3-3, modulo chiave della scorsa stagione, può essere la soluzione giusta, con buona pace della tanto decantata difesa a tre.


