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Perché Fininvest non può più riprendere il Milan. A Berlusconi conviene la ripresa rossonera

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Franco Ordine
per Milannews.it
giovedì 14 dicembre 2017, 00:00Editoriale
autore Franco Ordine
14.12.2017 00:00Editoriale
Stefano Porta/PhotoViews
Stefano Porta/PhotoViews

L’accoglienza di Gigio Donnarumma? È argomento di cronaca legata alla sfida di ieri sera col Verona. Il futuro di Donnarumma? È questione da affrontare tra qualche mese quando tornerà di moda occuparsi di calcio-mercato e del piazzamento raggiunto dal Milan. Allora è forse venuta l’ora di affrontare un tema che è spesso finito nel “pissi pissi bau bau” tra cronisti o nelle chiacchiere informali del management che si occupa del club rossonero passato da Fininvest all’azionista cinese.

Sul punto è opportuno fare un po’ di chiarezza per evitare il viaggio di notizie false e tendenziose. In sequenza ecco le due notizie: 1) Fininvest non ha alcuna voglia e  possibilità finanziaria di tornare a prendersi carico del Milan poiché la scelta di cedere fatta il 13 aprile del 2017 è irreversibile e costituisce un punto fermo che non può essere violentato nemmeno dall’amore che Silvio Berlusconi continua a riversare sulla squadra del cuore; 2) dal punto di vista dell’interesse politico di Silvio Berlusconi, protagonista della prossima campagna elettorale per le politiche in programma a marzo 2018, c’è un solo scenario favorevole. E cioè che il Milan attuale riprenda a far bene in campionato e faccia strada in Europa league risolvendo i problemi con l’Uefa. Evidente il motivo. Perché solo così, in campagna elettorale, i competitor non potrebbero rinfacciargli la frase pronunciata all’atto del closing, cioè aver messo il Milan in buone mani.

Chiariti questi due punti, si può passare al resto e ottenere, com’è stato deciso durante l’ultimo pranzo ad Arcore cui ha partecipato anche Adriano Galliani, da parte di Silvio Berlusconi l’impegno a non parlare più del Milan per evitare che parole, giudizi ed espressioni, magari in privato, possano finire nel frullatore calcistico. Fassone e Mirabelli dal canto loro, con l’ultima scelta, cioè cambiare il consulente legale

Leandro Cantamessa che da oltre 30 anni si occupava con successo e riserbo del club con l’avvocato Grassani, hanno di fatto completato l’operazione di “discontinuità” rispetto alla passata stagione. Da oggi in avanti di qualunque spiffero proveniente dall’interno potranno essere incolpati soltanto i trombettieri di casa Milan. Per dirla tutta, forse è il caso di concentrarsi esclusivamente su squadra e tecnico, mettendo da parte pettegolezzi da cortile che non giovano a nessuno e non aiutano a raggiungere risultati confortanti.

per Milannews.it

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