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Tra campo e politica, settimana disastrosa con una sentenza: il progetto tecnico estivo è ormai prossimo alla bocciatura

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 18 dicembre 2017, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
18.12.2017 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Il giudice del campo ha emanato una sentenza inappellabile, il cui faldone dovrà essere studiato a fondo tra Casa Milan e Milanello: il progetto tecnico estivo è naufragato quasi definitivamente. La sconfitta di ieri con il Verona ha fatto imprecare anche il più ottimista dei milanisti ottimisti, perché quanto visto sul campo del Bentegodi sia a livello di singoli sia di squadra, è stato uno spettacolo raccapricciante. Il Milan si sgonfia alla prima difficoltà e al primo svantaggio. Il gol di Antonio Caracciolo ha indirizzato una partita che, nel primo tempo, aveva fatto vedere un Milan discreto, incapace però di trovare la via del gol e anche di trovare soluzioni offensive dentro l’area di rigore. Se poi anche il tuo uomo di maggior qualità, ossia Suso, ti tradisce per tre volte, allora il patatrac è praticamente scritto. Lo spagnolo, dopo un buon avvio, si è divorato il gol del pareggio per due volte nella medesima azione. Il terzo atto di “tradimento tecnico” avviene quando ormai la partita è bella che andata, con il rosso diretto sventolatogli da Orsato che gli costerà almeno due giornate di squalifica, il che mette ancor più in difficoltà Rino Gattuso.

Ma la sconfitta di Verona, come detto, è una coltellata violenta alla tela dipinta in estate dal duo Fassone-Mirabelli. Nei mesi estivi, i due dirigenti erano convinti di aver fatto le scelte giuste per ridare qualità e prestigio al parco giocatori. Tuttavia, da Kessie a Biglia, da Calhanoglu a Kalinic finendo per André Silva, si può ormai dire che gli errori di valutazione fatti sono stati più di uno. Perché dentro questa squadra c’è chi deve iniziare a capire che non basta un’annata fatta bene in Serie A per poter essere un giocatore DA Milan. Ad oggi, quei profili sopraindicati, sono giocatori DEL Milan, in quanto tesserati per la società di via Aldo Rossi, che ci ha speso sopra una vagonata di milioni di euro per ottenere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti ed il loro valore di mercato, oggettivamente, si è dimezzato. L’ambiente Milan, da anni, è affetto da una malattia che sembra incurabile e che nemmeno il cambio di proprietà è riuscito a mitigare. Alzi la mano chi avrebbe pensato, al 31 agosto dopo la vittoria sul Cagliari, che i rossoneri avrebbero compromesso al 17 di dicembre il campionato. Poi, parlando della singola partita di ieri, gli errori sono stati anche di Gattuso, perché ci ha messo del suo con lo spostamento di Borini terzino e l’esclusione dal primo minuto di Cutrone a favore di un Kalinic abulico e spesso irritante, come nel caso della sostituzione dove è uscito a passo di bradipo.

Spiace dover parlare in questi termini del Milan, ma la sconfitta di Verona ha chiuso un week end terribile, che si era aperto con la nota dell’Uefa in merito alla bocciatura del Voluntary Agreement, che porterà i rossoneri sulla strada del Settlement. Non credo che Fassone fosse all’oscuro delle importanti richieste economiche fatte dal Financial Body relative alle garanzie economiche. Ma il fatto che anche il massimo organismo europeo non abbia fatto mistero di nutrire dubbi sulla stabilità economica degli “azionisti” del Milan, fa riflettere e fa pensare che tutto quello che hanno scritto i vari media nazionali (Corriere della Sera-L’Economia), New York Times e Forbes, forse non sia così del tutto privo di fondamento. Serve ulteriore chiarezza, con il velo di Maya attorno alla proprietà rossonera che dovrà essere eliminato visto che anche le ultime nuove sul rifinanziamento non suonano come campane a festa.

per Milannews.it

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