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Le catene esterne e il loro ruolo fondamentale: ecco come Gattuso sta strutturando parte dell'equilibrio di squadra

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
venerdì 26 gennaio 2018, 18:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
26.01.2018 18:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

All’interno di un processo di produzione, è fondamentale costruire delle catene di montaggio specializzate che sappiano sfornare il prodotto progettato. In una squadra di calcio, più o meno, funziona allo stesso modo e Rino Gattuso ha stabilizzato la sua corsia di destra su un asse ben preciso ovvero quello composto da Calabria, Kessie e Suso. Dopo i continui ribaltamenti di Montella, il Milan ha finalmente trovato una stabilità nei ruoli e nei giocatori, il che ha prodotto – inevitabilmente – gli ultimi risultati positivi della squadra, unitamente ad un netto miglioramento della condizione atletica e della tenuta mentale.

L’ASSE – Con la squalifica di Ricardo Rodriguez, era ed è giusto ipotizzare le due soluzioni a disposizione di Gattuso per sopperire all’assenza dello svizzero contro la Lazio. La prima è quella della rottura della catena di destra, con lo slittamento di Calabria a sinistra e l’inserimento di Abate al suo posto. La seconda, che dovrebbe essere quella più logica, è quella che vedrebbe Antonelli tolto dalla naftalina. Quest’ultima soluzione sarebbe anche quella più logica in tema di piedi di riferimento, visto che Luca è un mancino puro come Rodriguez, mentre Cala – in caso di trasloco – andrebbe a giocare sul piede meno forte, con conseguente rischio di perdere tempi di corsa, di gioco e di calcio.

IN FASE DI RODAGGIO -  Dall’altra parte, stante il periodo di down di Rodriguez, sta crescendo anche l’interscambiabilità di Bonaventura  Calhanoglu. I due, con in un effetto yo-yo, stanno perfezionando il dialogo tecnico, con i piedi e la testa che, in maniera progressiva, stanno parlando sempre più la stessa lingua. Se il turco viene dentro il campo ed il terzino non attacca la fascia, allora è Jack che si butta a fuoco nello spazio creato dall’accentramento di Hakan. Ed è anche capitato, soprattutto a Cagliari, che Bonaventura abbia fatto da specchietto per gli avversari per cercare di far saltare la prima pressione su Calhanoglu, dandogli così più spazio d’iniziativa e di giocata. Le catene laterali, dunque, sono ad un punto di svolta, anche se le 10 partite nei prossimi 38 giorni potranno portare a nuovi incastri. Nella speranza che nulla si inceppi.

per Milannews.it

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