Un week-end da favola che premia le scelte di Gattuso e Lupi. I migliori acquisti invernali? Dominici e Tenderini. Ma guai a fermarsi
Pietro Mazzara
Il Milan che cambia pelle sta mostrando, partita dopo partita, segnali importanti di mutamento. Il lavoro di Rino Gattuso, quello che qualcuno aveva sbeffeggiato frettolosamente, lo sta premiando visto che la sua squadra, per almeno 60 minuti, ha fatto vedere un gran calcio, fatto sia di verticalità sia di trame palla al piede che hanno esaltato la qualità degli interpreti scelti. Il fatto che la squadra non sia più dipendente delle giocate del solo Suso è una medaglia che Rino deve mettersi sul petto, visto che la crescita costante e continua di Hakan Calhanoglu sta permettendo ai giocatori di avere una visione più ampia del campo. Prima, quando il turco era solo una comparsa sbiadita con la 10 sulle spalle, lo schema era semplice: palla a Suso e speriamo in bene. Da un mese pieno, lo spartito è cambiato. Già, perché Calha, da esterno d’attacco, si trova bene e può anche venire indietro a cercarsi il pallone o, addirittura, entrare dentro il campo per toccare con qualità la sfera. Alle sue spalle, come un treno, c’è Jack Bonaventura pronto a buttarsi negli spazi che il turco gli può creare e i due, a livello di dialogo, sono un bell’asse che può produrre situazioni estremamente interessanti.
Se poi anche il resto della ciurma aumenta i battiti del cuore ed i giri del motore, allora la situazione non può che migliorare e i risultati confermano la bontà di non intervenire sul mercato per inserire altri giocatori. Quando sai motivare tutti, ti ritrovi calciatori pronti a subentrare ai titolari o ragazzi che sperano, ogni settimana, di aver convinto Rino a dargli una maglia da titolare. Cutrone, ad esempio, è una delle facce più belle e pulite della rivoluzione gattusiana. Patrick, sabato pomeriggio, era a vedere il derby primavera ed era convinto di non giocare visto che Kalinic si era allenato bene. Poi, lo stop muscolare che ha mandato il croato in panchina, gli ha spalancato le porte della titolarità proprio contro quella Lazio che, all’andata, aveva fatto scatenare su di lui giudizi troppo negativi per esser veri. E lui, seppur con la zampa che di solito si usa per mangiare (anche se in maniera involotaria), ha fatto il gol che ha sbloccato il match. L’altra faccia è quella di Davide Calabria. Anche lui operaio semplice, più dedito al lavoro che ai social, e che adesso è un intoccabile. La sua prova contro la Lazio è stata la più bella da quando è in prima squadra e la sua consapevolezza gli ha permesso di cambiare fascia in un amen e di completare una prestazione sublime.
Calabria, Calhanoglu, Bonucci e Cutrone sembrano essere i migliori acquisti del mese di gennaio, senza dimenticare Kessie e Biglia, in crescita costante ed importante, a dimostrazione che serviva dargli smalto come hanno saputo fare Burno Dominici e Carlo Tenderini, ovvero i due preparatori atletici che hanno preso una squadra a pezzi fisicamente e che, adesso, sta arrivando in forma in un momento cruciale della stagione. Forse sono stati loro i migliori inserimenti, oltre a Gattuso e Riccio, che la società potesse fare in inverno.
Adesso c’è da resettare tutto e pensare a dopodomani, quando la Lazio sarà di nuovo un avversario duro da battere e ricco di nuove insidie. Ma il week-end rossonero era stato segnato, sabato, dalla vittoria della Primavera nel derby dopo quattro anni di digiuno in una maniera rocambolesca, ma che rischia di aver dato una svolta decisiva anche alla stagione della squadra di Lupi.


