Cutrone, Silva, Calabria: io sto con Gattuso
Luca Serafini
Quando si parla di giovani, vale tutto e il contrario di tutto. Quante volte, nel passato più o meno recente, abbiamo preso nota dell’ironia strisciante circa la gestione del Milan di Cristante, Darmian, Petagna, Verdi, lo stesso Aubameyang. La lista sarebbe ancora più lunga, molto più lunga. Nessuno di questi 4 italiani, in questi anni, avrebbe mai spostato di un centimetro le sorti rossonere, forse solo la cessione del terzino fu un tantino frettolosa. Su Aubameyang il discorso sarebbe lungo, si può abbreviare andando a vedere quali fossero gli attaccanti alla sua epoca milanista… Eppure ad ogni loro prodezza, il discorso torna puntualmente di attualità. Tempo fa ero personalmente convinto che le punte del Milan oggi sarebbero state ancora Pato ed El Shaarawy. Purtroppo la loro testa non è quella di professionisti che – con meno talento – hanno lasciato tracce importanti nella storia del calcio. Sui giovani è facile avere torto o ragione, tanto più a posteriori.
La cosa importante è che quelli dotati abbiano una chance. L’hanno avuta di recente Pasalic, De Sciglio, Saponara, Bertolacci, Niang, dico i primi che mi vengono in mente. Non l’hanno sfruttata. Lo stesso Suso è dovuto passare attraverso un prestito al Genoa, prima di esplodere definitivamente in un club con storia e connotati complicati per uno sbarbato. Va dato loro un po’ di tempo, ma quelli che ho citato lo hanno malamente sprecato.
Oggi questa chance ce l’hanno Calabria, Cutrone, André Silva, lo stesso Chalanoglu. Il terzino contro la Lazio è stato osannato come fosse Tassotti, contro l’Udinese lapidato come l’ultimo dei ronzini. Andrè Silva è capocannoniere in Europa League e tra i cannonieri delle Qualificazioni Mondiali con il Portogallo campione d’Europa in carica. Cutrone ha segnato 17 reti in questa stagione tra Milan e Under in tutte le manifestazioni. Chalanoglu sta superando un duro periodo di ambientamento: duro perché non era in perfette condizioni e perché certamente la squadra non aiutava né i giovani né i vecchi, ne tutti si aiutavano tra loro.
Gattuso sta facendo un’opera molto oculata e responsabile di valorizzazione, recupero, lancio o rilancio, con i giovani e i veterani. Sono alle porte le 3 partite decisive della stagione: il retour-match di Coppa Italia con la Lazio e le 2 sfide di Europa League. Oltre a scontri determinanti per una rimonta in campionato contro Sampdoria, Roma e Inter. Giusto e normale che l’allenatore dia spazio, tempo e fiducia a tutti. Come è giusto e normale che questi provino a sfruttare le occasioni, mettendoci l’anima. Ecco perché, su questo tema, sto con Ringhio. Faccia lui, con saggezza e con amore. Chi di loro ha capito cos’è il Milan, quale sia la strada per arrivare in alto, quanto impegno sia richiesto per raggiungere traguardi e obiettivi e ambiziosi, sarà un titolare del futuro. Gli altri vadano pure a fare compagnia a chi non ha lasciato rimpianto alcuno. Nemmeno postumo, vi garantisco.


