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Milan, la fase offensiva non... offende un granché: non è un flop, ma poco ci manca

autore
Salvatore Trovato
per Milannews.it
domenica 27 marzo 2016, 18:00Primo Piano
autore Salvatore Trovato
27.03.2016 18:00Primo Piano
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Non è un flop, ma neanche un belvedere. Diciamo che i numeri non sono particolarmente esaltanti. È un problema di impatto e incisività. Il Milan, statistiche alla mano, non è una macchina da gol, per buona pace del Cavaliere, che ha sempre fatto del bel giuoco una questione di vita o... esonero. 40 reti realizzate in campionato, come i cugini, ben ventidue in meno di Napoli e Roma (62), alle spalle di Fiorentina (50) e Juve (55). Anche la Samp, 15esima in classifica, ha fatto meglio dei rossoneri, con 43 centri a referto.

PUNTE... SPUNTATE - Insomma, l’attacco del Milan non è un’eccellenza tutta italiana. Anche perché i bomber scarseggiano. Carlos Bacca, con 14 gol (Coppa Italia esclusa), guarda tutti dall’alto in basso. Gli altri, a cominciare da M’Baye Niang (5 reti) e Luiz Adriano (3), sono distanti anni luce dal cecchino colombiano. Poi ci sono Mario Balotelli (a segno una sola volta, fra l’altro su calcio piazzato) e Jeremy Menez, quest’ultimo ancora a secco in Serie A. Anche Giacomo "Jack" Bonaventura, professione esterno-mediano-trequartista, ha fatto meglio dei sopracitati centravanti, con 6 palloni depositati in fondo al sacco.

SENZA IDEE - Il gioco latita e i singoli stentano: una miscela implosiva, che ha di fatto limitato il Milan nel corso della stagione. La squadra fa fatica a imporre ritmo e imprevedibilità alla manovra, giocando spesso in orizzontale. È una sorta di problema strutturale dalla cintola in su: in campo mancano geometrie, idee e interpreti di spessore in grado di dare del tu al pallone. Insomma, il solo Bacca, nonostante la sua innata capacità di fare centro al primo tiro nello specchio, non basta: la fase offensiva avrebbe bisogno di essere più... offensiva.

per Milannews.it

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