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Rivoluzione o non rivoluzione, dipende tutto da novanta (o più) minuti

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
lunedì 28 marzo 2016, 14:01Primo Piano
autore Matteo Calcagni
28.03.2016 14:01Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Una Coppa Italia per la riconferma, una Coppa Italia che passa da una finale ai limiti della storica impresa. Sinisa Mihajlovic, dopo le ultime frasi di Silvio Berlusconi, sa di giocarsi le possibilità di permanenza nella serata del 21 maggio. Nulla di strano, i destini di tanti allenatori sono stati decisi dopo finali vinte o perse, ma il paradosso è la tempistica, l'anticipo di una decisione comunque netta. In novanta (o più) minuti può succedere di tutto: il Milan potrebbe perdere immeritatamente ai rigori o vincere per un colpo di fortuna con una deviazione vincente. In questi casi come si comporterebbe il presidente rossonero? Difficile a dirsi, ma le variabili che possono influenzare una singola gara non dovrebbero influire sul destino di un tecnico.

DESTINO IN NOVANTA MINUTI - Se il Milan dovesse vincere il trofeo, e il tecnico serbo venisse di conseguenza riconfermato, significherebbe che la società rossonera avrebbe fiducia in lui per il futuro. Viceversa, qualora arrivasse una sconfitta, si ragionerebbe all'opposto. Il futuro prossimo dei rossoneri, quindi, si modificherà in base agli avvenimenti di una singola partita, e non su un percorso di un anno che ha comunque portato ad una crescita visibile del metodo di lavoro e della coesione del gruppo. Fatto sta che, se a fine stagione le strade si separeranno, il Milan dovrà avviarsi verso l'ennesima rivoluzione.

UN'ALTRA RIVOLUZIONE - Un nuovo tecnico implicherebbe un nuovo approccio al campo e agli allenamenti, un nuovo modulo, una nuova concezione di calcio. Un nuovo tecnico significherebbe ripartire nuovamente da zero, sperando che una guida tecnica possa risollevare le sorti di una squadra che vivacchia nel limbo della mediocrità da tempo immemore. Pensieri legittimi da parte di una proprietà che vorrebbe vedere un Milan sempre vincente e dominatore, ma comunque distaccati da quella che è la realtà dei fatti. Senza modifiche nette su diversi piani difficilmente il Diavolo potrà rialzarsi, a prescindere dal nome che, eventualmente, andrà a rimpiazzare Sinisa Mihajlovic.

per Milannews.it

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