Menez prova a fare un passo indietro ma l'orgoglio continua ad emergere
Matteo Calcagni
Tra Verona e San Siro, nel match contro la Lazio, è scoppiato il "caso" Jeremy Menez, con il francese che non si è mostrato felicissimo per la sostituzione al Bentegodi (e fin qui si potrebbe anche soprassedere) e poi è subentrato malvolentieri nel finale della sfida ai biancocelesti. L'episodio non è piaciuto né alla panchina né ai compagni di squadra, con evidenti rimbrotti a fine gara rivolti al giocatore francese.
LE PAROLE - Intervistato da RMC, l'attaccante transalpino ha provato ad abbassare il tiro, mostrando però il consueto orgoglio: "Il mio rapporto con Mihajlovic è normale. Lui è un bravo allenatore, io faccio il giocatore. Lui è responsabile delle scelte per il bene della squadra e io devo rispettarle. Ora mi sento bene, non ho più dolore alla schiena e vorrei giocare di più da qui al termine della stagione per aiutare la squadra a qualificarsi all'Europa League e tornare in buone condizioni fisiche per esprimermi ad alto livello" . Emerge la stima nei confronti del tecnico serbo ma anche il desiderio di giocare più minuti, ambizione legittima che tuttavia non deve sfociare in certi episodi.
NECESSITA' - Con l'infortunio di M'Baye Niang, recuperabile al massimo per la finale di Coppa Italia, Mihajlovic dovrà fare di necessità virtù, cercando di trovare l'assetto giusto con gli attaccanti attualmente a disposizione. La coppia che sembra funzionare di più è quella composta da Bacca e Luiz Adriano, ma è impensabile che da qui alla fine Sinisa possa fare affidamento esclusivamente su questi due. Menez potrebbe essere un'ottima alternativa, a patto che entri in campo con umiltà e voglia, senza approcciare come contro la Lazio.


