Lo stallo della panchina Milan: tra le pressioni del Sassuolo e la finale di Coppa Italia
Matteo Calcagni
Il Milan, Di Francesco, Mihajlovic e la finale di Coppa Italia. La panchina rossonera, in bilico perenne ormai da eoni, potrebbe essere oggetto di un nuovo ribaltone, tempistiche permettendo. E' ormai noto che, tra i vari papabili, il tecnico del Sassuolo rappresenta il profilo più apprezzato in via Aldo Rossi. L'allenatore abruzzese è però legato agli emiliani che, leggitimamente, non sembrano affatto disposti a rinunciarci in vista del futuro. Sicuramente in casa neroverde non aspetteranno fine maggio per risolvere la questione allenatore, motivo per cui il Diavolo dovrà anticipare la scelta di diverse settimane.
STALLO MILAN - La finale di Coppa Italia, indicata da Berlusconi come obiettivo da centrare per la conferma di Mihajlovic, potrebbe essere (a priori) la "salvezza" del tecnico serbo. Il Milan non può esonerare il suo allenatore prima di quella data, vista la posta in ballo, ma allo stesso tempo non può bloccare Di Francesco fino al 21 maggio. Il Sassuolo non aspetterà l'esito della gara dell'Olimpico e probabilmente anche lo stesso tecnico neroverde. I rossoneri quindi si trovano in una sorta di stallo, non potendo mollare Sinisa anzitempo considerando la posta in gioco.
LUCIDITA' NEI GIUDIZI - Gli ultimi risultati negativi hanno appannato quanto accaduto negli scorsi mesi, ma non va dimenticato quanto profuso (ed ottenuto) da Mihajlovic in questo 2016: vittorie importanti, equilibrio di gruppo, elogi su tutti i fronti. Gli infortuni di Niang, Montolivo e Kucka hanno minato le certezze di una squadra che, come si ripete ormai da tempo, non dispone delle alternative giuste. Honda e Bonaventura, mai rimpiazzabili, sono calati fisiologicamente, contribuendo loro malgrado alle difficoltà attuali. Il nativo di Vukovar con adeguati ricambi avrebbe potuto mantenere il ritmo, ma ora come ora sarebbe complicato aspettarsi un super Milan. Per questa, e tante altre ragioni, una sua conferma non sarebbe poi così "drammatica", a prescindere da ciò che accadrà a Roma il 21 maggio.


