LIVE MN - Brocchi: "Se non dovessero andare bene le cose avrò l'umiltà di riconoscerlo. Ho sentito Sinisa, è un signore"
Thomas Rolfi
- termina qui la conferenza di presentazione di Cristian Brocchi.
Sul trequartista Bonaventura e seconda scelta Honda: "Abbiamo dei giocatori ideali per fare quel ruolo e questi sono due di quelli che possono farlo. Dipenderà da quanta interpretazione del ruolo riusciranno a dare alla squadra".
Sul 4-3-1-2 come mai non ha funzionato: "Non posso andare indietro nel tempo. Posso però dire che a me piacerebbe giocare con questo sistema di gioco o allargare i tre davanti in un 4-3-3".
Sui pochi giovani nei campionati maggiori: "E' tanti anni che si parla di inserire i giovani italiani nelle varie squadre, però poi all'atto pratico ce ne sono veramente pochi. Penso che bisognerebbe cercare di valorizzare il campionato della Primavera e arrivare un giorno a fare le seconde squadre. Questo potrebbe portare tanti risultati per i club, la Nazionale e i singoli giocatori".
Su che tipo di testimonianza porterà rispetto allo spogliatoio con Ancelotti e cosa manca a questo spogliatoio: "Cosa manca non te lo posso ancora dire perchè ci sono entrato ieri per la prima volta. Quello che cercherò di portare è la serenità che riusciva a trasmettere a tutti i noi giocatori e riuscire ad ottenere sempre il 100% dai giocatori. Aveva instaurato un rapporto di amicizia con noi. La speranza è riuscire a farmi voler bene dai miei giocatori come riusciva Ancelotti".
Se è affascinato dalla sfida Balotelli: "Mi affascina e mi stimola come l'occasione che ho. La speranza è che la squadra riesca a mettere nelle condizioni ideali il singolo. Balotelli è uno di questi, è un giocatore che mi piace molto e se dovesse riuscire a giocare come ha giocato l'ultima volta (ma io penso possa fare di più), allora sarà sicuramente importante per la squadra. Anche all'interno della squadra tanti si giocano tanto e una riconferma. Non mi riferisco solo a Mario. Ho visto negli occhi di Mario e di altri ragazzi la voglia di fare un finale di stagione di un certo livello".
Su come pensa di sostituirsi a Mihajlovic: "Intanto forse un'esperienza passata che ho avuto da calciatore può aiutarmi in questo. Ho avuto un rapporto veramente forte con Sinisa, mi sono sentito anche ieri con lui. E' stato un signore come è sempre stato. Non è volontà mia eliminare dalla testa dei giocatori il rapporto che c'era con lui, ma logicamente da ieri devo per forza creare un legame forte anche io con tutti i componenti della rosa che mi porti ad ottenere qualcosa di bello e importante".
Sul confronto con Capello: "Magari andasse come con Capello (sorride, ndr)".
Se lo spaventa l'invadenza di Berlusconi: "Sappiate una cosa: non mi offendo e mai mi offenderò quando mi chiederete cose di questo genere. Non è una questione di Yes Man ma di rispetto. Ho sempre rispettato i miei superiori in tutta la mia vita. La condivisione delle idee è fondamentale. Io penso che parte della crescita sia dovuta al confronto con altre persone. Il rapporto che ho con il presidente è questo: ho un rapporto di scambi di vedute e sarà così anche con il dottor Galliani e con tutte le persone di Milanello. Da tutti c'è da apprendere".
Se sarà un Milan aggressivo e che farà il possesso palla: "Assolutamente sì, fa parte del mio credo e sarà una richiesta che io farò. L'obiettivo deve essere quello di avere una mentalità offensiva e tenere il più possibile il pallone per trovare la giocata giusto. Normale che per fare questo ci vuole una condivisione da parte di tutta la squadra".
Se si sente che è la chiusra del cerchio: "Lo sarà se l'anno prossimo mi sarò conquistato il diritto di poter allenare ancora la prima squadra del Milan. A quel punto sarebbe amplificato tutto quello che ci sta sotto. Perchè avere un allenatore che conosce il modello Milan del settore giovanile anche in prima squadra potrebbe essere un vantaggio. Se ci riusciremo sarà più facile portare più giovani dalla Primavera alla prima squadra".
Sul modello che ha e sul poco tempo che ha: "Intanto nella mia carriera ho avuto la fortuna di essere stato allenato da ottimi allenatori. E' normale che mi hanno dato, per caratteristiche diverse, sono stati Prandelli e Carlo Ancelotti. Per diverse motivazioni mi hanno lasciato dentro qualcosa che mi ritrovo adesso da allenatore e che mi aiuterà e mi ha aiutato. Dal punto di vista del poco tempo, è sicuramente un rischio molto più alto che partire dall'inizio. Allo stesso tempo questa è la situazione e a questo bisogna far fronte".
Se possono salire dei giocatori della Primavera: "Le partite sono poche e penso che di giocatori che arrivano dalla Primavera ne abbiamo già qualcuno in rosa. Locatelli è pronto per giocare dopo un periodo in cui giustamente è stato fatto ambientare sotto tanti punti di vista, perchè il gap tra Primavera e prima squadra è ampio. Se poi dovesse esserci l'opportunità ci sono altri giovani che possono fare bene".
Se sente diffidenza nei suoi confronti: "Io sono serenissimo, ma so benissimo che questa esiste. Lo so, lo posso anche capire, ma al tempo stesso cosa devo fare: mi devo fermare perchè tante persone pensano che non sia la scelta giusta? Assolutamente no. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Non ho mai cercato aiuti o sponsorizzazioni. Tanti di voi lo sanno che non l'ho mai fatto. Sono sempre stato me stesso da allenatore così come da giocatore. Non penso di essere nè il più bravo nè il più scarso"
Sull'emozione quando è stato scelto e su quella che proverà domenica sera: "Ho avuto una grandissima serenità, perchè sinceramente è stata vissuta più volte sta situazione in cui tutti mi chiedevano di questa cosa. E' normale che quando ho avuto la comunicazione ufficiale un'emozione in me c'è stata. Per me quest'anno è il 20 anno di Milan tra settore giovanile, prima squadra e allenatore. Trovarmi in questo momento da allenatore della prima squadra nel club che mi ha fatto crescere e dato tutto per me è la cosa più bella del mondo. Sono qui pronto a mettermi in gioco con la speranza e il sogno di poter essere qua anche la prossima stagione".
Sul lavoro di squadra: "La cosa più importante è dare sicurezza ai giocatori che in alcuni momenti della partita possono andare in difficoltà. In questi momenti il fatto di consocere che tipo si vuole fare, che tipo di posizione in campo può avere la squadra può aiutare che il giocatore vada meno in difficoltà".
Sul linguaggio da usare rispetto che con i giovani: "E' proprio questa la chiave. Riuscire a far capire a ogni singolo giocatore che quello che propongo in ogni allenamento ha il fine di arrivare a fare ciò che chiedo in partita. Quando riuscirò a far capire loro che non c'è una esercitazione che non si possa ritrovare poi in gara. Quando troveranno dei giovamenti durante la partita probabilmente cominceranno a crederci di più. La conoscenza della squadra sono convinto sia fondamentale per la riuscita di una partita".
Su come è nato e cresciuto il rapporto con Berlusconi: "Sinceramente non lo so. Nel senso che non sono mai stato io ad andare a pubblicizzarmi, assolutamente no. Il presidente penso abbia avuto, nonostante i molteplici impegni, abbia sempre manifestato la voglia di seguire il Milan in tutte le sue dinamiche. Io penso che il fatto che si sia parlato bene del mio gioco in questi anni, probabilmente l'ha incuriosito e ha iniziato a prendere informazioni. Sicuramente avrà avuto relazioni importanti e da lì è nata questa considerazione".
Sul livello della squadra: "Per me è un livello sicuramente buono e l'ho detto anche a loro. La cosa che cercherò più di fare è quello di dare la consapevolezza a ogni singolo giocatore di essere più forte di quanto si sentono in questo momento. Non per colpa di Sinisa, ci tengo a ribadirlo, ma per un discorso personale, alcuni non hanno reso come avrebbero potuto fin qui. Devono credere di più nei propri mezzi e ragionare più da gruppo, non cercando di risolvere da solo la partita".
Sul convincere la squadra dal punto di vista mentale ad aggredire la partita: "L'aspetto mentale è di fondamentale importanza. Ho sempre chiesto alle mie squadre di attaccare e di non essere passivi. E' un percorso, è normale che tutto non può arrivare subito. Però ho iniziato a parlarne ieri con i ragazzi. Non sarà semplice ma sicuramente è un compito stimolante. E com'è stimolante per me spero lo diventi anche per i giocatori".
Sul poco tempo a disposizione: "In questo momento c'è bisogno di avere equlibrio e intelligenza nel saper fare tante cose. E' normale che sei hai tanto tempo per costruire un lavoro lungo nel tempo è un conto. Non dimentichiamoci che nelle squadre che ho allenato spesso cambiavano tutti i giocatori. Io voglio che la mia squadra giochi per come si alleni e che si alleni per come giochi. Abbiamo tempi brevi, ogni giorno dobbiamo far sì che ognuno faccia dei passi avanti".
Sull'impostare il lavoro in vista della prossima stagione o la finale con la Juventus: "Intanto prima c'è da conquistare un posto in Europa che è di fondamentale importanza. Non si può pensare subito alla finale, ma bisogna preparare le partite prima al massimo. Attraverso queste partite è normale che si cercherà di seminare arrivando alla partita con la Juve cercando di instaurare con la squadra un rapporto forte. Ci stiamo provando già da ieri. E' normale che non si possa entrare in una situazione nel giro di due giorni, ma avere l'intelligenza di mettere uno o due segnali ogni giorno non solo in campo, ma anche fuori".
Sul contratto fino a fine stagione: "Non è il contratto che ti dà la possibilità di essere sereno o meno. Se avessi avuto un contratto di due anni o più, ma avessi fatto male sarei stato comunque sostituito e l'unica cosa è che avrei le spalle coperte da un contratto. Non è la mia priorità, la cosa più importante è il bene del Milan. Se non dovesse andare bene avrò l'umiltà di riconoscerlo".
Se non ha paura di essere bruciato: "In questi mesi è sempre stato utilizzato questo termine in maniera esponenziale. La questione è giocarsi un'opportunità, naturale che il rischio esista quando hai una chance così grande. Poi uno deve avere l'umiltà di capire che se le cose non dovessero andar bene, devi avere l'umiltà di ripartire e ripercorrere strade già percorse, senza pensare alla grande occasione andata male. Non ho pensieri negativi, mi gioco questa opportunità con la massima voglia e con uno spirito che mi ha sempre contraddistinto. Non ho paura e so quello che posso fare. Con questo non voglio dire che sono sicuro al 100% che il Milan vincerà 7 partite su 7 ma il mio 100% sarà dato".
Sul modulo e sui problemi del 4-3-1-2: "Nel mio percorso ho usato quello e il 4-3-3. A me piace giocare con una difesa a 4 e un centrocampo a 3 e nel tridente offensivo mi è sempre piaciuto giocare con alternative diverse. Con la Primavera in questa seconda parte di stagione ho giocato con il trequartista. Nella squadra ci sono giocatori che possono giocare a tre e che possono fare il trequartista, ma anche a tre davanti. Saranno sicuramente questi i moduli che userò".
Sull'impatto con la squadra: "Normale che ci fosse un clima particolare, i giocatori erano abituati a vedere sempre le stesse persone da diversi mesi. E' stato comunque un impatto buono, forse perchè essendo noto nell'ambiente Milanello (ci siamo allenati sempre qua) ha inciso meno nel trovare una persona nuova e diversa. Sul campo sto iniziando a fare qualcosa di mio e cercando di fargli capire come voglio allenarli"
Su cosa pensa di portare dalla Primavera e cosa porta di nuovo: "Voglio proseguire la cultura del lavoro che questo gruppo sicuramente ha perchè ha fatto un ottimo percorso. Ho avuto modo più volte di vederli all'opera e ho sempre visto calciatori che avevano voglia di lavorare e di questo va dato atto a Sinisa e al suo staff. C'è la voglia di portare quella che è stata la mia metodologia e il mio modo di allenare che può essere diverso da quello proposto da altri allenatori. Non migliori, ma diversi, perchè studiati in un percorso che può consentire ai ragazzi di applicarlo in campo".
Amici di MilanNews.it, benvenuti nella sala conferenze di Milanello, dove tra pochi minuti prenderà il via la conferenza stampa di presentazione di Cristian Brocchi come nuovo tecnico del Milan. Con lui parleranno anche Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Restate con noi per non perdere nemmeno una dichiarazione dell'allenatore rossonero.


