Troppa confusione in questo Milan: anche Brocchi può diventare un caso
Antonio Vitiello
Da gennaio 2014 sono passati cinque allenatori sulla panchina del Milan: Allegri, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic e da ieri Brocchi, di cui tre esordienti. Per un club che negli anni ha sempre aperto grandi cicli vincenti si ritrova negli ultimi cinque anni nella bufera più totale. Le scelte societarie sono state errate una dietro l’altra, sia in panchina che in campo. Silvio Berlusconi e Adriano Galliani stanno offuscando i successi del passato con idee improponibili e decisioni affrettate o poco ragionate.
Prendiamo come esempio l’esonero di Sinisa Mihajlovic. Il serbo ha deluso perché tutti ci aspettavamo di più, sia in termini di gioco, sia in termini di punti, e pure nella gestione del gruppo ha lasciato a desiderare visto le “fazioni” createsi nello spogliatoio. Il problema però è alla base. Perché scegliere un allenatore di cui il presidente non è mai stato veramente convinto? Silvio Berlusconi da più di un anno aveva intenzione di mettere Brocchi sulla panchina, però è sempre stato frenato da Galliani. L’AD temeva di scottarsi nuovamente come successo con Inzaghi, mettendo in prima squadra un tecnico poco esperto. Il problema è che in questo tira e molla tra dirigenza e proprietà a farne le spese sono sempre gli allenatori. Mihajlovic ha rischiato spesso di saltare, Galliani voleva fargli terminare almeno la stagione. Berlusconi spingeva per Brocchi e tutt’ora lo sostiene, Galliani invece preferisce un tecnico più esperto. Troppa confusione ai piani alti, le correnti di pensiero opposte inquinano tutto il club fino ai giocatori che ovviamente sono in balia degli eventi. Bisognerebbe avere una linea comune e sostenerla dall’inizio alla fine.
Il continuo cambiare non giova nessuno. Non è da grande società cambiare due allenatori all’anno. Non è da Milan proseguire su questa strada di incertezze senza guardare al futuro, senza capire cosa accadrà domani. La decisione di affidare la panchina a Brocchi potrebbe presto rivelarsi un nuovo caso. Premettiamo una cosa, vogliamo sostenere Cristian in questa nuova avventura, è una brava persona e merita questa opportunità, ma è inconcepibile diventare allenatore del Milan con “due mesi” di contratto, non è possibile puntare su un tecnico “in prova” per sei giornate di campionato. Così come per Mihajlovic, quando si prende una decisone bisogna sostenerla e non cambiare continuamente. Se le cose non dovessero andare bene si cambierà ancora a giugno e si brucerà un altro allenatore? Quanti rischi sta correndo il Milan, e nel frattempo gli anni passano e si sprecano energie e risorse.
L’immagine del Milan si sta sgretolando, i tifosi ormai sono talmente sfiduciati, poi non possiamo lamentarci quando vediamo San Siro deserto, perché questa politica societaria sta portando al distacco del tifoso dalla squadra. E’ tutta una questione di scelte, il Milan le sta sbagliando tutte. Ora è inutile contestare Brocchi, bisogna sostenerlo in questa nuova sfida e provare a chiudere al meglio la stagione, poi a giugno dovrà essere presa una decisione e portarla avanti, non costruire e smantellare tutto ogni anno.


