Presidente così non ha senso, venda per il bene del Milan
Antonio Vitiello
Proseguire su questa strada non porterà da nessuna parte. Il Milan ha bisogno di un cambio radicale al vertice per poter svoltare. Gli ultimi tre anni fallimentari hanno svilito la tifoseria, hanno svalutato il marchio con la diminuzione, seppur sensibile, dei ricavi, e soprattutto la squadra per il terzo anno di fila non giocherà in Champions League. Il bilancio anche quest’anno piange ma il paradosso è che nemmeno con un intervento massiccio sul mercato estivo sono arrivati i risultati sul campo. Troppe correnti di pensiero diverse all’interno della società, modi di vedere il calcio che forse non sono più attuali. L’esonero di Mihajlovic e l’arrivo di Brocchi ha spiazzato molti, compreso l’A.D che avrebbe preferito chiudere la stagione con il serbo. Questo vuol dire che non c’è più unità d’intenti come in passato. A questo poi bisogna aggiungere le difficoltà del presidente nel rinforzare la squadra negli ultimi anni. Perché se nell’estate scorsa c’è stato un grosso esborso, nelle stagioni precedenti si è navigati a vista con giocatori low cost e parametri zero che hanno indebolito il Milan, poche risorse e spese anche male.
Galliani nella presentazione di Brocchi ha detto: “Quando c’è un fallimento la colpa è di tutti: società, allenatori e giocatori”. Gli allenatori hanno pagato, qualche giocatore pure, ora bisogna rinnovarsi anche a livello dirigenziale, sono i risultati che lo impongono. Per questo è arrivato il momento della scelta più importante. Silvio Berlusconi ha la possibilità di vendere il Milan ai cinesi, con il 60-70% delle quote, ma fa ancora resistenza. E’ combattuto, indeciso, forse anche un po’ disorientato perché ha sempre cercato partner di minoranza e non vorrebbe passare la mano. Vorrebbe essere ancora lui il protagonista ma sta entrando nell’ordine delle idee che proseguire su questa strada il Milan sarà solo un club pieno di debiti e non più vincente. Sono stati 30 anni gloriosi e come tutte le cose nella vita, arriva il momento del rinnovamento e del ricambio generazionale. Saranno giorni intensi ed importanti per il futuro del club, tutti attendono la decisione del presidente Berlusconi. Spetta a lui l’ultima parola.
Passando al calcio giocato, ieri il Milan di Brocchi è uscito da Marassi con tre punti preziosi in tasca. Non era facile ottenere una vittoria dopo tutto quello che è successo in settimana, ed è troppo presto per vedere subito la mano del tecnico, però il secondo tempo è stato migliore e il Milan ha legittimato questo successo. Nel primo tempo ancora un po’ di confusione nei ruoli, specialmente Bonaventura che tendeva a giocare soprattutto sugli esterni, poi nella ripresa una crescita generale della squadra ha prodotto tre o quattro palle gol importanti, fino alla rete numero 15 in campionato di Bacca. Si sono visti gli errori di sempre ma non potevano sparire da un giorno all’altro, serve tempo al nuovo allenatore per imporre la sua idea di gioco. Poi a fine stagione si farà un bilancio generale, con un orecchio teso sempre alle voci sulla cessione del club.


