LIVE MN - Brocchi: "Berlusconi mi ha detto di continuare a lavorare con i miei pensieri. I centrocampisti devono essere interscambiabili. Su Boateng e Balo..."
Thomas Rolfi
- termina qui la conferenza stampa di Cristian Brocchi.
Su Honda: "E' un ragazzo che sta dimostrando grande voglia e grande volontà. Lui come tanti altri mi stanno mettendo in difficoltà nel pensiero della formazione titolare e delle eventuali sostituzioni a gara in corso. La speranza è che continui così, perchè se dovessi avere bisogno di lui sono sicuro che non avrà difficoltà ad interpretare la partita".
Su Calabria e Mauri: "Mauri è incredibile perchè si allena sempre, ma sempre al top. Un po' mi rivedo in lui. E' un ragazzo a cui ho fatto i complimenti. Non faccio alcun tipo di promessa, gli ho detto, ma gli ho detto che mi sta piacendo il suo atteggiamento e il suo modo di allenarsi. Calabria lo conosco dall'anno scorso, è in un momento di difficoltà. Non ho trovato il Calabria che conoscevo, questi mesi lo hanno un po' intristito. Sono sicuro che mi darà qualcosa di importante".
Una parola per giudicare i primi giorni di Brocchi al Milan: "Entusiasmanti. Lo pensavo prima e anche dopo 10 giorni lo penso".
Sull'importanza di Abbiati: "Lui è un amico, è normale che il primo abbraccio a fine partita sia stato con lui. Volevo condividere un'emozione con una persona con cui sono legato anche extra-calcio. Il suo ruolo è fuor discussione all'interno dello spogliatoio del Milan. Lui sa cosa ci sia bisogno per il bene del Milan. Sa cosa voglio ottenere e sa cosa fare per portare avanti lo spogliatoio nel modo migliore".
Su quanto conta l'esperienza da giocatore in quella da allenatore: "E' una questione di mentalità, anche quando non ero titolare ho sempre avuto la mentalità di interpretare gli allenamenti al 100% delle mie possibilità. La mentalità vincente ti porta ad allenarti sempre con il piglio giusto e con la volontà di migliorarti. Se non ti dai dei piccoli obiettivi ogni allenamento, fai fatica a raggiungerne uno grande. I giocatori vanno aiutati, soprattutto quelli che trovano e troveranno meno spazio, a capire che nella vita possono capitare delle occasioni che se non sfrutti magari non ti capiteranno più. Io da giocatore mi facevo trovare pronto, sapendo che così potevo trovare considerazione nel mio allenatore".
Su Honda trequartista: "Avrà le sue chance, si sta allenando molto bene. Sembra una frase fatta, ma non c'è un giocatre che non mi sta dando quello che io chiedo. Logicamente nel giro di 1-2 partite non puoi far felice 21 giocatori. Inizialmente questo è un po' un problema, la speranza è che si possano ottenere dei risultati importanti e mettere in campo tutti i giocatori, per capire chi ha la volontà di mettere in piedi qualcosa di serio e di importante e chi non ne ha le caratteristiche".
Su quando si vedranno i primi concreti effetti del suo gioco: "Per riuscire ad arrivare a questo serve avere delle settimane tipo di lavoro. La mia settimana è strutturata in base a degli obiettivi molto precisi. Il primo giorno lavoro sulla costruzione, il secondo sulla fase difensiva, il terzo sulla gestione e il quarto sulla finalizzazione. Poi ci sono dei giorni in cui tutti questi concetti vengono messi insieme. Tutto sta nella disponibilità dei ragazzi, son sicuro che loro ci credono".
Sulla mentalità da cambiare nell'impostazione del gioco da dietro: "Ho avuto delle ricezioni da parte dei giocatori nel capire la differenza e nella volontà di cambiare. Logicamente ci vuole del tempo per fargli assimilare sul campo questi concetti. Abbiamo avuto poco tempo in questi giorni per lavorare, ci vogliono le priorità. In questo momento qua il mio focus è più su altro piuttosto che sulla costruzione dell'azione da dietro, che piacerebbe tanto fare a me".
Su Locatelli: "Secondo voi non è un mio punto di partenza quello di avere la voglia di far esordire un ragazzo che mi ha dato grandissime soddisfazioni nel settore giovanile? (sorride, ndr). Allo stesso tempo poichè sono uno di quelli che lo conosce di più e che gli voglio bene, voglio aiutarlo e sta a me capire quando sarà il momento giusto di farlo esordire. L'obiettivo è vederlo sempre più spesso nelle formazioni del Milan dei prossimi anni".
Sul centrocampo dell'Europeo 2012 come modello per il suo centrocampo: "Come idea ok, come interpretazione poi dipende dalle caratteristiche dei singoli giocatori. Ci vogliono sempre degli equilibri da rispettare, ma una delle cose più importanti su cui voglio lavorare io è l'occupazione degli spazi. Nel momento in cui i ragazzi riusciranno a riconoscere questo, migliorerà la qualità del gioco".
Se si è abituato a lavorare con la prima squadra: "Devo essere sincero e non sono presuntuoso. Non sento ansia o paura, sono sereno e ho la voglia di aiutare un gruppo di ragazzi che dal punto di vista morale a tirar fuori qualcosa che non ha ancora tirato fuori a pieno. Ho il dovere morale di cercare di fare un gioco che è all'altezza della storia del Milan. Ho poco tempo, ma come ho già detto, deve bastare. I giocatori devono avere più autostima e credere di più in quello che fanno".
Su Berlusconi e se ha percepito la volontà di cedere la società: "Sul fatto che io sia stato così tanto a stretto contatto con il presidente è una cosa che si dice all'esterno, ma non corrisponde così tanto alla realtà dei fatti. Non so niente di quello che riguarda un discorso societario. Non sono stato scelto per fare il manager o l'aiutante del presidente per le sue scelte. Su una cosa sono sicuro però: il presidente ama il Milan in maniera esponenziale, lo si legge dai suoi occhi. Il bene del Milan per lui è al primo posto".
Su quali obiettivi ha raggiunto la squadra contro la Sampdoria: "Ad esempio la reazione alla palla persa, ho visto una squadra che reagiva immediatamente e non aspettando l'avversario. Ti può capitare di sbagliare, ma non deve capitare che non rincorri l'uomo e non cerchi di riprendertela nel più breve tempo possibile. Una volta che ce l'hai poi recuperi".
Sulla finale di Coppa Italia: "Non posso permettermi di pensare ora con quel fine. Sarà il raggiungimento di tutto il nostro lavoro che abbiamo iniziato martedì scorso. La squadra ha perso tanti punti con le squadre piccole e deve dare una svolta e avere atteggiamento propositivo dal primo all'ultimo minuto".
Sul recupero: "I giorni di recupero sono sufficienti. Il discorso del turnover al massimo può essere affrontato per lunedì. Credo che tutti siano pronti per giocare domani".
Su Berlusconi: "Ci siamo sentiti dopo la partita, era contento per la vittoria. Non è entrato nell'aspetto tecnico-tattico, ma di continuare a lavorare con i miei pensieri".
Su Balotelli: "Ho cercato di farmi conoscere, oltre che di conoscerlo. Stesso discorso vale per tutti gli altri. Devo trovare il modo di esaltare le loro qualità in funzione del bene della squadra. Mario è un ragazzo diverso rispetto a quello che ha fatto arrivare all'esterno. E' un ragazzo che quando ti guarda negli occhi dimostra di avere qualcosa di vero e profondo. Lo sguardo dice molto".
Su Bertolacci: "Ha un piccolo risentimento e domani non ci sarà. Valuteremo nei prossimi giorni".
Su Boateng: "Intanto ha una grande personalità e ha dimostrato di volersi mettere in mostra e rendersi utile alla causa. E così anche altri. Sono contento se arrivo al giorno prima della partita con in testa più giocatori. Voglio creare uno zoccolo duro, impensare cambiare 4-5 giocatori ogni partita".
Su Bonaventura centrocampista: "Se guardiamo il calcio dal punto di vista dell'essere legato dei sistemi di gioco allora ognuno può dire la sua. Nel mio modo di vedere il calcio non ci sono posizioni fisse, soprattutto a centrocampo. Ci sono giocatori che hanno grande qualità che possono interpretare il ruolo di trequartista moderno, come piace a me, sapendo svariare da una parte all'altra del campo. L'importante è che abbia un pensiero offensivo e non difensivo".
Sugli obiettivi: "Tendo a dare pochi obiettivi, ma chiari. Domani gli chiederò due altri obiettivi e vi dirò dopo la partita se sono stati rispettati. Con la Sampdoria sono stati rispettati".
Se ha visto segnali positivi: "Li ho visti motivati e questa cosa mi fa stare tranquillo, però in campo ci vanno loro non io. Devono affrontare la partita con la mentalità vincente".
Sull'esame: "Il primo esame è sicuramente mentale perchè il Milan nel suo DNA deve avere coraggio. La squadra deve affrontare la partita di domani con la consapevolezza che deve essere la protagonista assoluta. Non deve avere alibi. L'unico pensiero è che deve essere una battaglia e che sarebbe difficile se l'affrontassero con l'atteggiamento sbagliato"
Su cosa chiede: "E' molto importante consolidare quel 5%, che era stato di più, per arrivare ad un 10%. Ogni piccolo passo che viene fatto in avanti resta dentro. In questi giorni qua logicamente c'è stato poco campo. La squadra ieri era logicamento un po' stanca e ieri era il giorno peggiore dal punto di vista fisico. Non abbiamo potuto fare molto, ma ho spiegato dei concetti che poi sono stati proposti in allenamento. Loro l'hanno fatto e la speranza è quello di poterli trovare più riposati oggi".
Amici di MilanNews.it, benvenuti nella sala stampa di Milanello, dove tra pochi minuti Cristian Brocchi parlerà alla vigilia di Milan-Carpi. Restate con noi per non perdere neanche una dichiarazione del neo-tecnico rossonero.


