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Fretta e pazienza gli avversari più duri per Montella

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 8 luglio 2016, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
08.07.2016 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Molto sobria, pacata e riflessiva la conversazione del nuovo allenatore del Milan al primo giorno di contatto con la stampa. Nessun proclama, nessuna frase sopra le righe, nessuno slogan. Lavoro duro e comprensione dei problemi il passaggio più significativo, tornare in Europa l'obiettivo minimo, nessuna deviazione sui singoli fatta eccezione per Niang, nessuna sosta prolungata intorno ai concetti di personalità, carattere, livello tecnico della squadra, su cui Vincenzo Montella è stato volutamente vago e sbrigativo. Ha sottolineato in un passaggio l'invocazione dell'ultimo editoriale una settimana fa: servono giocatori funzionali all'idea, al progetto. Ha ragione. E in questo senso godrà di un privilegio di cui non ha più fruito nessun tecnico rossonero degli ultimi 26 anni dopo Arrigo Sacchi: potrà indicare qualche tassello da inserire nel suo mosaico, non necessariamente di nome o di costo.

Per questo motivo facciamo davvero fatica a capire come possa esistere una clausola, una condizione che imponga ai nuovi candidati proprietari di "spendere almeno 400 milioni sul mercato nei prossimi 2 anni". E come si possa accettarla. Esistono in realtà soltanto i budget, realizzati seguendo precise proiezioni di incassi e di spese, di obiettivi minimi e di bilanci. Su questi e con questi si lavora: i budget sono una conseguenza, non - come accade quando c'è qualcuno che ripiana - una causa. Sottigliezze. L'importante è che spiri un vento nuovo.

L'essenziale è che qualcuno abbia voglia di ridare al Milan credibilità, competitività, solidità. Il sollievo dei tifosi non può e non deve essere il puro semplice fatto che se ne vada Berlusconi e arrivi qualcun altro, sarebbe ingrato e riduttivo. Il sollievo deve derivare dal fatto che un cambiamento radicale avvenga perché era questa la necessità fondamentale. Fosse stato Berlusconi a recuperare voglia, entusiasmo, energia, idee per la rinascita, sarebbe stato il benvenuto. Il bentornato. Non è così perché la salute precaria ha picconato le residue resistenze nel volersi privare della sua primaria cassa di risonanza, oltre a ragioni ovvie finanziarie e di opportunità.

Sembra dunque che saranno cinesi i nuovi proprietari del Milan. Fino ad oggi gli orientali hanno avuto uno strano modo di entrare nel mondo del calcio europeo: management, conoscenza, presenza non hanno fatto parte del loro bagaglio culturale. Lo dimostra il fatto che sia ancora Adriano Galliani a fare il mercato. Contrariamente agli arabi, ai russi e agli americani i quali sin dal primo momento collocano i propri uomini e le proprie energie, operando da subito secondo i loro metodi e la propia filosofia, gli orientali (e i cinesi in particolare) preferiscono dilatare la macchia gradualmente. Per questo - nonostante molti tifosi l'abbiano esaurita da tempo - bisognerà avere pazienza, ancora e molta:

ci vorrà del tempo prima che il Milan torni grande, troppo scarso il materiale su cui ricostruire. Montella invece ha fretta (parole sue), quanto meno di riportarlo in Europa. Fretta e pazienza nascoste dietro a un cespuglio sono in agguato, per spiccare il volo l'aeroplanino avrà bisogno di coniugare con grande intelligenza due vocaboli in antitesi tra loro.

Bello e spontaneo il ricordo di Alessandro Bianchi, imitato poi da migliaia di tifosi, nel giorno del raduno e del compleanno di Claudio Lippi. Due bravi ragazzi simili tra loro, sempre sorridenti, colonne della tv rossonera che è anche il colore del loro sangue. E del nostro.

per Milannews.it

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