Rimodulazione del ruolo, ma ancora tanta voglia di fare: Galliani è pronto alla sua seconda vita al Milan
Pietro Mazzara
Il futuro di Adriano Galliani non è nelle prerogative dell’amministratore delegato rossonero. Nel corso della conferenza stampa di presentazione di Vincenzo Montella, lo storico dirigente del Milan ha fatto più di un accenno a quello che potrà accadere dopo il closing, atteso per la fine del mese di settembre. Dunque, a distanza di quasi tre anni, Galliani torna a parlare del suo futuro anche se il focus è concentrato sul presente.
IN ATTESA - Partendo dalle certezze lapalissiane: Galliani sarà l’amministratore delegato del Milan fino al definitivo passaggio di consegne da Fininvest alla conglomerata cinese che comprerà l’80% delle azioni del club rossonero e gestirà questa sessione di mercato in unione d’intenti con Nicholas Gancikoff che, nella nuova società, assumerà la carica di amministratore delegato unico del Milan, ponendo così fine al duopolio Gallio-Barbarico di questo triennio. Galliani, dal canto suo, non ha nascosto come anche lui sia in attesa di capire che ne sarà di lui (che ha un contratto con Fininvest fino al 2019) all’interno del Milan. I segnali, però, parlano di un Adriano ancora dentro al Milan come gestore della parte sportiva, senza doversi occupare delle altre aree societarie.
VOGLIA - Ciò che è apparso piuttosto evidente, anche nel post conferenza, è la voglia che Galliani ha ancora di poter fare un grande Milan. La disponibilità economica è aumentata sensibilmente, così come sono cambiati gli obiettivi (si veda la trattativa per Pjaca). Insomma, anche il “sior” vuole mettere la sua firma sul nuovo Milan che sta nascendo, tra i milioni cinesi e il campo dove Vincenzo Montella sarà chiamato a rimettersi addosso i pani di Top Gun per riportare il club in Europa, magari dalla porta principale.


