Sosa e i perché della richiesta di Montella: intanto l'argentino forza la mano con il Besiktas
Matteo Calcagni
Vincenzo Montella, al suo approdo sulla panchina rossonera, ha presentato una lista di nomi a Galliani e Gancikoff, rinforzi per ristrutturare la rosa sulla base dei propri dettami. Il primo nome è stato quello di Zielinski, per il quale il Milan ha dovuto recuperare terreno sulla concorrenza, riuscendo a trovare un accordo con l'Udinese: la sensazione è che l'operazione si chiuderà, regalando al tecnico campano un nuovo cervello di centrocampo. Ma c'è un altro giocatore che l'ex allenatore blucerchiato ha richiesto, tanto da scatenare non pochi interrogativi tra la tifoseria rossonera: José Ernesto Sosa.
LA RICHIESTA DI MONTELLA - Perché Montella dovrebbe volere un giocatore che, a trentuno anni compiuti, non è ancora riuscito a sfondare nel grande calcio europeo? Quello che ha "sedotto" il tecnico, evidentemente, non deriva dal palmares e dalla fama internazionale del calciatore, ma dalle sue caratteristiche tecniche, ritenute ideali per la costruizione del nuovo Milan. Sosa non è un fulmine di rapidità, ma è in grando di calciare in profondità con una certa velocità di esecuzione: in un centrocampo totalmente privo di verticalizzatori, la sua presenza garantirebbe certamente un aiuto. Oltretutto, l'ex Metalist e Atletico Madrid è un ottimo battitore di calci piazzati, altra dote non proprio comune tra le fila milaniste.
SOSA FORZA LA MANO - Nella serata di ieri, sui propri profili social, Sosa ha lanciato un appello al Besiktas per chiedere la cessione. La motivazione è legata agli episodi di terrorismo e alla paura per la sicurezza della sua famiglia. A prescindere dalle modalità, è chiaro che l'argentino stia cercando di forzare la mano per essere ceduto: il Milan ha già offerto 4 milioni, mentre il club turco ne chiede 8. Una situazione a metà strada che potrebbe favorire i rossoneri, per un giocatore poco sponsorizzato ma non per questo da scartare senza alcuna riprova.


