La triste conferma sul mercato e l'immobilismo di SES: sarà un gennaio senza sussulti. All in su Doha: la rabbia dei giocatori e i dubbi di Montella per provare l'impresa
Pietro Mazzara
Adesso testa e gambe focalizzate su Doha. La Supercoppa TIM di venerdì pomeriggio, che vi racconteremo in loco con un’ampia marcia di avvicinamento all’evento, è la partita da non sbagliare. Perché un trofeo è sempre un trofeo e perché darebbe un’ulteriore botta di vitalità ed entusiasmo ad una squadra che, tra Roma e Atalanta, ha raccolto meno di quello che avrebbe meritato. I giocatori e l’allenatore non hanno nascosto la loro insoddisfazione per i risultati ottenuti, soprattutto contro la Dea. Ma questa rabbia, questa voglia di vincere che è tornata ad essere preponderante nella testa dei calciatori del Milan dovrà essere riversata in campo, a Doha, contro la squadra più forte del nostro calcio. Servirà un’impresa, servirà tirar fuori nuovamente quel qualcosa in più che ti possa permettere di lottare ad armi pari su ogni pallone. Poi, come accaduto sia nella finale di Coppa Italia dello scorso maggio sia nella gara di questo campionato, saranno i singoli episodi a indirizzare la sfida. Quel che è certo è che Montella cercherà di far arrivare il suo Milan, vera e propria sorpresa del campionato, al top della condizione per fronteggiare un avversario che vanta mille e più armi a sua disposizione.
Presto ancora per dire con che undici giocherà la finale di venerdì, ma sulla carta c’è almeno un dubbio per reparto. In difesa, ad esempio, Montella si porterà dietro fino all’ultimo il dubbio se mettere De Sciglio o Antonelli. La scelta dipenderà anche da che tipo di partita, in fase difensiva, vorrà fare l’aeroplanino. In mezzo al campo ed in attacco, invece, tutto ruota attorno alla collocazione di Giacomo Bonaventura. Se Jack dovesse essere schierato nel trio offensivo, al fianco di uno tra Bacca e Lapadula e Suso, allora come mezz’ala sinistra si candiderebbe Bertolacci mentre se Montella dovesse dare fiducia a Niang, allora Bonaventura andrebbe a completare la mediana insieme a Locatelli e Kucka. Anche in attacco, come già scritto, Montella avrà di che scegliere tra Lapadula e il rientrante Carlos Bacca. Il colombiano è uomo d’esperienza e da finali visto il suo score con il Siviglia e contro l’Atalanta, nei pochi minuti giocati, ha dimostrato di essere in palla. Vedremo.
Come temuto e come scritto su queste pagine nelle scorse settimane, è arrivata anche la conferma di Adriano Galliani: il mercato di gennaio del Milan vivrà di pochi sussulti. Il budget per acquistare giocatori a grosse cifre non c’è e chi è stato messo sul mercato non garantirà, ammesso e non concesso che venga ceduto, introiti tali da poter segnare una svolta. Il nome nuovo per l’esterno offensivo è quello di Orsolini dell’Ascoli. Il ragazzo era già stato visionato lo scorso anno in più occasioni, soprattutto in Milan-Ascoli del torneo di Viareggio quando fece letteralmente impazzire i suoi diretti marcatori. Già in quel freddo pomeriggio di La Spezia, più di un addetto ai lavori milanista lo aveva notato tanto è vero che anche Cristian Brocchi avrebbe dato più di un parere positivo sul ragazzo. Vedremo se sarà lui l’esterno offensivo che potrà rimpolpare quella specifica batteria a disposizione di Montella. Per il resto, si cercheranno operazioni in prestito con diritto di riscatto, con Fininvest che ha imposto il pareggio di bilancio tra entrare ed uscite e SES che non dovrebbe anticipare nulla per agire sul mercato già a gennaio.


