Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Dimenticare cinque anni in 90 minuti

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 23 dicembre 2016, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
23.12.2016 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Non sarà facile per il Milan tornare a vincere qualcosa di importante. Non sarà facile nemmeno tornare a competere, per vincere. Ci vorrà del tempo. La Coppa Italia e un piazzamento per la Champions o per l’Europa League sono al momento gli unici traguardi raggiungibili e per momento intendiamo gli ultimi anni. Almeno 5. Dal 2011 lo sgretolamento di una squadra da sogno, meticolosamente rinnovata dal 1986 fino a quello scudetto, è stato accompagnato passo passo da quello di una società in dissolvenza inesorabile. Quella finale contro la Juve lo scorso maggio all’Olimpico ha rappresentato una boccata di ossigeno ad alta quota al quale la caduta senza respiro aveva disabituato i tifosi rossoneri. Per questo descrivemmo quei 90’ come il ritorno a un antico, inessante incitamento con la piacevole sensazione di viveva il risveglio al termine di un letargo agitato da incubi.

Il Milan arrivò al maggio scorso con alle spalle un numero di esoneri dal 2013 (Allegri, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic) che aveva eguagliato in pochissimo tempo quelli del quarto di secolo antecedente (Liedholm, Tabarez, Terim, Zaccheroni) e che lo avrebbe comunque superato con la mancata conferma di Brocchi. La finale di Coppa Italia – per quanto una manifestazione malridotta, mal presentata, mal gestita e assai poco affascinante – sembrava costituire il primo piccolo passo verso un’anelata rinascita di cui va dato atto prima a Mihajlovic, ora a Montella che ne ha dato seguito e continuità anche in campionato.

E’ importante questa Supercoppa per il Milan. Molto. Non per scagionare le mistificazioni della proprietà e della dirigenza, ma per consentire ai tifosi di rivivere 90’ da protagonisti, gratificare il lavoro dell'allenatore e l’applicazione della squadra, incoraggiare i cinesi in arrivo i quali certo non saranno così miopi dal pensare che basti questo per credere che non servano rinforzi. Molti, subito, di qualità. I 90’ della Supercoppa appartengono solo ed esclusivamente allo staff tecnico del Milan e alla sua tifoseria, più o meno evoluta. Il disguido del ritardo nella partenza da Milano per Doha non sarà mai un alibi, anche se è stato corretto sottolinearne il disagio procurato più che lo svantaggio.      

Il pronostico chiude inesorabilmente i rossoneri al cospetto di questa Juventus. Il pronostico, però. Solo il pronostico. Nei 90’ della finale di maggio la sfida risultò assai più equilibrata rispetto a qualsiasi previsione e fu decisa soltanto dai cambi, che purtroppo anche questa volta potranno migliorare casomai lo spartito di Allegri, non certo quello del suo collega. Nei 90’ a San Siro in campionato 2 mesi fa andò al macero la carta su cui era scritta la roboante vittoria bianconera. Questa è la terza occasione per andare contro logica, ancora una volta al cospetto dei più forti d’Italia contro i quali da primavera ad autunno il Milan ha dato il meglio di sé. I valori dell’organico più ancora che dell’undici iniziale quelli sono e quelli rimarranno, certificati nel divario tra le due contendenti dalla classifica odierna e quella che sarà a fine stagione. Ma in 90’ è possibile che il meglio dei deboli prevalga sul peggio dei forti. Un trofeo, finalmente, dopo più di 5 anni e per quanto relativamente prestigioso, può aiutare il ritorno all’entusiasmo di chi ama questi colori e incentivare – non illudere – chi si accinge a proseguirne la storia. Questo è il significato della Supercoppa per il Milan, un significato assai più corposo e suggestivo che non per la Juve. Crederci per un’ora e mezza non costa nulla e non ha controindicazioni. Magari, come nel 1993 per la prima Supercoppa italiana mai giocata all’estero (Milan-Torino a Washington), al ritorno rossoneri e bianconeri torneranno tutti sullo stesso aereo. Senza traccia di ironia.

per Milannews.it

Altre notizie